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Javed Iqbal, il mostro del Pakistan

Il serial killer più famoso del medio oriente con all’attivo almeno 100 bambini seviziati, stuprati e uccisi

Javed Iqbal, il mostro del Pakistan

Ci sono persone che passano alla storia per la loro crudeltà. Uno di questi è Javed Iqbal, il mostro del Pakistan. Confessò almeno 100 atroci omicidi di bambini anche se le vittime sospettate sono 130. La storia criminale non registra molti serial killer mediorientali, per questo la vicenda di Javel Iqbal ha avuto, a suo tempo, una enorme diffusione mediatica.

Andando nell’ordine, Javed Iqbal, noto anche come Il Mostro Pakistano, ebbe un’attività criminale breve ma intensa ma che comunque costò la vita ad almeno 100 giovani vittime. Per questo motivo è entrato di diritto tra i serial killer più famosi della storia.

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Javed Iqbal: le scelta delle sue vittime

Javed Iqbal Mughal nasce nel 1956 a Lahore, metropoli del Pakistan con 11 milioni di abitanti, da una famiglia benestante che gli consente di proseguire gli studi oltre che di avere una casa tutta per sé. La nuova abitazione, lontana da quella dei genitori, fa sì che Iqbal possa condurre liberamente uno stile di vita ambiguo.

Non è difficile per Javed Iqbal trovare per le strade dell’affollata Lahore segni di degrado e abbandono, così come non è difficile trovare bambini e ragazzi che vivono in quello stesso stato. Javed punta proprio a questi: avvicina le giovani vittime – molte delle quali in fuga dalle loro famiglie – offrendo loro un lavoro oppure del cibo.

Arrivati a casa, con la complicità dei suoi coinquilini, Iqbal droga e violenta le vittime prima di eseguire sui loro corpi una nuova serie di violenze che mirano all’eliminazione totale delle prove.

Javed Iqbal Mughal: le uccisioni delle sue vittime

I bambini vengono strangolati con una catena di ferro, i cadaveri ridotti in pezzi e sciolti nell’acido comprato per circa due dollari da un uomo che – accusato anch’egli dalle autorità – finirà per suicidarsi. Il serial killer e i ragazzini complici scaricano i resti liquefatti nelle fogne della zona, poi nel fiume Ravi.

Javed Iqbal, il mostro del Pakistan

 Javed Iqbal Mughal: il santuario delle vittime

Javed Iqbal non si limita a compiere gli omicidi e a disfarsi dei corpi, perché la sua abitazione è una sorta di santuario delle vittime. Sangue sulle mura, scatoloni pieni di vestiti dei bambini stuprati e uccisi, le loro foto, e infine un quaderno nel quale l’assassino appunta scrupolosamente nome, età e data di morte di ogni singola vittima.

Javed Iqbal: la cattura e la condanna

Alla fine del 1999 è lo stesso Javed Iqbal a confessare 100 omicidi nella lettera inviata ad un giornale. Per paura di essere ucciso dalla polizia si consegna lui stesso. Viene istruito il processo Javed Iqbal , il mostro del Pakistan. Le udienze durano due mesi e il giudice emette una sentenza che fa discutere: il serial killer deve essere strangolato pubblicamente con una catena di ferro, tagliato in cento pezzi e sciolto nell’acido. Le stesse modalità che il mostro utilizzava contro le sue vittime.

Javed Iqbal, la morte misteriosa del mostro del Pakistan

In seguito alle proteste la pena viene ridotta ad una semplice impiccagione, tuttavia nel 2001 Iqbal viene trovato senza vita – insieme al complice ancora minorenne – all’interno della sua cella. Ufficialmente entrambi suicidi anche se sui loro corpi furono trovati segni di violenza.

Fonte di ispirazione: lanonaporta.net