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Malleus Maleficarum: il libro per la caccia le streghe

Il Malleus Maleficarum: il testo sacro usato dall’inquisizione per la caccia alle streghe. Prevedeva l’uso della tortura per estorcere le confessioni

Malleus Maleficarum: il libro contro le streghe
Malleus Maleficarum: il libro contro le streghe

Durante l’inquisizione i giudici, per individuare e condannare le presunte streghe, fecero riferimento ad una sorta di manuale. Si trattava del Malleus Maleficarum, meglio noto come martello delle streghe. Un testo unico nel suo genere all’interno del quale erano contenuti i criteri per individuare e condannare chi si macchiava del reato di stregoneria. Il libro per eccellenza contro le streghe  utilizzato con estremo criterio nel buio periodo dell’inquisizione.

Molte donne, giudicate colpevoli, ebbero una cattiva sorte sulla base di quanto indicato nel martello delle streghe. Il trattato è considerato il più famoso saggio contro la stregoneria ed è stato utilizzato, da una certa epoca in poi, come l’opera per eccellenza alla quale richiamarsi per la caccia alle streghe. I tribunali dell’inquisizione e i loro giudici lo considerarono il codice di riferimento contro la stregoneria.

Storicamente, la prima edizione del libro contro le streghe si ebbe verso la fine del 1484. In quel tempo la credenza popolare era che la stregoneria fosse ampiamente praticata. La chiesa cattolica pensava che fossero in maggioranza donne a praticare diavolerie e malefici. Nelle maglie dell’inquisizione, che realizzò una vera e propria caccia alle streghe, furono giudicate molte donne come presunte colpevoli di tale reato. Tutto avveniva sulla base di quanto disposto nel Malleus Maleficarum, il testo di riferimento dei giudici inquisitori.

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Malleus Maleficarum: la storia

Le origini del Malleus Maleficarum sono note e documentate. Per condannare la pratica della magia, nel 1484 papa Innocenzo VIII emanò la bolla summis desiderantes affectibus. Recepita in pieno dai frati domenicani Jacob Sprenger e Heinrich Institor Kramer, scrissero il Malleus Maleficarum.

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Con il martello delle streghe si diedero pieni poteri in alcune zone della Germania per praticare la loro guerra, in veste di inquisitori contro il delitto di stregoneria. Il loro testo ebbe un enorme successo con varie edizioni che si susseguirono nei secoli. Era il codice utilizzato come riferimento dai tribunali dell’inquisizione. Ufficialmente, non fu mai approvato dalla Chiesa ma, allo stesso tempo, non fu neanche inserito nell’indice dei libri proibiti. Ebbe quindi una sorta di approvazione implicita.

Malleus Maleficarum: il libro contro le streghe

Malleus Maleficarum: le origini dell’inquisizione

Fra il 1227 e il 1235, con una serie di decreti papali venne instaurata l’Inquisizione contro le “streghe” e contro gli “eretici”: In pochi anni ebbe origine l’inquisizione che di lì a poco si estese in tutta l’europa cattolica. Cominciarono a stabilirsi i primi tribunali dell’inquisizione.

La bolla Ad extirpanda del 1252 di Papa Innocenzo, autorizzò l’uso della tortura per estorcere confessioni di stregoneria da parte di donne sospettate. Dal 1257 al 1816 l’Inquisizione torturò e bruciò sul rogo milioni di persone innocenti accusate di stregoneria e di eresia contro i dogmi religiosi e giudicate, spesso senza processo e in segreto, col terrore della tortura.

Se confessavano erano dichiarate colpevoli, se invece non lo facevano erano considerate eretiche, e poi arse sul rogo. Impossibile sfuggire.

La stesura del martello delle streghe: il libro contro le streghe

A partire dal 1484, il testo adottato dagli inquisitori fu il famoso Malleus Maleficarum (martello o maglio delle streghe) con una tiratura di oltre 35 mila copie fu il secondo libro più diffuso dell’epoca dopo la Bibbia. Scritto dai frati domenicani Jacob Sprenger ed Heinrich Institor Kramer, aveva come finalità la repressione dell’eresia.

I due frati volevano sconfiggere definitivamente la stregoneria descrivendo, nel martello delle streghe, come effettuare un interrogatorio durante i processi. Non lesinarono di descrivere con quali metodi era possibile riconoscere le streghe, seguito da un elenco dettagliato di terribili torture.

Malleus Maleficarum: il libro contro le streghe

Secondo questo manuale le streghe erano realmente in grado di volare durante i Sabba e potevano provocare tempeste mentre la capacità di trasformarsi in animali era solo un illusione indotta dal potere del Diavolo. Tutto fatti su cui far riferimento contenuti nel Malleus Maleficarum; il libro contro le streghe dei giudici inquisitori.

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Malleus Maleficarum: come riconoscere una strega con la tortura

I modi per riconoscere una strega erano diversi e ben dettagliati nel Malleus Maleficarum. Le donne sospettate di stregonerie venivano sottoposte a varie “prove” una di queste era la prova dell’acqua, era risaputo che questo elemento “rifiutava” le streghe. Quindi le sospettate venivano legate ad un masso e gettate in uno stagno o in un fiume: se riuscivano a galleggiare (e quindi l’acqua le “rifiutava”) erano sicuramente colpevoli; se affogavano, erano innocenti.

Un altro sistema consisteva nel cercare sul corpo delle donne la presenza del marchio del Diavolo, il quale poteva essere visibile oppure invisibile. Cercare il marchio visibile consisteva nel denudare la malcapitata, rasarla e depilarla in ogni parte del corpo. Un qualsiasi neo di forma particolare, ma anche una voglia o una verruca poteva provare senza ogni dubbio che si trattasse di una strega.

Mentre per verificare la presenza di marchi invisibili, si adottava la “prova del sangue”: se la presunta strega dopo essere stata punta da un ago non sanguinava allora essa era sicuramente colpevole. Si dà il caso però che per fare questo spesso veniva usato un ferro incandescente, a causa del forte calore e della cauterizzazione della ferita inflitta, la donna non sanguinava e quindi era ritenuta colpevole.

Malleus Maleficarum: le condanne previste per le streghe

Se giudicate colpevoli, le vittime a questo punto avevano due scelte: o confessare ed essere condannate a morte per strangolamento per poi essere arse esanimi sul rogo, oppure rifiutare la loro colpevolezza ed essere arse vive sul rogo. In sostanza il sospetto si tramutava sempre in una condanna a morte.

Malleus Maleficarum: l’evoluzione del martello delle streghe

A seguito del Malleus Maleficarum vi fu un’altra pubblicazione. Si tratta di un testo sulla stregoneria scritto anch’esso da un frate milanese. Il religioso ambrosiano della parrocchia di Sant’Ambrogio ad Nemus, avendo fatto parte per lungo tempo dell’inquisizione, condusse molte ricerche in materia di caccia alle streghe. Nel 1608 pubblicò il suo Compendium maleficarum, per completare il precedente testo dei frati domenicani. I due testi furono i successivi riferimenti per giudici che continuarono la loro attività di inquisitori.

fonte: lanonaporta.net

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