Guida completa al cyberbullismo per genitori e tutori

Si parla spesso di cyberbullismo e bullismo, argomenti attuali sui quali c’è molta sensibilità e attenzione. L’Italia ha varato una specifica norma contro il bullismo digitale. Nel belpaese, gli atti persecutori commessi attraverso mezzi tecnologici sono quindi perseguiti attraverso dei punti di riferimento normativi specifici.  Un importante passo avanti al contrasto contro tale fenomeno. Oltre l’apprezzata legge sul cyberbullismo una guida per insegnanti, genitori e ragazzi che indichi in modo semplice e pratico cose fare per difendersi dai bulli e cyberbulli è, di sicuro, un utile strumento da non sottovalutare.

Tale è l’obiettivo che si propone il presente manualetto, denominato non a caso guida completa al cyberbullismo per genitori e tutori. Lo scopo è fornire dei consigli pratici e, al tempo stesso, efficaci per chi si trova sul territorio a contrastare il cyberbullismo, per difendere i ragazzi da tale fenomeno. Vivere vessati dal cyberbullismo può essere un’esperienza devastante pertanto schermarsi e quantomai diventato necessario in un epoca dove la tecnologia pervade ogni aspetto della vita.

Dunque, un compendio pratico di riferimento contro il cyberbullismo, pensato per insegnanti, genitori e ragazzi può essere un efficace scudo che si aggiunge a quelli già attivi, come la legge citata o le altre risorse online disponibili.  Per non parlare dell’aiuto proveniente da “associazioni contro”, psicologi o professionisti del settore scuola i quali possono trovare, in queste poche righe, degli interessanti spunti di riflessione.

Tavola dei contenuti

Introduzione al cyberbullismo

Cos’è il Cyberbullismo?

Tendenze e statistiche del cyberbullismo

Come prevenire il cyberbullismo

Cosa fare se tuo figlio sta subendo cyberbullismo

Gli effetti del bullismo

Gruppi vulnerabili

Guida completa al cyberbullismo per genitori e tutori: riepilogo per la prevenzione

Guida completa al cyberbullismo per genitori e tutori: riassunto

La soluzione al cyberbullismo

Guida completa al cyberbullismo per genitori e tutori

Introduzione al cyberbullismo

La tecnologia digitale sta rapidamente diventando onnipresente nella nostra società. La stragrande maggioranza delle persone viaggia con almeno un dispositivo sulla propria persona. Questo ha i suoi vantaggi; le persone possono accedere alle informazioni rapidamente e comunicare con i propri contatti sociali e i colleghi di lavoro in tempo reale. La tecnologia è anche utile per le attività quotidiane come il calcolo dei tempi di viaggio, la geolocalizzazione e le informazioni meteorologiche. Di sicuro, questa tendenza a avvalersi di dispositivi digitali continuerà parallelamente allo sviluppo tecnologico degli stessi.

Secondo il Centro ricerche PEW a partire dal 2015 il 68% degli americani possiede uno smartphone, il 45% dei quali di tipo tablet. Ad oggi, questo numero è senza dubbio cresciuto. L’85% delle madri afferma di usare la tecnologia per tenere occupati i propri figli. Nelle case, l’83% delle famiglie americane possiede un tablet mentre il 77% ha uno smartphone. Osservando l’età media degli utilizzatori, l’86% di persone tra i 18 e i 29 anni possiede uno di questi dispositivi.

Secondo le stime a venire molti bambini e adolescenti avranno presto un dispositivo smartphone o un tablet e, contemporaneamente, potranno accedere a Internet mediante un computer a casa, a scuola o negli internet cafè. I dispositivi tecnologici sono presenti e tendenzialmente in aumento in tutti i quadri della società, scuola compresa. Naturalmente possono esserci effetti positivi o negativi a seconda di come vengono utilizzati.

Sfortunatamente, l’accesso continuo alle informazioni digitali comporta una serie di svantaggi, uno dei quali è l’aumento del cyberbullismo. L’accesso continuo alla tecnologia digitale non è un vantaggio quando viene utilizzata per molestare o discriminare un individuo. Può essere una situazione terribile nella quale i giovani possono trovarsi, divenendo vittime di bullismo ventiquattr’ore su ventiquattro, vivendo impauriti dall’utilizzo dei propri dispositivi per quello che potrebbero trovarci. Il ruolo dei genitori è di stare all’erta sui pericoli di una sovraesposizione alla tecnologia da parte dei propri figli.

