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Scandalo prosciuttopoli: prosciutti San Daniele e Parma contraffatti

Per prosciutti DOP Parma e San Daniele sarebbero state usate cosce di maiale di razza danese. Per lo scandalo prosciuttopoli gravi le accuse per centinaia di produttori italiani.

Scandalo prosciuttopoli: prosciutti San Daniele e Parma contraffatti

Sta assumendo dimensioni inusuali lo scandalo Prosciuttopoli, riguardante prosciutti San Daniele e Parma contraffatti. Non rispetterebbero gli standard del disciplinare di produzione di tali prodotti attraverso il quale acquisiscono la denominazione DOP. Il marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta) garantisce ai consumatori la discendenza geografica del prodotto che non sarebbe stata rispettata dando vita allo scandalo prosciuttopoli.

Si tratta di prosciutti di Parma e San Daniele contraffatti, secondo quanto è emerso dall’indagine della procura della repubblica torinese e ripresa dal quotidiano Repubblica. La preparazione dei prosciutti di Parma e San Daniele, che prevede l’utilizzo di cosce di maiali italiani, sarebbe avvenuta utilizzando animali di tipo genetico diverso, la razza Durc danese, non prevista dal disciplinare che regola la produzione dei prosciutti Parma e San Daniele.

Questa variante avrebbe dei vantaggi per i prosciuttifici in termini di resa del prodotto ad un minor costo. Naturalmente, non variando il prezzo al consumatore si materializza il reato di frode alimentare e di truffa i cui danneggiati sono i consumatori. In pratica, gli acquirenti convinti di comprare un prodotto DOP, di Parma o San Daniele, pagano per avere una qualità che non esiste.

Secondo la regolamentazione prevista dal disciplinare, sono utilizzabili per la confezione dei prodotti in questione esclusivamente razze suine italiane proveniente da una specifica area geografica. Tale norma è stata evasa dando il via allo scandalo prosciuttopoli.

Scandalo prosciuttopoli: prosciutto San daniele e Parma contraffatto

L’inchiesta della procura di Torino, passata in sordina sui media, coinvolge un centinaio di indagati e conta migliaia di sequestri in tutta Italia. Secondo quanto emerso, gli allevatori avrebbero inseminato i maiali nostrani con seme proveniente da suini della Danimarca di razza Durc. In questa maniera i cosci utilizzati come materia prima per i prosciutti sarebbero risultati più performanti a livello produttivo, generando maggiori ricavi a svantaggio della qualità del prodotto.

Scandalo prosciuttopoli: prosciutti San Daniele e Parma contraffatti

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Questa pratica, contravvenendo al severo disciplinare dei prosciutti DOP Parma e San Daniele, ha portato all’incriminazione per falso, contraffazione dei marchi e truffa ai danni dell’Unione europea.

Secondo ilfattoalimentare, le aziende coinvolte sono 140 e sarebbero circa 300mila i prosciutti posti sotto sequestro. Cifre da capogiro tali da portare a denominare l’indagine prosciuttopoli perché ricorda, quanto meno per i numeri di cui si parla, l’inchiesta tangentopoli sulla corruzione della prima repubblica. Il rischio è che il clamore, con il tempo, sia lo stesso mettendo a dura prova la reputazione agro-alilmentare che vanta l’Italia all’estero.

Secondo quanto sta emergendo, gli enti certificatori dei prosciutti DOP Parma e San Daniele risulterebbero coinvolti nello scandalo e quindi sono stati commissariati dal ministero delle politiche agricole e alimentari.