@treminuti > Costume e società > Bullismo e cyberbullismo > Origini del bullismo in Italia

Origini del bullismo in Italia

Alle origini del bullismo: il nonnismo militare

 

Il bullismo è diventato un fenomeno talmente intriso nella nostra società che è ormai oggetto di studio a tutti i livelli: psicologico, sociologico e antropologico. Studiando una manifestazione si cercano le soluzioni e i metodi di contrasto. Così, a livello antropologico, la ricerca sulle origini del bullismo in Italia può portare a dei vantaggi per combatterlo e arginarlo.

Coloro che studiano il problema cercano di arrivare alle origini del bullismo per capire come poi si è declinato, in modo così esponenziale, fino ai giorni nostri. Le due componenti principali di questo fenomeno sono: gli atti persecutori e la loro continuazione nel tempo. Ci sono poi i protagonisti che sono il bullo e la vittima di bullismo e, in ultimo, c’è l’ambiente dove avvengono gli episodi. Per bullismo, in generale, è la scuola e i suoi dintorni.

Così come sono messe le cose, cambiando l’ultima componente, che è l’ambiente, si ravvedono fenomeni simili al bullismo nello stalking, nel mobbing e nel nonnismo militare. Per risalire alle origini del bullismo in Italia c’è un interessante tesi che lo avvicina al nonnismo militare.

Le origini del bullismo in Italia

Coloro che conoscono il significato del termine nonnismo non avranno difficoltà ad associarlo al bullismo. Sta di fatto che il nonnismo è stato, ed è tuttora, un comportamento sempre presente e associato alla vita militare in Italia e non solo.

Si tratta quindi degli stessi comportamenti posti in essere in ambienti diversi. Il nonnismo avviene in caserma mentre il bullismo a scuola o ai margini delle istituzioni scolastiche. Da qui si intuisce come alle origini del bullismo ci sia il nonnismo militare.

La ragione di quest’ultima considerazione è semplice: il nonnismo è un fenomeno che persiste da circa un secolo e mezzo e, per diverse ragioni, è entrato lentamente nel mondo scolastico sotto forma di bullismo.

Il film “Soldati – 365 all’alba” di Marco Risi, interpretato da Claudio Amendola rende l’esatta dimensione del clima di nonnismo che si respirava all’interno delle caserme.

Alle origini del bullismo: il nonnismo militare

Il bullismo nelle caserme

La leva obbligatoria, in Italia, fu istituita alla nascita del neonato regno Sabaudo. Esattamente nel 1861. Da quell’epoca è rimasta in vigore fino al 2004. Nell’Italia repubblicana i giovani, al compimento della maggiore età, dovevano trascorrere un anno di servizio militare. In quell’anno entravano all’interno del meccanismo del nonnismo, che li portava a subire atti vessatori fin dal primo giorno in cui mettevano piede in una caserma. I soldati poi, maturando l’anzianità di servizio, diventavano a loro volta “nonni” arrogandosi il diritto di mettere in atto atteggiamenti persecutori verso le nuove reclute.

Il bullismo militare nella storia italiana

Gli storici, nelle loro ricerche d’archivio, consultando i fogli matricolari, i registri e i memoriali militari fin dall’Italia pre-repubblicana, hanno trovato annotazioni e punizioni comminate ai soldati per atti associati a episodi di nonnismo.

Di fatto fin dalle origini del regio esercito, in cui già sussisteva la coscrizione obbligatoria, venivano posti in essere atti di nonnismo. Comportamenti per lo più mutuati dall’eterna rivalità tra i soldati provenienti da diverse regioni della penisola.

Con il tempo in nonnismo si radicò divenendo, all’interno delle caserme dell’Italia repubblicana, una tradizione ufficialmente deprecata ma tollerata dai vertici militari. La violenza in ogni sua forma, sia psicologica che fisica, è stata praticata dentro le mura delle caserme fin dal 1861, anno della costituzione del Regio Esercito Italiano. Da allora è diventata una saga sistematica associata al percorso militare. Una sorta di addestramento a cui sottostare per forgiare il carattere dei soldati.

La scolarizzazione in Italia

Per quanto riguarda la scolarizzazione obbligatoria in Italia, pur se istituita nel 1859, era poco praticata e osteggiata fino alla seconda metà del secolo scorso. Limitata a classi ricche e intellettuali e a una parte del ceto medio portava ad un alto tasso di analfabetismo generale.

I bambini in età scolastica erano piuttosto braccia da lavoro in un Italia povera e in piena crisi economica.  Inoltre, molti benpensanti ritenevano che la scuola dovesse essere inaccessibile per le classi popolari. Sta di fatto che tanti giovani, nel periodo storico a cavallo tra il 1859 e il 1963, non sono mai entrati in un’aula scolastica.

La Costituzione italiana del 1948, all’articolo 34, istituì l’obbligatorietà dell’istruzione anche se pochi erano coloro che attendevano a tale obbligo. Solo nel 1962, con la nuova riforma scolastica che istituiva la scuola media, si ebbe un accesso consistente e costante all’istruzione obbligatoria.

Naturalmente, vista la precarietà formativa fino a quel momento registrata in Italia, il fenomeno del bullismo scolastico era pressoché inesistente mentre quello del nonnismo era universalmente noto nella cultura popolare e, in casi estremi, anche alle cronache.

Le origini del bullismo in Italia nel nonnismo

Se da un lato il bullismo, fino a un certo momento storico, era di fatto inesistente il nonnismo era un fenomeno molto noto. Tramandato dalla cultura orale, dalle voci di popolo e da coloro che lo avevano subito e praticato, era conosciuto in tutti i ceti.

La ragione della diffusione culturale del nonnismo risiedeva nell’obbligatorietà della leva. Per legge in epoca repubblicana, ogni cittadino maschio al compimento della maggiore età veniva obbligatoriamente arruolato per non meno di un anno. All’interno delle caserme il nonnismo militare, radicato dal periodo sabaudo, veniva praticato ormai tradizionalmente.

Di padre in figlio si raccontavano le goliardate da caserma, tanto che attecchì il detto “scherzi da caserma” per sottolineare giochi particolarmente cruenti, violenti o che richiedevano forza fisica.

Di lì a poco, la diffusione orale del nonnismo, fenomeno conosciuto in tutti i ceti sociali di ogni età, ha attecchito progressivamente nel sistema scolastico che ormai andava a consolidarsi. Va da sé che i giovani hanno progressivamente riversato il concetto di nonnismo nelle aule degli istituti d’istruzione, in particolar modo nel periodo obbligatorio. Fatte le dovute somme il risultato è che alle origini del bullismo in Italia c’è il nonnismo militare.

Di certo il fenomeno del bullismo è trasversale e geograficamente diffuso in tutto il mondo. Si registra che in Italia, negli ultimi tempi, ha assunto toni eccessivi al punto che le vittime sono gli stessi insegnanti che vedono il loro ruolo sminuito e poco rispettato.

.