Cos’è il Cyberbullismo?

Può essere difficile fornire una definizione puntuale di ciò che costituisce il cyberbullismo. Ciò è dovuto al fatto che spesso è un fenomeno soggettivo. Il bullo potrebbe non essere consapevole del fatto che quello che sta facendo è in realtà cyberbullismo, arrivando perfino a pensare che ciò che compie sia uno scherzo. Chi subisce, invece, potrebbe semplicemente essere più sensibile di altri. Il cyberbullismo, come il bullismo di persona, può risultare molto difficile da capire e risolvere.

Al riguardo, l’università di Tulane ha fornito una definizione semplice ed efficace affermando che il cyberbullismo è semplicemente una forma di bullismo che si svolge attraverso mezzi digitali. Questi includono principalmente forum, social media e servizi di chat. I cyber bulli sono spesso anonimi e possono agire sia in gruppo che individualmente.

Il bullismo standard sta emigrando soprattutto online ed è più facile per i bulli eseguire le loro operazioni attraverso mezzi tecnologici. Ciò che è particolarmente preoccupante è che chi subisce, in particolare i bambini, non avranno più un rifugio nella loro casa o in qualsiasi altro luogo. Se posseggono o entrano in contatto con un dispositivo non esiste per loro più alcuna via di fuga. Quello che una volta era un fenomeno considerato come un gioco di strada ora, attraverso la tecnologia, può avvenire ovunque e in ogni momento.

Per meglio comprendere la portata di un argomento un utile strumento è la statistica, disciplina che si occupa di fotografare la dimensione e le varie sfaccettature di un particolare fenomeno. Sotto questo aspetto, bullismo e cyberbullismo sono comportamenti ormai planetari e, in questa guida, vengono riportati i dati riferiti all’area del nord America, riconosciuta come la più rappresentativa dell’intero contesto mondiale.

Analizzando quindi gli USA, nonostante sia un’area dove la tecnologia è particolarmente presente e utilizzata non dispone di una legge contro il cyberbullismo; non c’è alcun rimedio normativo a livello federale. Tuttavia, la maggior parte degli Stati Uniti ha aggiunto una formula alle leggi sul bullismo esistenti per includere il bullismo digitale. In Italia la situazione è diametralmente opposta, esiste una legge contro il cyberbullismo mentre c’è un vuoto normativo per il bullismo tradizionale che viene sanzionato nei singoli comportamenti posti in essere dal bullo di turno.

La natura stessa del cyberbullismo può essere difficile da risolvere. Coinvolge in genere due persone, entrambe molto giovani, che non conoscono le conseguenze delle loro azioni. Per questo motivo i rimedi legali sono di solito inappropriati. È responsabilità della scuola fare il meglio che può per diffondere la consapevolezza del cyberbullismo e, laddove possibile, prevenirlo.

I social media e altri siti a rischio dovrebbero essere certamente limitati nelle scuole. Laddove vengano segnalati casi di cyberbullismo, le scuole dovrebbero svolgere un’indagine approfondita per circoscrivere il fenomeno. Azioni di sensibilizzazione e di supporto dovrebbero essere fornite a genitori e tutori durante l’intero percorso scolastico per fare in modo che non sia inquinato da atti vessatori originati all’interno delle mura degli Istituti di istruzione.

Esaminando le statistiche USA, il cyberbullismo è particolarmente diffuso nei bambini di età compresa tra 9-14 anni. Secondo Cyber Bully 411, il 40% del cyberbullismo avviene attraverso servizi di messaggistica istantanea, il 29% su giochi online e il 30% sui siti di social networking.

Con i videogiochi, il cyberbullismo di solito non è personale. Nei giochi sparatutto, gli utenti più anziani spesso impiegano un linguaggio offensivo se vengono “uccisi” da qualcuno o se un altro giocatore non agisce in conformità con i principi generalmente accettati e percepiti nell’area di gioco. Un soggetto particolarmente sensibile potrebbe risentirne fino al punto di sentirsi vittima di cyberbullismo

Alcuni videogiochi spesso hanno un effetto negativo sulla personalità degli individui rendendoli più aggressivi. Ciò accade in particolare nei giochi sparatutto. In quel contesto, di solito l’abuso è verbale e compiuto da un giocatore non riconoscibile poiché travisato. In questi casi non vi è alcuna rilevazione reale di quanto si sta verificando e il bambino o l’adolescente potrebbero non conoscere la persona che la sta vessando. Inoltre, il bullo potrebbe essere localizzato in qualsiasi parte del mondo.

