Immunoterapia oncologica al Bambin Gesù di Roma

Immunoterapia oncologica al Bambin Gesù di Roma
Immunoterapia oncologica all’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma

L’Italia compie passi da gigante nel settore medico della cura contro i tumori. Ciò avviene con la somministrazione dell immunoterapia oncologica al Bambin Gesù di Roma. L’ospedale è caratterizzato per la cura di pazienti in età pediatrica, quindi particolarmente deboli.  A loro è indirizzato questo nuovo protocollo terapeutico, relativamente recente, finora praticato in pazienti in età adulta e che sta producendo importanti risultati nella lotta alle neoplasie.

Con la pratica dell’immunoncologia al Bambin Gesù di Roma anche i pazienti pediatrici potranno usufruire dei benefici terapeutici di questa nuova tecnica anti tumorale. Il nosocomio romano sta lavorando come polo di riferimento per il neonato working group creato per la cura, la sperimentazione e l’evoluzione dell’immunoterapia oncologica mirata ai pazienti pediatrici, quindi sui bambini. Oltre ai medici del Bambin Gesù di Roma partecipano al gruppo di lavoro anche i 20 Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) che fanno capo alla fondazione Alleanza Contro il Cancro (ACC).

L’immunoterapia oncologica è entrata di recente in Italia con l’apertura a Siena del CIO (Centro Immuno Onoclogia), leader in Europa nella ricerca sull’immunoterapia oncologica. Questa prassi terapeutica sta espandendosi in tutta Italia fino ad arrivare a coinvolgere la parte pediatrica attraverso il working group coordinato dal Bambin Gesù di Roma e da ACC.

Cos’è l’immunoterapia oncologica

Non occorre essere specialisti per capire cos’è l’immuoterapia oncologica in quanto si basa su un principio molto semplice. Il sistema immunitario normalmente si attiva e aggredisce ciò che nell’organismo umano percepisce come corpo estraneo. Attraverso la somministrazione dell’immunoterapia antitumorale si stimola il sistema immunitario “invitandolo” a colpire e ridurre le cellule tumorali, riducendo la neoplasia.

In pratica, si fa in modo che l’organismo percepisca le cellule malate come corpi estranei così da attivare le proprie difese naturali per debellarle. Il risultato è che il tumore si riduce e, potenzialmente, il paziente guarisce.

L’immunoterapia oncologia pediatrica al Bambin Gesù

Naturalmente, l’attivazione delle difese naturali dell’organismo di norma è un’azione invasiva in quanto innesca nel fisico una serie di reazioni collaterali importanti. Attraverso i recenti studi sull’immunoterapia oncologica abbinata alle conoscenze sulla genetica il working group Bambin Gesu – ACC ha sviluppato una metodologia che esalta le cellule tumorali in modo che il sistema immunitario le aggredisca selettivamente riducendo gli effetti collaterali.  In questo modo, la somministrazione immunoterapeutica è più precisa, efficace e meno aggressiva per il paziente. La cosa più importante sono i risultati prodotti, con percentuali positive fino a poco tempo fa inimmaginabili.

Inoltre, con questa metodologia si riesce a far emergere quei tumori latenti e non evidenti e che quindi si celano al sistema immunitario. In questo senso si sta sviluppando un protocollo medico scientifico in grado di esaltare precocemente e selettivamente le cellule malate per poi aggredirle con l’immunoterapia.

Concetta Quintarelli: responsabile del working group

A coordinare il gruppo di lavoro è la dottoressa Concetta Quintarelli, responsabile del Laboratorio di Terapia Genica dei tumori dell’ospedale pediatrico romano.  “Il mio compito” – espone la professoressa Quintarelli – “è supportato concretamente da due coordinatori, Paola Nisticò dell’IRE di Roma e Vincenzo Russo dell’Ospedale San Raffaele di Milano”. Ha poi aggiunto “Il futuro si concentrerà sulla creazione di terapie mirate e specifiche per ogni singolo paziente ottenibili solo tramite un lavoro di rete”.

Bambin Gesù di Roma: il primo paziente curato con l’immunoncologia

All’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma il primo paziente curato con quest’innovativa metodologia è un bambino di 4 anni affetto da leucemia linfoblastica acuta. Il piccolo, peraltro, era refrattario alle terapie convenzionali. Preso in carico ad inizio anno  in una nota del 1 febbrabio 2018 l’ospedale fa sapere che dopo un mese dalla somministrazione dell’immunoterapia “ il piccolo paziente sta bene ed è stato dimesso: nel midollo non sono più presenti cellule leucemiche.”