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Sepolti vivi: i casi più famosi della storia

Sepolti vivi: i casi più famosi della storia
Sepolti vivi: i casi più famosi della storia

Le conoscenze mediche odierne insieme alla moderna diagnostica strumentale disponibile, difficilmente porta a casi di morte apparente, dove una persona successivamente viene sepolta viva. Tuttavia, la paura che una cosa del genere possa accadere è insita in molte persone. La sua definizione è tafofobia, cioè il timore che a causa di una errata diagnosi di decesso si possa essere tumulati ancora in vita. Il termine deriva dal greco Taphos che significa sepolcro. Peraltro, è un’ansia più diffusa di quanto si pensi.

Tale angoscia, naturalmente, deriva dalla circostanza che casi di sepolti vivi famosi nella storia sono realmente avvenuti. Sepolture premature con gente ancora in vita, persone tumulate dopo una errata diagnosi di morte. Insomma, casi di soggetti che poi si sono risvegliati in una bara in passato accaddero. La cinematografia ha anche tratto spunto da alcuni di questi avvenimenti, alimentando così la percentuale di persone che soffre di tafofobia.

Soprattutto nell’Inghilterra Vittoriana, episodi di persone sepolte ancora in vita perché ritenute decedute sono stati frequenti. La storia, infatti, ha portato fino ai giorni nostri vicende celebri di casi di morte apparente scoperti dopo tempo. Di certo, non deve essere stato piacevole risorgere all’interno di una bara. Anche perché, come poi è emerso, alcuni dei malcapitati sono poi morti davvero dentro al loro sepolcro. Per fortuna, ai giorni nostri con le conoscenze mediche attuali è difficile che casi del genere possano accadere. Tuttavia, in molti la tafofobia permane, e la documentazione storica di casi famosi di personaggi sepolti vivi di certo non aiuta a superarla.

Sepolti vivi: i casi più famosi nella storia

Come accennato, molti casi di morte apparente e successiva tumulazione in vita accaddero in soprattutto Inghilterra. Il Regno Unito, fino a quasi alla fine del 1800 segnò il record. Secondo un famoso medico britannico – tale  JC Ousley – ogni anno circa 3000 persone venivano sepolte vive. Per arginare il problema le autorità, che peraltro contestavano i numeri, ebbero una bizzarra idea. Costituire un ospedale per persone decedute in modo da mantenerle sotto osservazione per un congruo tempo. In questo modo si aveva maggior certezza del loro stato “vitale”.

La costituzione di ospedali per morti rende l’idea dei numeri di sepolture in vita.  Peraltro, spesso venivano scoperte perché in Inghilterra c’era un florido mercato di salme rubate dai cimiteri e rivendute ai medici per scopi scientifici. A ciò si aggiunge anche il furto di oggetti preziosi all’interno delle sepolture. Per una ragione o l’altra, diversi casi di sepolti vivi vennero portati alla luce, passando poi alla storia. Si riportano, quindi, vicende vere di morte apparente celebri che meritano di essere menzionate.

Margorie McCall: vissuta una volta, sepolta due

Sepolti vivi: i casi più famosi della storia
Margorie McCall

Scozia, 1600. Margorie McCall viene sepolta in seguito alla sua morte. A quasi un giorno di distanza dalla sepoltura, un gruppo di delinquenti decide di aprire la bara in cerca di gioielli  ma al posto della defunta trovano una persona viva e vegeta. Margorie fece poi ritorno a casa dove a (non) aspettarla vi era la sua famiglia incredula e terrorizzata. Morì dopo quindici anni, sulla sua lapide la frase “Vissuta una volta, sepolta due”.

Anne Greene: risorta sul tavolo autoptico

Sepolti vivi: i casi più famosi della storia
Anne Green

Nel 1650 Anne Greene lavorava in qualità di serva presso la famiglia Reade. La giovane donna intratteneva una relazione con il figlio 17enne dei padroni e presto scoprì di essere incinta. Il bambino nacque morto, così Anne decise di seppellirne il piccolo corpo da sola, di nascosto, per non creare inutili scandali. Tuttavia venne scoperta e impiccata. Prima della sepoltura il suo cadavere venne inviato alla scuola di medicina per scopi accademici. Appena prima di iniziare l’autopsia, gli studenti si resero conto che la donna respirava ancora – anche se in modo estremamente debole – e che il suo cuore aveva una lieve attività. Anne si riprese in seguito ad attente cure.

Giulio Maria della Somaglia: ucciso durante l’imbalsamazione

Sepolti vivi: i casi più famosi della storia
Giulio Maria della Somaglia

Tragico il destino toccato a Giulio Maria della Somaglia, un potente cardinale cattolico dell’800, figura di spicco dello Stato pontificio. L’uomo inaspettatamente lo ritrovarono morto, così si decise di avviare il processo di imbalsamazione, come previsto dagli usi dell’epoca. L’addetto a tale procedura diede inizio all’intervento affondando un coltello nel petto del “defunto” – e fu proprio in quel momento che il cardinale si riprese dallo stato di morte apparente. La sua morte avvenne alcuni minuti più tardi a causa del colpo ricevuto.

Duns Scoto: uscito dalla bara, morto nella cripta

Sepolti vivi: i casi più famosi della storia
Duns Scoto

Restando in ambito religioso, non fu migliore l’esperienza di Duns Scoto, teologo scozzese del XIV secolo. Apparentemente morto, il suo corpo venne posto in una bara e quindi rinchiuso in una cripta di pietra. Il mese successivo alla sua morte, la cripta venne riaperta al fine di riporvi un altro defunto: la bara di Scoto era vuota, il suo cadavere si trovava vicino l’entrata. Su mani e braccia i visibili segni del tentativo di uscire dalla cripta, il suo volto segnato dal terrore.