Tendenze e statistiche del cyberbullismo

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Sono numerose le statistiche sul cyberbullismo da prendere in considerazione e tutte indicano che sta diventando un fenomeno epidemico, molto serio e da non prendere alla leggera. Un errore frequente è pensare che tanto i bambini vittime di cyberbullismo “cresceranno” e metabolizzeranno. Non è certo questa la soluzione. Le statistiche sono chiare quanto preoccupanti:

  • Il 34% degli studenti universitari, durante la vita, subirà il cyberbullismo;
  • Le ragazze hanno il doppio delle probabilità di essere vittime del cyberbullismo;
  • Le vittime del cyberbullismo hanno un rischio maggiore di cadere in depressione, anche rispetto alle vittime del bullismo tradizionale; I bambini hanno 7 volte più probabilità di essere vittime di bullismo informatico sia da parte di amici che da estranei;
  • I bambini vittime di bullismo hanno una probabilità 9 volte maggiore di essere vittime anche di frodi sull’identità;
  • ll 70% degli studenti riferisce di aver visto frequentemente atti di bullismo online.

Talvolta, i cyber-bulli in realtà non usano Internet per trovare le vittime, ma usano la tecnologia digitale per fare i prepotenti con le persone che stanno già perseguitando con il bullismo a scuola. Secondo uno studio di Warwick, il 99% degli studenti sarebbe stato vittima di bullismo a prescindere dalle nuove tecnologie. Quindi la digitalizzazione ha solo aggiunto uno strumento in più. Ciò è rappresentativo rispetto alla tesi che la tecnologia digitale non è il problema in sé, in realtà peggiora una situazione già esistente. La scuola è il territorio dove più di altri il bullismo è radicato e, tendenzialmente, se gli atti vessatori potessero essere risolti a scuola non accadrebbero online.

Le piattaforme digitali sono semplicemente uno strumento per raggiungere le vittime esistenti. Le statistiche per adolescenti bersaglio del bullismo online e di persona sono molto simili. I motivi più comuni riportati dagli studenti che subiscono vessazioni sono l’aspetto (27%), la razza (10%), l’etnia (7%) di genere (7%), la disabilità (4%), la religione (4%) e l’orientamento sessuale (3% ). Tutto ciò è riportato dal National Center for Educational Statistics da studi condotti nel 2017.

Un’altra tendenza è che le vittime di bullismo, in genere, subiscono prepotenze da parte di più persone, inoltre le ragazze sono maggiormente esposte al bullismo informatico. Di solito, il cyberbullismo si verifica quando una persona è vista come diversa e, di sicuro, il contesto culturale generale e della scuola in particolare influiscono sul fatto che qualcuno sia preso di mira.

Generalmente, sono 4 i tipi principali di bullismo. Nello specifico sono i social media, le molestie, il flaming e l’esclusione. Il bullismo dei social media avviene su piattaforme come Facebook o Twitter. Le molestie sono la ripetizione di atti o minacce che possono verificarsi tramite diversi canali, sia in gruppo che da soli. Il flaming è la diffusione in pubblico di qualche cosa che provoca vergogna e umiliazione così che altre persone possano vederlo, sia online che offline. L’esclusione è la circostanza in cui un individuo viene ignorato o non invitato agli eventi sociali. La vittima può quindi anche essere “presa in giro” senza che lo sappia.

Il flaming è considerato l’atto più umiliante e può durare quanto tempo il cyberbullo sia disposto a farlo continuare. L’esclusione, invece, può essere la condizione più difficile da risolvere poiché è quasi impossibile da dimostrare. Ad esempio, qualcuno potrebbe essere cancellato da un elenco di amici o non invitato a un evento, il che non è esattamente un reato contro il bambino o lo studente.

Una nota positiva va registrata, mentre il cyberbullismo è in aumento da molti anni il bullismo fisico è in declino. Il bullismo tradizionale è stato frequente e comune nei decenni precedenti, attualmente c’è molta meno violenza fisica rispetto al passato. Secondo le statistiche dell’Ufficio di giustizia degli Stati Uniti, i crimini violenti contro gli adolescenti hanno raggiunto il minimo storico nel 2014. Inoltre, uno studio condotto dal Dipartimento di istruzione elementare e secondaria del Massachusetts ha rilevato un calo del 22% del bullismo negli anni che vanno tra il 2003 e il 2011.

