Pesticidi: sono la causa del morbo di Parkinson

Un recente studio dell’University of California di Los Angeles (UCLA) dimostra che i pesticidi causano il morbo di Parkinson in soggetti già predisposti.

Pesticidi: sono la causa del morbo di Parkinson

Già da tempo è noto che i pesticidi sono deleteri per la salute in quanto provocano diverse gravi patologie. Tuttavia molte voci sono discordanti sulla reale pericolosità di tali sostanze. Una nuova ricerca ha dimostrato, in modo inequivocabile, che i pesticidi sono la causa del morbo di Parkinson, soprattutto in soggetti già predisposti. Lo ha reso noto uno studio pubblicato sulla rivista Neurology, bollettino della American Academy of Neurology. La dimostrazione sul nesso causa effetto tra pesticidi e morbo di Parkinson è stata condotta da parte degli scienziati della University of California di Los Angeles (UCLA).

I pesticidi fanno parte di quella serie di sostanze denominate fitosanitarie, note anche come fitofarmaci. Ampiamente usate in agricoltura e, a volte, anche in ambito domestico, occorrono a trattare le coltivazioni i cui prodotti in seguito vengono immessi nella filiera alimentare umana. Rientrano nei fitofarmaci anticrittogamici, insetticidi, erbicidi, fungicidi e pesticidi. Il loro uso è, in generale, regolamentato mentre la loro tossicità ampiamente dimostrata. Con il recente studio dell’UCLA, tra le altre patologie già note attribuite ai pesticidi rientra, in quota, anche il morbo di Parkinson.

Per ora lo studio ipotizza l’incidenza dei pesticidi sulla malattia di Parkinson solo ai soggetti predisposti. Va da sé che l’utilizzo di tali composti dovrebbe essere ulteriormente ristretto onde evitare non solo l’incidenza del Parkinson ma anche di altre malattie ormai notoriamente accreditate all’uso di prodotti fitosanitari. In tal senso, è ormai consolidata la tesi che i fitofarmaci sono cancerogeni.

Pesticidi e morbo di Parkinson

Delle precedenti ricerche effettuate negli anni avevano dimostrato la correlazione tra l’utilizzo di alcuni fitofarmaci e l’insorgenza del Parkinson. I soggetti più a rischio erano risultati essere sia gli agricoltori che gli abitanti nelle zone limitrofe alle coltivazioni. Partendo da questa base i ricercatori hanno ristretto il campo fino alla recente pubblicazione dei risultati, pubblicati sulla rivista Neurology.

Gli studi effettuati hanno individuato con certezza le sostanze più tossiche in termini di rilevanza sull’insorgenza del morbo di Parkinson. Il meccanismo è semplice: inibiscono l’attività dell’ALDH, un enzima che se non agisce correttamente provoca l’innalzamento del Dopal, una neurotossina che impedisce il corretto funzionamento del sistema dopaminergico . Tale meccanismo è la causa della maggiore insorgenza del Parkinson.

I test in vitro sono stati effettuati su 26 pesticidi comunemente e frequentemente utilizzati in agricoltura. I risultati sono stati sconvolgenti: la riduzione dell’ ALDH varia dall’8% fino al 30%, a seconda della sostanza testata. La naturale conclusione è che in pari percentuale c’è il rischio di insorgenza del Parkinson, soprattutto nei soggetti già predisposti. Il maggior stupore riguarda l’elevato numero di pesticidi inibitori dell’ALDH i quali, tirando le somme, finiscono sulle tavole dei consumatori.

L’aspetto positivo, secondo gli studiosi, è che si aprono nuove strade per trovare nuove tecniche per prevenire e limitare la progressione della malattia del Parkinson. La logica è semplice, conoscendo le cause dell’insorgenza del morbo di Parkinson si trovano i rimedi per arginarne la diffusione.

 


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