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Richard Trenton Chase: il vampiro di Sacramento

Il serial killer Richard Trenton Chase fu soprannominato il vampiro di Sacramento perché affetto da sindrome di Renfield: provava eccitazione all’ingestione del sangue.

Richard Trenton Chase: il vampiro di Sacramento

Un essere brutale Richard Trenton Chase; provava un eccitazione compulsiva che lo portava a voler vedere, sentire e ingerire il sangue. Per assecondare questa perversione patologica – denominata sindrome di Renfield o ematolagnia – uccise e brutalizzo almeno sei persone.

Un serial killer bestiale e spietato che non aveva preferenze rituali nella scelta delle vittime. Gli omicidi che commise avevano il solo scopo di sostenere la sua voglia di sangue. Dopo gli omicidi iniziava la sua ritualità nel voler aver a che fare con il sangue delle sue povere vittime.

Le smembra per dissanguarle e assaporare l’odore e il gusto del sangue che fuoriesce. Abietto e bestiale: uno psicopatico. Riuscirono a fermarlo prima che la conta dei suoi omicidi, almeno quelli accertati, aumentasse.

Per le sue caratteristiche Richard Trenton Chase, il vampiro di Sacramento, entra nella lista dei serial killer più famosi della storia.

Richard Trenton Chase: il vampiro di Sacramento

Ha avuto un infanzia difficile Richard Trenton Chase, un padre violento che lo educava a suon di botte iniziando, fin da giovane, a soffrire di sintomi identificati come triade di Macdonald sotto forma di enuresi, piromania e zoosadismo. In particolare, provava piacere nel torturare fino a uccidere dei gatti.

Pur dimostrandosi un adolescente instabile mentalmente non ricevette cure adeguate. Cominciò a consumare alcol e droghe e sviluppo sintomi paranoidi che arrivarono alla schizofrenia.

Una persona da tenere sotto controllo che invece, per un certo periodo, fu libera di esprimere in pienezza tutte le sue pericolose forme psicopatologiche.

Lasciati i genitori e stabilitosi da solo iniziò le sue pratiche di vampirismo sugli animali. Piccole bestiole come conigli che squartava per berne il sangue. Subì per questo dei ricoveri ma le cure su di lui furono inefficaci.

Gli fu diagnosticata, naturalmente, la sindrome di Reinfeld. I medici, riconoscendolo non pericoloso lo dimisero dalle cliniche psichiatriche.

Richard Trenton Chase, il serial killer di Sacramento: gli omicidi

Richard Trenton Chase è stato ritenuto colpevole di sei omicidi commessi tra il dicembre 1977 e il gennaio 1978. I suoi metodi includevano vampirismo e squartamento. Le uccisioni furono commesse per assecondare la sindrome di Reinfeld che ormai il serial killer aveva ampiamente sperimentato sugli animali.

Passo quindi agli esseri umani, la sua la prima vittima fu Ambrose Griffin, un uomo di 51 anni ucciso il 27 dicembre 1977 con un colpo di fucile calibro 22. Il 23 Gennaio 1977 Chase si intrufola in una casa dove trova Teresa Wellin, una donna intenta a buttare la spazzatura.

La uccide con la stessa carabina calibro 22 e fa scempio del suo corpo compiendo su di esso atti di necrofilia per poi squartalo letteralmente. Tra le altre pratiche, naturalmente, non manca di bere il suo sangue.

Richard Trenton Chase: il vampiro di Sacramento
Quattro delle sei vittime di Richard Trenton Chase

Nei successivi quattro giorni Richard Trenton Chase, il serial killer di Sacramento, uccide altre quattro persone tra cui un neonato a cui riserva lo stesso trattamento avuto con Teresa Wellin.

Richard Trenton Chase, l’arresto e la condanna

Immediatamente identificato anche grazie ad una sua ex compagna di classe che lo aveva riconosciuto il giorno del primo omicidio fu arrestato. Processato e condannato a morte il 26 dicembre 1980, dopo più di un anno dalla condanna (in cui fu ripetutamente interrogato da psichiatri dell’FBI nel tentativo di tracciarne un preciso profilo psicologico), Chase si suicidò ingerendo un’enorme quantità di farmaci antidepressivi.