La difficoltà nel dimostrare e contrastare il cyberbullismo è che si verifica frequentemente nei servizi di messaggistica istantanea. Questi messaggi sono criptati e privati, come Facebook Messenger, Whatsapp, Line, WeChat e Snapchat. Quindi è difficile avere un riscontro di quanto avviene se non si dispone fisicamente del dispositivo della vittima per monitorare i messaggi, facendo magari uno screenshoot per testimoniarli. Più semplice è invece tracciare le e-mail che sono comunicazioni pubbliche e generalmente non criptate. Possono quindi avere un eventuale riscontro testimoniale più semplice da acquisire.

Secondo il Center for Disease Control, il 15% degli studenti delle scuole superiori è vittima di bullismo informatico e il 20% lo subisce all’interno del contesto scolastico. Secondo il Cyberbullying Research Center, la percentuale di persone che hanno subito cyberbullismo in alcune fasi della loro vita è quasi raddoppiata negli anni che vanno dal 2007 al 2016.

Come prevenire il cyberbullismo

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La preoccupazione sul dilagare del cyberbullismo sta diventando sempre più crescente con l’aumentare del fenomeno stesso. Per fortuna, questa manifestazione è stata portata all’attenzione e alla consapevolezza del pubblico di massa. Ciò ha permesso di stabilire e costituire una serie di misure che possono essere adottate per prevenire il suo verificarsi.

Il ruolo di un genitore è quello di essere in contatto con le emozioni e i pensieri del proprio figlio, sia egli un bambino o un adolescente, e di notare se è depresso o si comporta in modo strano. Se un figlio si confida dicendo di essere vittima di bullismo online o a scuola, allora ci si può considerare fortunati. La vergogna per la condizione che le vittime di bullismo vivono li porta a chiudersi in sé stessi, in particolare con i genitori con i quali difficilmente si confidano. Tuttavia le statistiche dimostrano che se si aprono con qualcun’altro, solitamente, lo fanno con amici o fratelli.

I maschi hanno sono meno propensi a confidarsi con qualcuno quando subiscono atti di bullismo. Sono molteplici le ragioni per le quali una persona agisce in un determinato modo, tenendo dentro di sé quanto sta accadendogli. In ogni caso, il primo passo è comunque sempre l’identificazione del problema, prima avviene e meglio è, in modo da poter tentare di risolvere il problema in tempi stretti. A volte è opportuno chiedere aiuto agli insegnanti i quali, peraltro, hanno la responsabilità di segnalare e intervenire nei casi di bullismo che accadono o si originano all’interno del contesto scolastico.

A seconda dell’età del bambino o dell’adolescente, la migliore misura preventiva è di inibirgli, almeno temporaneamente, l’accesso alla tecnologia. Una mole crescente di studi e ricerche suggerisce che i bambini di età inferiore ai 7 anni non dovrebbero avere troppi varchi a qualsiasi tipo di dispositivo tecnologico. Sta di fatto che questi apparati aumentano le possibilità di cyberbullismo, e non sempre il mondo online è il posto dove un bambino è pronto a stare.

Inoltre, ci esistono molteplici conseguenze negative per la salute di bambini e adolescenti che usano  dispositivi tecnologici per lunghi periodi di tempo. A causa della velocità con cui la tecnologia sta progredendo, non sono stati condotti studi longitudinali sulle conseguenze della continua esposizione a smartphone, WiFi, iPad e altri tipi di tecnologia. Ai bambini, in particolare, dovrebbe essere limitato l’uso di tali e tanti dispositivi.

Un’alternativa alla limitazione immediata dei dispositivi, che può essere percepita come punitiva o restrittiva, consiste nel contenimento dei siti che possono essere visualizzati dai propri ragazzi. Ci sono diversi accorgimenti per giungere a questo risultato. È possibile farlo a livello di provider di servizi Internet, il che significa che tutti i dispositivi in uso sulla rete domestica devono rispettare delle regole in base alle quali determinati siti sono soggetti a restrizioni. Ciò, ad esempio, è una policy attuata nella maggior parte delle aziende che hanno elenchi di siti e severe regole di navigazione e di download di determinati file e applicazioni.

