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Sawney Bean e famiglia: i serial killer cannibali del medioevo

Più di mille le vittime della famiglia di Sawney Bean che contava 14 figli e 32 nipoti. Tante bocche da sfamare pratocando il cannibalismo

Sawney Bean e famiglia: i serial killer cannibali del medioevo

 

Le storie degli assassini seriali sono sempre orribili ma quella di Sanny Bean e famiglia, i serial killer cannibali, è particolarmente cruenta. La vicenda, accaduta a fine  medioevo, si intreccia tra fantasia e realtà anche se in verità dei riscontri storici sono stati rinvenuti.

Questa vicenda ha una peculiarità: di solito i serial killer sono dei solitari ma nel caso di Sawney Bean fu coinvolta l’intero nucleo famigliare. Vista l’epoca, le fonti sono scarse, ma da quanto è pervenuto ai giorni nostri si stima che la famiglia Sawney Bean  catturò, uccise e mangiò oltre 1000 persone verso la fine del medioevo.

L’intera famiglia Bean, composta da più persone, era antropofaga per fame. Degli assassini seriali senza scrupoli nè inibizioni. Uccidevano per banchettare ben nascosti nei meandri della Scozia. Per la loro crudeltà e l’alto numero delle vittime fanno parte dei più famosi serial killer della storia.

Sawney Bean e famiglia: i serial killer cannibali del medioevo

Sawney Bean e famiglia: i serial killer cannibali del medioevo

 

Sawney Bean nacque nel 1370 nella contea di Lothian, un villaggio poco distante da Edimburgo, in Scozia. In giovane età si dedicò al lavoro agricolo, ma provava un malessere crescente per quella vita fatta di privazioni e pochi momenti di felicità. Annoiato e stanco di quell’esistenza decise di fuggire di casa ancora minorenne, e si mise a mendicare di città in città.

Durante i suoi pellegrinaggi conobbe Agnes Black, e fra i due si creò subito una forte complicità. Insieme andarono a vivere a Ballantrae, un porto nella parte sud occidentale della Scozia che era un famoso approdo di pirati. Agnes praticava la stregoneria illudendo e depredando i malcapitati che le capitavano a tiro.

La stregoneria

Durante quel periodo le streghe venivano ricercate e spesso messe al rogo e, a causa delle crescenti voci riguardanti le pratiche occulte della donna, i due decisero di fuggire verso la costa di Galloway, di fronte all’isola di Man. Non avendo soldi e con la paura di essere raggiunti, la coppia si rifugiò in una caverna di fronte al mare, che veniva chiusa periodicamente ogni giorno dall’alta marea.

Sawney Bean e famiglia: i serial killer cannibali del medioevo
La caverna dove visse Sawney Bean e famiglia

 

La caverna divenne il nascondiglio ideale per i due amanti, che la abitarono insieme a figli e nipoti per circa 25 anni. La conformazione del loro rifugio consentì loro di rimanere nascosti al mondo e compiere efferati delitti e atti di cannibalismo senza dare quasi nell’occhio nei dintorni della contea.

Sawney Bean e famiglia: 25 anni di assasinii

Inizialmente Bean assalì e depredò i viandanti che passavano nelle strade vicino alla caverna, ma il rischio di essere identificato cresceva al crescere dei delitti, e quindi decise di finire il malcapitato di turno uccidendolo e occultandone il cadavere nella terra o sotto la sabbia. Al sopraggiungere dei primi figli la necessità di beni e denaro aumentarono, e con loro i delitti.

Era però complesso sfamare tutte quelle bocche acquistando generi alimentari, e quindi la caverna divenne un vero e proprio mattatoio dove le vittime venivano macellate e conservate in salamoia, per poi essere mangiate alla bisogna.

L’attività criminale della famiglia continuò per 25 anni, durante i quali la discendenza di Sawney arrivò a comprendere otto figli maschi, sei figlie femmine, diciotto nipoti maschi e quattordici femmine grazie al susseguirsi di pratiche incestuose. Durante quel periodo furono uccisi non solo viandanti solitari ma anche gruppi di persone e coppie che passavano lì vicino.

Nell’area di Galloway le attività della famiglia rimanevano oscure a tutti, ma le centinaia di persone scomparse lasciavano dietro di sé un vuoto fatto di domande e misteri. In quel periodo furono arrestati e condannati a morte numerosi abitanti della zona accusati di aver rapito la persona scomparsa soltanto perché erano stati gli ultimi a vederli vivi.

Le false piste 

In particolari i gestori di locande furono sovente accusati (e alcuni condannati) perché l’ultimo luogo conosciuto frequentato dalla vittima era proprio la pensione. Scoprire la famiglia Beane era d’altronde difficilissimo, in primo luogo per la straordinaria efficacia dei delitti, che non lasciavano sopravvissuti, e in secondo per la perfezione del rifugio scelto, coperto dalla marea ogni giorno.

