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Tsutomu Miyazaki, il serial killer giapponese ispirato da una serie TV

Tsutomu Miyazaki, il serial killer giapponese ispirato da una serie TV
Tsutomu Miyazaki, il serial killer giapponese ispirato da una serie TV

Se non fosse realmente accaduta la vicenda di Tsutomu Miyazaki, il serial killer giapponese ispirato da una serie TV, sarebbe una storia grottesca. Purtroppo i fatti avvennero realmente e l’omicida seriale giapponese commise i suoi omicidi proprio influenzato dalla TV. Spietato e cinico, oltre a infierire fino alla morte su 4 bambine, Tsutomu Miyazaki tormentò anche le famiglie delle vittime.

Preoccupate per l’assenza dei loro figli i genitori ricevevano chiamate telefoniche in cui l’interlocutore rimaneva muto per molti minuti, per poi riattaccare. Fece di peggio, inviò lettere ai congiunti descrivendo i particolari dei suoi efferati delitti. In questo modo accresceva la preoccupazione dei famigliari di coloro che aveva già brutalmente assassinato. Ciò fa presumere che tra le altre psicopatologie di cui soffriva, in Tsutomu Miyazaki, lo spietato serial killer giapponese, c’era anche una vena di sadismo.

Purtroppo, tale aspetto si riversava non solo sui famigliari ma soprattutto sulle sue vittime. La fortuna ha voluto che sia stato scoperto e arrestato prima che la conta dei suoi omicidi diventasse più cospicua. Per la sua ferocia, brutalità e sadismo Tsutomu Miyazaki, il serial killer giapponese ispirato da un serial TV, entra a far parte dei serial killer più famosi della storia.

Tsutomu Miyazaki, il serial killer giapponese ispirato da una serie tv

Nato prematuro, Tsutomu  Miyazaki soffriva di una deformazione alle mani. Esse risultavano saldate ai polsi. A causa di questa deformazione durante il periodo scolastico venne ostacolato ed emarginato dai suoi compagni. Nonostante questo il suo rendimento scolastico non ebbe alcun calo. Non si è a conoscenza di ulteriori traumi infantili, frequenti nei killer seriali, nella psiche dell’assassino nipponico.

Il modus operandi di Tsutomu Miyazaki

In un solo anno, tra il 1988 e il 1989 Tsutomu Miyazaki, il serial killer giapponese uccise, brutalizzò e smembrò i corpi di 4 bambine. Le sfortunate vittime furono scelte casualmente. Dopo l’uccisione bevve il loro sangue e di una mangiò la mano. Successivamente terrorizzava le famiglie, inviando loro lettere in cui descriveva nel dettaglio ciò che aveva fatto alle loro figlie.

Il primo cadavere lo lasciò decomporre sulle colline vicino a casa sua, conservandone però i piedi e le mani che vennero recuperati dopo il suo arresto: In un altro caso carbonizzò le ossa nel suo forno, inviandone le polveri in una scatola alla famiglia insieme a foto raffiguranti i vestiti, alcuni denti e una cartolina con scritto: “Mari. Cremato. Ossa. Indagare. Dimostrare”.

In ultimo,  la polizia accertò che tutte le famiglie erano state disturbate da strane chiamate, in cui l’interlocutore non parlava, ma restava in linea anche per 20 minuti. Secondo gli investigatori si trattava di Tsutomu Miyazaki, il serial killer giapponese.

Tsutomu Miyazaki
Tsutomu Miyazaki: le indagini dopo la cattura

Tsutomu Miyazaki, il serial killer giapponese ispirato da una serie tv: la cattura

Il 23 luglio 1989, cercò di violentare una ragazza con l’obiettivo di una macchina fotografica. Il padre della ragazza difese la figlia costringendo Miyazaki alla fuga a piedi. Venne catturato dalla polizia mentre cercava di recuperare la sua auto.

Durante una perquisizione nella sua abitazione la polizia trovò 5763 videocassette contenenti video pornografici, alcuni raffiguranti le sue vittime. Gli investigatori rinvennero anche numerose fotografie sempre raffiguranti le sue vittime. È stato riferito dalla polizia anche che Miyazaki era un appassionato di film horror e che aveva un’ampia collezione sul genere.

Tsutomu Miyazaki, il serial killer giapponese ispirato da una serie TV
La “collezione” di videocassette di Tsutomu Miyazaki

L’ispirazione per i suoi delitti era stata presa dalla serie cinematografica Guinea Pig, in particolare dal secondo film della serie intitolato “Flower of flesh and blood”.

La condanna di Tsutomu Miyazaki, il serial killer giapponese ispirato da una serie tv

Dal 1990 Tsutomu Miyazaki rimase sempre rinchiuso in carcere. Le valutazioni degli psichiatri che lo visitarono furono chiare:  soffriva di una forte schizofrenia con dei gravi disturbi dissociativi dell’identità. Nonostante questo il tribunale distrettuale di Tokyo ritenne l’imputato ancora in grado di comprendere la gravità delle azioni compiute condannandolo a morte. L’impiccagione venne eseguita il il 17 giugno 2008.

Tsutomu Miyazaki, il serial killer giapponese ispirato da una serie tv  definì i delitti commessi “un buon lavoro”, non si pentì  né mai chiese scusa. Suo padre rifiuto di sostenere le spese legali e si suicidò nel 1994.