Nel caso si proceda all’acquisto di uno smartphone per il proprio figlio è possibile installare sul telefono delle applicazioni per il controllo dello stesso. Keepers è un’applicazione che notifica ai genitori messaggi sospetti o dannosi e include anche un sistema di tracciamento per mostrare la posizione del bambino in tempo reale. In realtà, con l’attuale evoluzione tecnologica, è molto facile mettere in atto controlli per impedire ai soggetti a rischio, come bambini o adolescenti, di accedere a determinate aree “pericolose” della rete internet.

Questi utili controlli, il cui compito è di monitorare e filtrare il traffico Internet, sono:

  • I parental controls sulla console per videogiochi. I giocatori spesso parlano e si scambiano messaggi nei videogiochi. Per i bambini è possibile creare un account con le opportune limitazioni come, ad esempio, con chi può parlare o interagire. Inoltre si può anche monitorare le attività e il contenuto di determinati giochi;
  • E’ auspicabile estendere i parental controls ai social network, in particolare facebook twitter e instagram;
  • Risulta utile insegnare ai propri figli l’utilizzo di tali controlli. In questo modo sarà semplice per loro bloccare persone moleste su siti di social media, console per videogiochi e persino sul telefonino. In questa maniera, se un ragazzo si sente vittima di bullismo online è in grado autonomamente di bloccare la persona molesta. Software di parental controls evoluti sono anche in grado di filtrare le mail. Un ulteriore vantaggio nel dare il controllo ai ragazzi è di renderli più consapevoli dei rischi che si corrono utilizzando la rete;
  • Ai punti precedenti va aggiunto l’insegnamento di un’adeguata cultura generale sulla sicurezza tecnologica, in particolare sull’utilizzo delle password. Molto frequente è il furto di identità attraverso la violazione di parole d’accesso deboli. Se accadesse si dovrà segnalare l’episodio al sito compromesso in modo che gli amministratori dello stesso possano intervenire tempestivamente. I siti più importanti sono molto sensibili quando si tratta di questi problemi di sicurezza.

Non soltanto per la prevenzione al cyberbullismo ma anche per la sicurezza in senso generale, è una buona idea impostare linee guida valide per tutti, dai bambini agli adulti, da seguire quando si utilizza la tecnologia. Queste indicazioni devono includere informazioni sulla gestione e sulla memorizzazione delle password, porre attenzione da chi si viene contattati e chi si contatta e il rifiuto di accettare richieste di amicizia da estranei.

Ci sono poi delle norme generali sull’ utilizzo del cellulare che non andrebbe usato a tarda notte, durante la guida o se si è impegnati in attività che richiedono concentrazione. Particolare scrupolo va tenuto nel non fornire online indirizzi email, data di nascita, nomi o altri dati sensibili, sia quando si è online che offline.

Questi comportamenti devono essere da modello per tutti, in particolare per i bambini e gli adolescenti che spesso prendono spunto dai loro genitori tenendoli come esempio. Sono abitudini da seguire sempre e comunque nella vita pertanto è bene iniziare a praticarle prima possibile per evitare incidenti anche per il futuro.

Una buona soluzione a garanzia della protezione online, sia per un adolescente che per gli adulti, è l’adozione di una rete privata virtuale di qualità (VPN). Attualmente, le VPN sono molto facili da installare e configurare, inoltre risultano essere anche economiche.

La caratteristica principale di questo tipo di tecnologia è la crittografia dei dati che circolano online. Esse nascondono anche le informazioni provenienti dai provider di servizi in modo da evitare che vengano “trafugate” per usi illeciti come lo spamming, il furto di identità, l’hacking, la raccolta di indicazioni per fini commerciali o il lancio di virus. Attraverso una VPN l’anonimato è garantito così da impedire che molti atti vessatori vengano compiuti attraverso mezzi digitali.

In pratica, mediante l’utilizzo di una VPN le attività online sono protette e risulta praticamente impossibile spiare le attività compiute da un utente mentre naviga su Internet. Al momento è disponibile una vasta gamma di opzioni per i clienti di tutte le categorie. Esistono anche soluzioni per uso domestico molto utili alla prevenzione del cyberbullismo. Tutte le attuali VPN dispongono di impostazioni scalabili e configurabili in modo da garantire la voluta protezione a diversi livelli.

