Nube radioattiva al Rutenio 106: forse dalla Russia o Kazakistan

Nube radioattiva al Rutenio 106: forse dalla Russia o Kazakistan 11 novembre 2017 – Forse la Russia o il Kazakistan sarebbero i responsabili della nube radioattiva al Rutenio 106. L’aria radioattiva, poco meno di un mese fa, ha invaso i cieli di una buona parte dell’Europa orientale e centrale.

L’ipotesi è che i responsabili del fenomeno siano la Russia o il Kazakistan.

E’ da fine settembre che le centraline hanno individuato aria contaminata con Rutenio 106. In Italia, la prima denuncia è del 29 settembre 2017, è stata l’ARPA friulana a segnalare l’aria contaminata.

Poi la svizzera, la Francia e la Germania hanno comunicato la presenza della nube radioattiva sui loro territori. Subito si è scoperto che si trattava di rutenio 106, un isotopo non presente normalmente in natura.

L’istituto Francese di Sicurezza Nucleare (IRSN) ha seguito con attenzione la vicenda. Dalle rilevazioni, la nube radioattiva si è progressivamente dissipata. E’ scomparsa completamente dal 13 ottobre 2017. A quel punto, l’organismo francese ha cercato di risalire alla fonte dell’aria inquinata dall’isotopo radioattivo.  Acquisendo i dati dalle altre centraline di monitoraggio europee, comparandoli poi con le condizioni meteorologiche fornite da Météo France, ha eseguito una simulazione per localizzare la zona di rilascio. L’ipotesi formulata è che dietro la vicenda ci sia la Russia o il Kazakistan.

Nube radioattiva al Rutenio 106: forse dalla Russia o Kazakistan

Nube radioattiva al Rutenio 106: forse dalla Russia o Kazakistan

 

La mappa con i risultati, conferma che la zona di rilascio più plausibile si trova tra il Volga e gli Urali. Dagli esiti, non è stato possibile specificare l’esatta posizione del punto di rilascio.

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“Le autorità russe hanno dichiarato di non essere a conoscenza di un incidente sul loro territorio” ha affermato alla Reuters Jean-Marc Peres, direttore dell’IRSN, aggiungendo che le autorità kazake non sono state ancora contattate.

Il rutenio 106 che ha contaminato i cieli europei è un elemento utilizzato nella radioterapia oncologica: Tuttavia può sprigionarsi anche nei processi di rielaborazione del combustibile nucleare. Le quantità rilevate, pur sopra la norma, non sarebbero dannose per la salute. Altro discorso è per la zona dove è avvenuto il rilascio, sicuramente contaminata in modo importante. Resta comunque ancora il mistero su come possa essere accaduto che una vasta area europea sia stata esposta alla nube radioattiva.

Russia o Kazakistan sono i responsabili più plausibili, sebbene le autorità del Cremlino si dicono estranee alla vicenda.

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