@treminuti > Costume e società > Eutanasia > Come fare il testamento biologico in Italia: la nuova legge

Come fare il testamento biologico in Italia: la nuova legge

Il testamento biologico o DAT (Disposizione anticipata di trattamento) diventa legge. Tutte le novità in materia di biotestamento previste dalla nuova norma

Come fare il testamento biologico in Italia: la nuova legge
Come fare il testamento biologico in Italia: la nuova legge

 

Dopo anni di lotte, anche aspre, da parte di diverse associazioni e movimenti di opinione anche l’Italia vara la propria legge che permette di fare il testamento biologico in Italia in modo del tutto legale. Vengono quindi definiti e, soprattutto, normati i principi legislativi e le linee guida per comprendere come redigere il proprio biotestamento.

Definito giuridicamente Disposizione Anticipata di Trattamento (DAT), il testamento biologico è comunemente conosciuto anche come biotestamento. Si tratta di un atto formale nel quale il paziente manifesta le proprie volontà in merito alle cure che desidera o meno ricevere nel caso che non possa esprimersi esplicitamente. In sostanza è un documento scritto, un vero e proprio testamento, in cui il soggetto formalizza la propria autodeterminazione in materia di accanimento terapeutico e altri aspetti relativi al fine vita.

Prima di entrare nei dettagli della legge, per capire al meglio come fare il testamento biologico, alcune precisazioni sono imprescindibili. In Italia, precedentemente alla legge sulla disposizione anticipata di trattamento, attraverso delle forzature giuridiche era comunque possibile formulare il proprio biotestamento. Di sicuro, la risonanza del caso di Dj Fabo, il giovane che è andato fino in Svizzera per praticare il suicidio assistito, ha aperto le coscienze del legislatore. Dallo scalpore del caso, di fatto, c’è stata una forte accelerazione sull’iter che ha portata al battesimo della legge.

La legge sul testamento biologico in italia

Gli estremi della nuova norma sono: legge 22 dicembre 2017, n. 219 (Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento), pubblicata in Gazzetta Ufficiale 16 gennaio 2018, n. 12. Sono otto articoli che affrontano in maniera esaustiva la tematica in questione. Questo è il risultato di anni di battaglie. E’ giusto riconoscere i meriti: Marco Cappato e Luca Coscioni in primis hanno fortemente condotto le campagne mediatiche e informative che hanno portata alla nascita della legge. Quest’ultimo, purtroppo, affetto da una malattia fortemente invalidante non ha avuto l’opportunità di giungere al giorno in cui il testamento biologico è diventato legge.

Va menzionato anche Piergiorgio Welby il quale, gravemente malato, grido fino al giorno della sua morte che le cure che lo tenevano in vita fossero sospese. Qui risiede la sintesi della disposizione anticipata di trattamento. L’autodeterminazione, ovvero il diritto di decidere la linea di confine, rispetto alle cure farmacologiche che vengono somministrate. Linea da non oltrepassare per tenere in vita un paziente che soffre. Un paziente che non ha altra alternativa che continuare a soffrire senza speranza. Un paziente che invoca la morte per liberarsi da quei patimenti che in nessun altro modo possono cessare.

Come fare il testamento biologico

Il testamento biologico è la manifestazione della volontà di un soggetto il quale, in un momento della sua vita in cui è ancora capace di intendere e volere, decide e sottoscrive quali trattamenti sanitari intende accettare o rifiutare quando subentrerà la sua incapacità mentale e impossibilità di esprimersi.

La formula da utilizzare per fare il testamento biologico è semplice. Internet offre gratuitamente vari modelli, fac simile e moduli semplificativi a cui riferirsi per stilare il proprio biotestamento. Ciò che è importante è che l’atto venga redatto in un momento della vita in cui si ha la piena consapevolezza intellettiva.

Una volta che il documento è pronto la successiva fase è l’autenticazione. La legge, ora, prevede diverse possibilità: farlo autenticare o da un funzionario comunale oppure da un notaio, in modo che divenga o un atto pubblico oppure una scrittura privata autenticata. Successivamente la propria Disposizione Anticipata di Trattamento deve essere depositata all’ufficio di stato civile o nelle strutture sanitarie di residenza. Presso questi due uffici saranno istituiti degli appositi registri che accolgono il documento. In alternativa è possibile depositare il proprio testamento biologico presso un notaio.

Il biotestamento può essere modificato in ogni momento. E’ buona norma, all’interno del documento, nominare dei fiduciari che vigilino sul buon esito delle volontà espresse.

La mappa dei comuni e provincie con il registro dei testamenti biologici

Sul web è possibile trovare una quantità di stampati e moduli fac simile per redigere il testamento biologico. La materia è delicata e si può incorrere in errori. Alcune associazioni corrono incontro agli utenti fornendo la modulistica appropriata e l’assistenza necessaria alla compilazione. Procurano anche gli indirizzi per l’autenticazione e la conservazione dell’atto.

L’associazione Luca Coscioni, ente molto sensibile a questo tipo di problematica, in collaborazione con Google, vengono incontro agli italiani fornendo una mappa interattiva con indicati i comuni e provincie dove sono stati istituiti i registri pubblici dove depositare il DTA.

Naturalmente, si attende che il parlamento vari una norma puntuale che legittimi completamente il testamento biologico in Italia.

Letture suggerite:

OffertaBestseller No. 1
Libera scelta su fine vita Il testamento biologico Commento alla Legge n. 219/2017 in materia di consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento
1 Recensioni
OffertaBestseller No. 2
Testamento biologico e consenso informato. Legge 22 dicembre 2017, n. 219
  • Editore: Giappichelli-Linea Professionale
  • Copertina flessibile: 109 pagine
OffertaBestseller No. 3
Il testamento biologico
  • Editore: Ediesse
  • Copertina flessibile: 118 pagine
Bestseller No. 4
Il diritto di non soffrire. Cure palliative, testamento biologico, eutanasia
4 Recensioni
Il diritto di non soffrire. Cure palliative, testamento biologico, eutanasia
  • Umberto Veronesi
  • Editore: Mondadori
  • Copertina flessibile: 112 pagine