Insegnare ad un bambino o un adolescente, potenziali vittime di bullismo digitale, le nozioni sull’utilizzo delle reti private virtuali è una buona attività di alfabetizzazione sulla sicurezza online che risulterà utile anche negli anni a venire. Di fatto, gli esperti di informatica hanno identificato le VPN come una delle migliori tecniche in materia di sicurezza online e anonimato.

Negli Stati Uniti wizcase offre diverse soluzioni VPN scalabili; dalle aziende alla gamma domestica come IP VanishExpress VPN,  Nord VPN  e altre ancora.

Cosa fare se tuo figlio sta subendo cyberbullismo

Cosa fare per garantire il benessere dei propri figli in caso stiano subendo cyberbullismo? Se il fenomeno è in atto le misure preventive non sono molto efficaci. Naturalmente, la prima cosa da fare è rimuovere i dispositivi o l’accesso ai siti di social media da cui viene effettuato l’attacco.

Successivamente si dovrà parlare con il bambino per assicurarsi che stia bene mentalmente, emotivamente e fisicamente. In seguito è importante farlo confidare, anche se questo passo può risultare difficoltoso. Una buona idea può essere portarlo fuori ad una festa o ad un evento piacevole. È probabile che in questo modo si apra e si confidi. In questa fase, è molto importante capire le modalità con le quali avviene il cyberbullismo.

È inoltre fondamentale sostenere la vittima di bullismo per preservare la sua autostima. Può risultare positivo incitarlo ad intervenire per sé stesso facendolo sempre sentire sostenuto e protetto dagli adulti. Soprattutto, incitarlo a sentirsi libero di segnalare il cyberbullismo nel momento in cui si verifica.

In alcuni casi può essere una buona idea accompagnare il bambino a scuola per alcuni giorni. Il bullismo e il cyberbullismo sono, di solito, situazioni individuali. I genitori, insieme ai bambini e agli insegnanti, dovranno lavorare insieme per trovare il rimedio più appropriato affinché il fenomeno si risolva.

Una volta raccolte tutte le informazioni possibili su quanto sta accadendo, è opportuno parlare con l’insegnante per capire meglio la vicenda. E’ auspicabile e lecito anche parlare con il genitore del bambino coinvolto, per comprendere se è disposto a collaborare per risolvere la situazione. Questo è un momento molto importante in quanto i genitori del bullo devono sapere cosa sta facendo loro figlio. Se sono collaborativi, per loro sarà molto semplice impedire al proprio ragazzo di accedere alla tecnologia digitale in modo da fermare le sue attività vessatorie.

Nel caso in cui l’insegnante o il genitore del bullo non dovessero collaborare le uniche alternative possibili sono quelle di rivolgersi alle autorità giudiziarie, per valutare la sussistenza di eventuali reati e, contestualmente, trasferire la vittima di bullismo in un altro Istituto.

Per il buon esito della vicenda si consideri che il bullo può essere facilmente rimosso dai siti di social media come amico o contatto, per fargli cessare l’attività persecutoria. Tutti i siti offrono l’opzione di blocco dei contatti indesiderati, inclusi i provider di posta elettronica. Queste sono le principali azioni che è possibile fare nel caso in cui non si riceva collaborazione dalla scuola o dai genitori del bullo.

Dagli studi condotti sul problema emerge che la scuola è la principale fonte di origine del problema del cyberbullismo. Ciò premesso, per interrompere il fenomeno valutare la possibilità di cambiare Istituto, talvolta, tale drastica decisione è la migliore che possa essere presa.

Ci sono poi alcune informazioni da condividere con il proprio figlio nel caso sia vittima di bullismo. E’ fondamentale metterlo al corrente che quanto sta accadendogli può verificarsi anche ad altri. Inoltre, è opportuno che sappia che ci sono un’infinità di risorse da mettere in campo per fare in modo che il tutto si risolva. L’importante e non farlo sentire solo.

In questo modo si rafforza nel bambino la percezione che gli episodi di cui è vittima non accadono per colpa sua. Ricerche e studi sul fenomeno hanno dimostrato che se il bambino crede sia lui il responsabile per quanto accade, circostanza possibile che si insinui nella sua mente, la sua autostima rischia di essere severamente compromessa.

Per i genitori gestire una situazione così gravosa è un compito delicatissimo. Dovranno tenere un comportamento trasparente e sincero con il proprio figlio anche se talvolta alcune cose dovranno rimanere nascoste. Ad esempio, in caso di incontro con le autorità scolastiche è lecito omettere di comunicarlo al ragazzo perché da ciò potrebbe derivare un ulteriore emarginazione.

