Il calendario Gregoriano, origini e storia

Il calendario Gregoriano: origini e storia
Il calendario Gregoriano: da Giulio Cesare a Gregorio XIII

Tutti i giorni della propria esistenza ogni persona deve fare i conti con il tempo, nel suo insieme con anni e mesi,  giorni, ore e  minuti. Appuntamenti, ricorrenze, impegni e programmi hanno una “dimensione temporale” riferita a uno scadenzario; un’agenda sia essa cartacea che, ai nostri tempi, più che altro digitale. Il calendario è lo strumento che aiuta a tenere il conto delle date alle quali fare riferimento per le scadenze della vita. L’invenzione di questo strumento si deve a Papa Gregorio XIII, per questo  è chiamato calendario Gregoriano.

Le origini e la storia del calendario Gregoriano sono note. Iniziò a scandire il tempo precisamente il  4 ottobre del 1582 con la bolla papale Inter gravissimas. Da allora, progressivamente, è entrato in uso nella maggior parte dei paesi occidentali che adottano lo standard ISO 8601:2004 per la rappresentazione del tempo. Pur essendo uno strumento di uso comune non pochi si chiedono come è nato il calendario Gregoriano, senza immaginare che ha origini lontane nella storia.

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Origini del calendario gregoriano

Precedentemente all’attuale era in vigore il calendario Giuliano, promulgato appunto da Giulio Cesare, a cui si deve il nome, risalente al 46 A. C.. Si basava sul ciclo delle stagioni su elaborazione di un astronomo egizio. In quel periodo il tempo era piuttosto approssimativo e così era, in realtà, anche il calendario Giuliano.

Più tardi, la dimensione temporale assunse maggiore importanza, per questo motivo Gregorio XIII volle che lo scorrere del tempo fosse più accurato e promosse l’attuale calendario Gregoriano.

Calendario gregoriano origini e storia
Calendario Romano

La storia del calendario Gregoriano

Come accennato, il calendario Giuliano era approssimativo per le esigenze che la storia richiedeva. In particolare non rifletteva correttamente il tempo effettivo impiegato dalla Terra per orbitare attorno al Sole. Questa imprecisione si rifletteva sul conteggio generale del tempo. L’esigenza di un calcolo accurato delle date portò all’elaborazione del calendario Gregoriano.

Il Pontefice istituì una commissione presieduta dal gesuita Cristoforo Clavio assieme a Giuseppe Scala e Ignazio Danti, tutti insigni matematici medici e astronomi. Per la cronaca, avere così tante competenze era usuale nel secolo XVI. Gli scienziati iniziarono i lavori basandosi sul conteggio del precedente calendario Giuliano ma sincronizzandolo con le date fisse degli eventi astronomici, in particolare agli equinozi e ai solstizi.

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Successivamente, fu perfezionato con gli studi copernicani basati sulle tesi dei movimenti circolari dei corpi celesti e, alla fine, si ebbe l’attuale calendario Gregoriano.

L’elaborazione del calendario Gregoriano

In pratica, quello che fecero è di riallacciare il tempo con il ciclo del sole. Il risultato fu il calendario Gregoriano formato da un anno di 12 mesi composti da 28, 30 e 31 giorni. L’anno bisestile, ricorrente ogni 4 anni, sostituisce i 28 giorni del mese di febbraio con un giorno in più. Questo per correggere uno spostamento del tempo che avviene ogni anno comune.

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Naturalmente, tra i vari Stati e sovrani dell’epoca, non tutti approvarono subito l’istituzione del nuovo calendario . Questo, per lo più per ragioni politiche, religiose e, in via minoritaria, di ordine pratico. Peraltro, il nuovo calendario introdusse una rivoluzione epocale. Si pensi a rielaborare, da un giorno all’altro, il ciclo del tempo. Progressivamente, gli ostacoli all’immissione del calendario Gregoriano terminarono fino a giungere ai giorni nostri. Ad oggi è il documento ufficiale che scandisce il tempo ormai da secoli.