Storia dell’almanacco

Storia dell'almanacco
La storia dell’almanacco

La storia dell’almanacco si perde nell’epoca medioevale. Si tratta di una pubblicazione che per secoli ha attraversato, sotto differenti forme, i territori di varie parti del mondo allo scopo di tenere aggiornate le popolazioni circa diversi tipi di notizie. All’inizio non aveva una forma editoriale definita che tuttavia assunse con l’andare del tempo.

La storiografia fa risalire la nascita dei primi almanacchi verso la fine del secolo XI, intorno al 1088 si hanno notizie delle prime “pubblicazioni” di questo tipo.  Le origini della parola sono arabe: al-manākh che tradotto indica clima. Vuol dire anche luogo di ritrovo dei cammellieri del deserto, utile per i loro commerci o la sosta a scopo di rifornimento.

Inizialmente erano tavole astronomiche adatte per stabilire il giorno della settimana. Successivamente, l’almanacco diviene una pubblicazione che conteneva il calendario con le indicazioni sull’ora di levata e di tramonto del sole.  Inoltre, includeva le fasi lunari, l’alternarsi delle stagioni e altre informazioni utili, soprattutto per gli agricoltori e i navigatori.

Con il tempo, la storia dell’almanacco si evolve. Da pubblicazione discontinua e irregolare diventa periodica diffondendosi maggiormente, soprattutto in Europa e nella civiltà araba. Al suo interno vengono aggiunte informazioni sulle feste, notizie su fiere, mercati ed eventi di rilievo.

Gli almanacchi del basso medioevo

In alcuni almanacchi del basso medioevo – sotto forma di tavole di varia natura scritte e decorate a mano – cominciano a essere pubblicate le  notizie sui matrimoni tra i regnanti, le nascite e i decessi degli stessi e della nobiltà. Anche gli avvicendamenti di potere dei reali e dei signorotti locali sono messi in dovuto risalto, in modo che i sudditi sappiano a chi devono essere subordinati.

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Negli almanacchi cominciano a essere riportati anche i prezzi delle merci e del bestiame,  compaiono rimedi medici officinali, ricette, notizie e resoconti di avvenimenti importanti che avvengono localmente e nel mondo.

La storia degli almanacchi con l’invenzione della stampa

Con l’avvento della stampa, la storia dell’almanacco subisce una mutazione radicale. Divenne infatti il principale mezzo di diffusione culturale di quella popolazione ancora rurale e artigiana e, soprattutto, analfabeta. Venditori, banditori e talvolta ciarlatani leggono l’almanacco sulla pubblica piazza di paesi, borghi e cittadine. Pertanto si arricchisce anche di notizie di cronaca, nozioni più dettagliate e specifiche di medicina e consigli di ogni genere e materia.

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L’almanacco nel 1700

Il massimo sviluppo dell’almanacco si ebbe nel ‘700, quando la pubblicazione delle effemeridi – valori di riferimento sulla posizione degli astri nel tempo – si rivelò un ragguardevole affare per i regnanti, che ne detenevano il monopolio. In particolare, i sovrani di Francia e Inghilterra ne concessero la stampa solo ad editori di loro fiducia riscuotendo enormi royalties.

Più tardi, si ebbe l’evoluzione degli almanacchi tipologici e di carattere generale. Come ad esempio gli odierni almanacco sportivi o di tipo generale con le date e i fatti della storia.

Gli almanacchi storici più importanti

Fra i più importanti almanacchi della storia vanno ricordati: “Centurie astrologiche” di Nostradamus (1550), “Almanacco di Gotha” (1763), contenente gli alberi genealogici delle famiglie nobili europee, “Almanacco nautico” (1766), “Almanacco del povero Riccardo” (1732), fondato e diretto per venticinque anni da B. Franklin.