Le vittime riferiscono che la cosa che più li conforta è, semplicemente, essere ascoltati da altre persone senza essere giudicati. Questo li aiuta a liberare le loro emozioni le quali, se intrappolate interiormente, potrebbero progressivamente condurli verso l’infelicità e la depressione. Può essere produttivo far capire al bambino vittima di cyberbullismo che quanto sta accadendogli, comunque, lo rinforzerà per altre eventuali sfide della vita.

Laddove possibile è bene salvare e documentare tutte le prove sull’accaduto. Questo è semplice da fare in caso di bullismo informatico rispetto al bullismo fisico. Il motivo è che le tracce digitali sono più facili da reperire. Successivamente il materiale raccolto dovrà essere mostrato alle autorità scolastiche e al genitore del bullo. In caso di contraddittorio tra i due bambini (bullo e vittima), naturalmente, le opinioni di entrambi saranno diverse mentre le prove raccolte daranno alla vicenda il giusto peso.

Pertanto è utile fare degli screenshoot dai vari dispositivi; cellulare, pc e tablet per salvarli in una cartella sicura. Al momento opportuno saranno sempre disponibili per dimostrare gli atti vessatori compiuti, così da farli cessare. Tuttavia, l’obiettivo non deve essere quello di ottenere “giustizia” facendo punire l’altro bambino. Si dovrà puntare più alla risoluzione del conflitto piuttosto che alla punizione dei “colpevoli”.

Nell’agire per affrontare il problema si dovrà essere sempre oculati, cauti e soprattutto sensibili. Può sembrare una buona idea bloccare semplicemente tutti gli account e portare via i dispositivi nel tentativo di prevenire il cyberbullismo ma questi atti, nella buona parte dei casi, non sono la soluzione più appropriata. Si potrebbe dare al bambino o all’adolescente la percezione che lo si stia punendo nonostante non abbia fatto nulla di sbagliato. Ciò potrebbe indurre realmente nella vittima la percezione di essere lui stesso il problema. Inoltre, bloccarlo da internet potrebbe non funzionare, dato che la tecnologia digitale è molto diffusa potrebbe ricevere atti e danni da altre fonti e luoghi. Per esempio, quando l’accesso ad un social media viene bandito, il problema si sposta semplicemente altrove.

Inibire quindi l’accesso alla tecnologia deve essere una misura eccezionale ma temporanea, per poi affrontare il problema cyberbullismo con gli altri mezzi. Per principio, in questi casi, non è mai bene agire in modo avventato e veloce.  Potrebbe, ad esempio, verificarsi il caso che il “bullo” che ha pubblicato un commento possa e essere a sua volta una vittima che reagisce al bullismo fisico nella scuola.

Per principio, è sempre meglio essere in anticipo e trasparenti, riunendo le parti per capire realmente cosa sta accadendo. Il confronto tra i genitori, gli insegnanti e i ragazzi è il modo migliore per avere il quadro chiaro di ciò che accade o è accaduto. L’obiettivo è sempre quello di trovare la migliore via di risoluzione al problema.

In termini di prevenzione e contrasto a questo fenomeno di sicuro aiuto può essere la comprensione, in termini statistici, dei rimedi e delle circostanze identificate come più efficaci dagli studi condotti sul problema. Una ricerca ha rilevato che il 57% del cyberbullismo si ferma in realtà quando uno o più coetanei intervengono a favore della vittima. Un utile passo preventivo, quindi, è che il bambino o l’adolescente abbia una vasta rete di amici su cui far riferimento.

In molti casi, l’esercizio delle forme di bullismo è considerato quasi come una norma. Se il bullo non ha un seguito si ritrova ad essere come un outsider poiché nessuno lo asseconda e cessa la sua attività vessatoria. Inoltre, a livello psicologico, le azioni tra “pari” sono viste dalle vittime come  più utili rispetto all’intervento di un insegnante, di un adulto e persino di una propria azione diretta per rimediare alla situazione.

Atteggiamenti come i coetanei che ascoltano la vittima, la aiutano a scappare in caso di difficoltà, gli parlano e passano del tempo con lui per distrarlo, oppure chiedono ad un adulto di intervenire per fermare il bullo sono considerati molto utili agli occhi di chi sta subendo.

