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Rasputin: breve storia del potente monaco mistico

In breve Rasputin, un monaco mistico Siberiano, divenne il personaggio più influente della Russia del 900. Il suo carisma, i suoi riti sessuali, il suo potere politico.

Rasputin: breve storia del potente monaco mistico

Nel passato ci sono stati personaggi che hanno lasciato un segno tangibile del loro passato, influenzando talvolta le vicende politiche di interi Stati e dinastie. Uno di questi è Raputin, la breve storia del potente monaco mistico più influente della Russia del secolo scorso è testimone di come tale personaggio, attraverso il suo carisma manipolatorio, entrò nelle grazie degli Zar. Costoro, all’epoca dei fatti, erano i sovrani totalitari dello sconfinato regno Russo.

La sua influenza all’interno della casata dei Romanov destò invidia e sospetto all’interno della corte Russa di cui si circondava gli ZAR. Rasputin, il monaco mistico, per tale motivo venne attirato in una congiura ordita ad arte per ucciderlo. Approfittando delle sue debolezze venne attratto in una casa patrizia, avvelenato senza successo fino ad essere colpito con un colpo d’arma da fuoco e gettato poi nel fiume, dove morì annegato.

Rasputin: il monaco mistico ucciso dal suo stesso potere

Una storia breve ma intensa quella di Rasputin, definito un monaco mistico ma, riassumendo il suo modo di operare, è più evidente il suo carisma, la sua abilità manipolatoria e una strana ritualità che affascinava coloro che lo incontravano.

Tuttavia, nonostante le sue regole e consuetudini inusuali, vantando poteri che di sicuro non possedeva, entra nelle grazie dei Romanov soprattutto della zarina Aleksandra Fëdorovna Romanova. La sua influenza sui reali Russi è tale che diviene un loro potente consigliere e gli stessi quali pendono letteralmente dalle sue labbra.

Da qui scaturisce l’invidia dell’aristocrazia politica russa, che vede il potere che il monaco assume come un pericolo. Si sentono scalzati, messi da parte e poco considerati, vedendo la loro influenza messa in ombra da Rasputin. Da qui l’epilogo il cui riassunto fu l’uccisione del mistico che comunque passò alla storia non solo per l’ascendente che assunse nella Russia dei primi 900 ma per i suoi carismatici metodi con cui acquisì il  potere di una delle famiglie imperiali più influenti dell’epoca: i Romanov.

Rasputin: breve storia del potente monaco mistico

Rasputin: dall’infanzia alla religione

Rasputin è un appellativo, il suo vero nome è Grigorij Efimovič Novy. Nasce e trascorre l’infanzia e l’adolescenza senza istruzione, lavorando nei campi assieme al resto della famiglia. Il fratello muore; Rasputin ancora adolescente si ammala e durante un forte attacco di febbre il giovane Grigorij racconta di avere una visione: agli è apparsa la Madonna che parlandogli gli dice che l’avrebbe guarito. Dopo questo episodio inizia ad avvicinarsi alla religione.

Si sposa a 20 anni, ha un figlio che muore e lui cede alla depressione. Anche questa volta, secondo lui, un’apparizione della madonna lo guarisce. Ha anche un’altra figlia ma pensa di avere dei poteri e la vocazione religiosa, quindi lascia tutto e inizia il suo pellegrinaggio dove entra in contatto con una setta religiosa. Costoro sono i Chlystly, considerati illegali ma influenti in Russia. Essi sono in contrasto con la Chiesa Ortodossa ma il giovane Grigorij è affascinato dal loro religiosità.

I Chlystly mescolano il rito erotico e le congiunzioni carnali, anche di gruppo, come base della loro ritualità e del loro credo. Rasputin si indottrina e ricomincia il suo pellegrinaggio, di convento in convento, fino a tornare nel suo villaggio nativo, dove fonda una chiesa.

La sua forza è il suo sguardo magnetico, che si intuisce in ogni foto in cui appare. Nei suoi sermoni usa parole semplici e coinvolgenti e la sua fama in breve si diffonde richiamando alla sua chiesa numerose fedeli provenienti da tutta la regione. Vanta apparizioni, guarigioni e fenomeni misteriosi a cui tutti credono. Inizia così la sua fama di mistico e guaritore.

Rasputin alla corte degli Zar

Assume e diviene noto con il nome di Rapsutin e l’eco delle sue doti taumaturgiche giungono alla corte degli  zar. La coppia ha un figlio sofferente di emofilia e le cure mediche si sono rivelate inutili. I sovrani, disperati, ripongono nel mistico tutte le loro speranze.

I medici continuano a curare il piccolo Aleksej ma solo con l’arrivo del misterioso siberiano comincerà a sentirsi meglio. Lo zar e la zarina lo adorano, soprattutto Aleksandra. Ed è proprio lei a salvare la permanenza di Grigorij al Palazzo, spesso messa a rischio dal suo profondo appetito sessuale che dai tempi della setta non lo aveva mai abbandonato. Si parla addirittura di una relazione clandestina tra i due.

Intanto Aleksej si sente meglio nonostante qualche ricaduta e ciò permette a Rasputin di ottenere una decisiva influenza a Corte. Un’influenza tale da portare lo zar a prendere decisioni politiche, spesso sbagliate, dietro suo consiglio. Il potere politico del mistico cresce, e insieme crescono la sua libidine e la sua corruzione.

Rasputin: breve storia del potente monaco mistico

Rasputin: la congiura e l’uccisione

Nicola II è costretto a lasciare il Palazzo nel mezzo del primo conflitto mondiale e lì rimarrà lui, Rasputin, insieme alla sua presunta amante. Sesso e corruzione guideranno le scelte politiche del prezioso consigliere e presto contro di lui si solleverà un’intera classe di nobili e politici. Costoro per arrivare a trattare con i reali devono passare attraverso il placet di Rasputin. Il monaco diviene uno scomodo ostacolo per l’aristocrazia politica e l’unico modo per allontanarlo dalla Corte è quello di assassinarlo.

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Rasputin: breve storia del potente monaco mistico

Lo invitano a una cena a base di cibo e sesso, gli ingredienti preferiti del monaco. Gli servono cibo avvelenato ma il suo corpo non dà segni di declino. Gli sparano, lui si riprende e tenta di fuggire. Gli sparano ancora, questa volta alla testa e ne scaricano il corpo nel fiume. L’autopsia rivela in seguito che è morto proprio lì, per annegamento.

Finisce così la storia di Rasputin, un feticcio rimane di lui, il suo pene conservato nel  Museo erotico di San Pietroburgo