Sawney Bean e famiglia: le ricerche degli assassini

Le autorità locali però non stettero con le mani in mano e si dedicarono alle ricerche spinti dal crescente disagio della popolazione, sempre più terrorizzata. Il culmine della preoccupazione arrivò verso la fine del 1430, quando furono trovati arti e parti di corpi umani nelle coste limitrofe la caverna di Galloway.

La popolazione era terrorizzata e le forze dell’ordine ricercarono ovunque il nascondiglio di quel “demone” che uccideva e macellava centinaia di persone. Le guardie passarono anche di fronte alla grotta dei Bean ma, anche in quell’occasione, la marea e la conformazione del rifugio impedì la cattura del clan assassino.

Nel 1435 i Bean assalirono una giocane coppia di sposi a cavallo. La donna cadde e fu sgozzata di fronte al marito, il quale assistette impotente mentre si difendeva dai cannibali. Durante il crimine però sopraggiunse un gruppo di altre persone, e gli assassini furono costretti a fuggire. La famiglia, per la prima volta in 25 anni, aveva lasciato un superstite.

Sawney Bean e famiglia: la scoperta

La popolazione e le autorità locali capirono cosa stava succedendo e cosa era successo durante l’ultimo quarto di secolo, e decisero di trovare, a tutti i costi, il nascondiglio della famiglia assassina. Quattro giorni dopo, 400 uomini capeggiati dal Re Giacomo I di Scozia batterono palmo a palmo la costa. Come al solito la caverna occultava egregiamente i Bean, che anche stavolta stavano per farla franca.

Le forze dell’ordine avevano però con sé una muta di cani da caccia, i quali riuscirono a trovare l’ingresso della caverna, attirati dall’odore nauseabondo dei cadaveri macellati.

All’interno della grotta lo spettacolo fu orribile. Parti di corpi umani pendevano da ganci al soffitto, numerosi contenitori conservavano dei pezzi in salamoia e, in fondo alla grotta, erano presenti migliaia di ossa umane.

Vicino ad esse la famiglia Bean tentò un’ultima, disperata resistenza, ma il numero dei soldati e l’equipaggiamento a disposizione mise presto fine alla loro latitanza. Il clan cannibale più numeroso della storia era scoperto, e con loro finiva un periodo di terrore durato 25 lunghissimi anni.

La sentenza di morte

La famiglia fu rinchiusa nel carcere di Leith, a Edimburgo. Il giorno seguente il loro arrivo furono tutti giustiziati in modo atroce senza processo. Gli uomini seguirono il rito dello squartamento, mentre le donne, giustiziate dopo questi, furono messe al rogo.

Sawney Bean: storia o leggenda?

Non esistono fonti storiche dell’epoca che documentino la sparizione di un numero così elevato di persone, così come dell’”impresa” compiuta da Giacomo I di Scozia nel trovare il clan di assassini. Il racconto della famiglia apparve per la prima volta su alcune riviste scandalistiche inglesi durante il periodo delle insurrezioni Giacobite, fra il 1688 e il 1746, probabilmente volte a screditare il popolo scozzese.

Un articolo del 2005 scritto da Sean Thomas fa notare come la documentazione storica all’epoca dei fatti era quasi certamente attiva, ma non sono ritrovabili riferimenti alla vicenda. E’ pur vero però che una storia tanto dettagliata abbia, probabilmente, un fondo di verità. Egli scrive:

La datazione dei delitti della famiglia Beane varia di volta in volta, con una collocazione storica sempre più recente in modo da suscitare maggior indignazione fra i lettori. E’ però vero che il cannibalismo in Scozia era ben conosciuto, e l’area di Galloway nel medioevo era famosa per essere un luogo di fuori legge.

Verità o leggenda?

La storia di Sawney Bean si interseca inoltre con quella di Christie Cleek, un altro assassino e cannibale con un clan di persone che si nascondevano sui monti Grampian, sempre in Scozia.

Probabilmente le leggende riguardo clan di persone che assalivano, depredavano e macellavano i viandanti durante la fine del medioevo hanno un consistente fondo di verità.

Le condizioni di indigenza di quel periodo, sopratutto nella zona della Scozia, avrebbero facilmente potuto spingere alla disperazione intere famiglie, che sarebbero certamente arrivate anche al cannibalismo pur di sopravvivere. La voglia di denigrare gli scozzesi da parte degli inglesi ha certamente fatto il resto, rendendo la vicenda di Sawney Bean molto più cruenta di quanto fosse in realtà.

E’ pur vero che il nome di Sawney Bean compare sul Newgate Calendar, un registro dei crimini commessi redatto nel carcere di Newgate a Londra.

Fonte di ispirazione: lanonaporta.net