Le camere a gas campi nei campi di concentramento: storia e funzionamento

Dalle camere a gas mobili alle stanze per la doccia. La storia delle camere a gas nei centri di sterminio il cui funzionamento era lo sterminio sistematico di esseri umani.

Le camere a gas campi nei campi di concentramento: storia e funzionamento

La storia recente ha avuto momenti di enorme aberrazione, come per l’invenzione di metodi di sterminio sistematici e efficaci. Le camere a gas nei campi di concentramento sono l’esempio lampante di come l’uomo possa arrivare ad usare le proprie capacità, tecnologiche e scientifiche, non per scopi utili ma per fini abietti. Sconvolge pensare che tutto ciò è accaduto in un passato non lontano; si parla di vicende accadute nella metà del secolo scorso. La storia non potrà mai dimenticare quel momento tanto crudele.

In quel momento della storia, la follia ideologica nazista pensò di sconfiggere i mali del mondo attraverso l’eliminazione sistematica di ebrei, zingari, disabili e oppositori al proprio regime. Facendo la conta di tutti costoro si trattava di milioni di persone. Come fare per eliminarle nel minor tempo possibile? Dopo varie ipotesi la più accreditata fu l’utilizzo di sostanze tossiche somministrate al maggior numero di persone per volta. Le camere della morte nacquero in questo modo, stanze adibite alla soppressione fisica attraverso l’uso di gas letali.

I luoghi deputati a questa pratica eutanasica erano i lager, per meglio dire i centri di sterminio, dove venivano ammassate migliaia di persone che entravano nella filiera della morte. Le camere a gas nei campi di concentramento nazisti nacquero in questa maniera. Ebbero un’evoluzione in crescendo fino ad arrivare a consolidarsi in un trattamento inquadrato e standardizzato il cui funzionamento era uno solo: l’eliminazione sistematica di esseri umani che, a diverso titolo, erano considerati ostili al regime del momento. I nazisti passarono alla storia come i serial killer più spietati del XX secolo.

Le camere a gas campi nei campi di concentramento: storia e funzionamento

I Nazisti cominciarono a sperimentare l’uso di gas tossici per le uccisioni di massa alla fine del 1939, quando utilizzarono il monossido di carbonio puro prodotto chimicamente per eliminare i malati di mente (“Programma Eutanasia”). Dopo l’invasione dell’Unione Sovietica, iniziata nel giugno del 1941, e i massacri compiuti dalle Einsatzgruppen (Unità Mobili di Sterminio o Squadre della Morte), i Nazisti cominciarono a sperimentare le camere a gas mobili, cioè furgoni ermeticamente sigillati i cui tubi di scappamento terminavano all’interno dei veicoli.

Le camere a gas campi nei campi di concentramento: storia e funzionamento

Le Einsatzgruppen uccisero con questo sistema centinaia di migliaia di persone, per la maggior parte Ebrei, Rom (Zingari) e malati di mente. Nel 1941, le SS arrivarono però alla conclusione che la deportazione degli Ebrei nei campi di sterminio (dove venivano uccisi con il gas) fosse il modo più efficiente di realizzare la “Soluzione Finale”. Quello stesso anno, i Nazisti aprirono il campo di Chelmo, in Polonia, dove gli Ebrei della zona di Lodz e numerosi Rom furono eliminati nelle camere a gas mobili.

Camere a gas come sistema di sterminio

Nel 1942, nei centri di sterminio di Belzec, Sobibor e Treblinka, tutti situati in Polonia, iniziò l’eliminazione sistematica dei prigionieri nelle camere a gas per mezzo del monossido di carbonio prodotto da motori diesel. Dopo essere stati “scaricati” dai vagoni bestiame, ai detenuti veniva detto che dovevano sottoporsi alla disinfestazione in apposite “docce”. I Nazisti e le guardie ucraine, a volte, gridavano contro le loro vittime e le picchiavano, obbligandole allo stesso tempo ad entrare nelle “docce” tenendo le braccia in alto, così da far entrare il più alto numero di persone all’interno della camera a gas. Infatti, più le camere erano stipate, più in fretta i prigionieri morivano soffocati.

I Nazisti cercarono costantemente mezzi più efficaci per lo sterminio. Nel campo di Auschwitz, in Polonia, condussero esperimenti con il gas Zyklon B in pastiglie (che in precedenza venivano usate per la fumigazione) il quale diventava letale una volta esposto all’aria. Ad Auschwitz, queste pastiglie si dimostrarono il metodo più veloce per uccidere con il gas e furono quindi scelte come mezzo di sterminio; nel momento di maggiore intensità delle deportazioni, il numero di Ebrei uccisi giornalmente raggiunse le 6.000 unità.

Le camere a gas campi nei campi di concentramento: storia e funzionamento

Anche altri campi di concentramento, come quelli di Stutthof, Mauthausen, Sachsenhausen e Ravensbrueck, nonostante non fossero stati progettati espressamente come campi di sterminio erano però dotati di camere a gas, seppure di dimensioni più piccole. Solo con la fine della seconda guerra mondiale e con la caduta del regime nazista si ebbe contezza di queste crudeltà.

Fonte di ispirazione: lanonaporta.net


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