La storia del suicidio di massa di Jonestown

 

La storia del suicidio di massa di Jonestown
La storia del suicidio di massa di Jonestown

Sono poche le persone che hanno il potere di manipolare le menti come Jim Jones, il capo spirituale della setta del Tempio del popolo. Convinse tutti i suoi adepti ad avvelenarsi. In sintesi, la storia del suicidio di massa di Jonestown e che ci furono 909 vittime, tutte o quasi, suicide.

Il Tempio del Popolo era un’insolita congregazione religiosa statunitense caratterizzata da pratiche occulte ed esoteriche fondata dal pastore Jim Jones – all’anagrafe James Warren Jones – uomo controverso ritenuto dai suoi seguaci il nuovo messia.

Il primo nucleo del Tempio del popolo si formò ad Indianapolis, negli USA. In seguito ad accuse di carattere politico e di comportamenti promiscui degli adepti, il movimento  finì per trasferirsi a Jonestown, nella Gujana. Proprio li ebbe luogo il suicidio di massa più numeroso della storia.

La storia del suicidio di massa di Jonestown

Il 18 novembre 1978 le prime pagine dei giornali di tutto il mondo diedero la notizia del suicidio di massa. La conta delle vittime fu sconvolgente; si uccisero con il cianuro 909 dei complessivi 916 membri del Tempio del popolo.

La storia del suicidio di massa di Jonestown
Jim Jones: il messia del Tempio del popolo

La decisione venne deliberata lucidamente con diverse assemblee e programmata in ogni dettaglio mesi prima. Nel periodo precedente al suicidio collettivo, 14 omicidi vennero attribuiti alla setta; tutti esponenti politici o persone vicine al Congresso, trucidate e poi impalate. Le modalità d’esecuzione indicano chiaramente la matrice anarchico/esoterica della comunità religiosa.

18 novembre 1978: il giorno del suicidio

La mattina del 18 novembre, in una radura vicino alle case popolari di Jonestown, il capo-setta Jim Jones inneggia al suicidio collettivo con un discorso eccentrico pronunciato con un megafono. Pochi minuti dopo, la milizia para-militare formata appositamente per l’evento inizia a distribuire composti a base di cianuro.

Molte persone, impaurite dalla morte imminente, vennero immobilizzate e costrette a bere la pozione letale. I sopravvissuti parlano di madri che avvelenarono consapevolmente i loro bambini, anche neonati, impugnando un crocifisso.

La storia del suicidio di massa di Jonestown
Il suicidio del Tempio del popolo

I superstiti furono i soli miliziani che, una volta accertatisi del decesso di ogni persona, avrebbero dovuto fare lo stesso. Il messia Jim Jones non ebbe il coraggio di bere il cianuro liquido, vedendo i primi corpi che si dimenavano a terra per le convulsioni, si uccise quindi con un fucile.

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La notizia del suicidio collettivo di Jonestown

L’incarico di verificare lo stato della comunità fu dato all’esercito, dopo che per diverso tempo dalla setta non giungevano notizie.  I militari, arrivati sul posto, trovarono centinaia di corpi accatastati l’uno sull’altro in un mare di bava e rigurgiti: una scena agghiacciante.

Alcuni corpi vennero trovati nella foresta, a diverse centinaia di metri. Si presume che morirono in un paio di giorni per la bassa dose di veleni ingeriti. La notizia fece il giro del mondo per l’assurdità della vicenda, e i giornali e i media titolarono sulla tragica storia del suicidio di massa di Jonestown.