L’intervento dei coetanei, che talvolta è difficoltoso da organizzare, insieme alle azioni intraprese dagl’istituti scolastici possono ridurre il bullismo fino al 20 – 23%. Quindi se la scuola non ha un sistema di prevenzione del fenomeno è opportuno sensibilizzare gli organi d’Istituto per fare in modo che venga istituito.

In Italia il MIUR ha dettato una serie di norme per fare in modo che il bullismo venga monitorato e contrastato favorendo l’istituzione, all’interno del corpo degli insegnanti, di figure specializzate a comprendere e contrastare tali fenomeni. Inoltre, nel caso si ritenga che siano sopraggiunte gravi conseguenze a causa del cyberbullismo o del bullismo, esistono una serie di servizi di sostengo per bambini e adolescenti sotto forma di centri di assistenza e consulenza. Inoltre, le istituzioni scolastiche e il MIUR sono responsabili, sia civilmente che penalmente, per i danni subiti da ragazzi vittime del bullismo che avviene all’interno delle aule scolastiche.

Gli effetti del bullismo

E’ dimostrato che sia il bullismo che il cyberbullismo hanno una serie di effetti avversi sulla salute di chi li subisce, in particolare nella sfera emotiva e mentale. Coloro che soggiacciono al bullismo, di solito, hanno un pessimo rendimento scolastico e sono maggiormente tendenti all’ansia. Riportano poi difficoltà nel sonno e risultano predisposti alla depressione. Sono maggiormente a rischio di contrarre disturbi mentali e del comportamento e hanno di loro stessi una pessima autostima.

Si osserva che le vittime di bullismo, sotto ogni forma venga perpetrato, hanno una marcata difficoltà nell’instaurare relazioni interpersonali e tendono a contrarre disturbi fisici di natura psicosomatica. Un aspetto molto interessante è che anche coloro non direttamente coinvolti nel fenomeno, se non come semplici spettatori, hanno effetti negativi sulla loro salute. In definitiva, bullismo e cyberbullismo sono comportamenti sociali altamente deleteri per l’ambiente dove avvengono e pertanto  vanno contrastati in maniera severa e radicale.

Gruppi vulnerabili

Come già accennato, le vittime di atti persecutori sono, in qualche misura, percepiti come diversi rispetto alla norma. Di fatto il bullismo è principalmente un evento individuale anche se ci sono alcuni gruppi che hanno una maggiore probabilità di subirlo. Primi tra tutti sono gli omosessuali; questa categoria ha il doppio delle possibilità di essere presa di mira rispetto ad altri. A seguire, sono considerati particolarmente esposti i giovani con disagi fisici, i diversamente abili o coloro che hanno difficoltà di apprendimento. Anche le persone di altre razze, etnia o religione subiscono maggiormente comportamenti vessatori e discriminatori.

Il consiglio per i genitori che hanno figli che rientrano in una di queste categorie è di essere particolarmente vigili. Laddove possibile, devono prendere ulteriori precauzioni per prevenire il cyberbullismo, incoraggiando la coesione sociale con altri bambini.

Sebbene questi gruppi siano più vulnerabili rispetto ad altri, il cyberbullismo può aver luogo indipendentemente dalla personalità dell’individuo. Gente timida, persone fiduciose, vincitori di spettacoli di bellezza, celebrità, persone obese o magre, tutte possono essere vittime del cyberbullismo.

Vale la pena notare che il bullismo non è limitato ai bambini e agli adolescenti. Un sondaggio USA del 2014 ha delineato come il 27% dei lavoratori americani ha riferito di essere stato bersaglio di atti persecutori nel contesto lavorativo. Di contro è stato dimostrato che gli adulti hanno meno probabilità di subire il bullismo online.

Guida completa al cyberbullismo per genitori e tutori: riepilogo per la prevenzione

Di seguito è riportato l’elenco di misure da adottare per ridurre al minimo il cyberbullismo:

  1. Per i bambini piccoli, limitare quanto più possibile l’accesso a tutti i tipi di dispositivi tecnologici, in particolare quelli connessi a Internet. Peraltro, recenti studi stanno dimostrando che tali apparati possono anche avere altri effetti avversi sulla salute generale dei piccoli;
  2. Installare i parental controls su tutti i dispositivi tecnologici, in particolare quelli connessi online, impostando le ore in cui è possibile utilizzarli. E’ bene essere sempre consapevoli del comportamento dei propri figli mentre utilizzano Internet e i videogiochi. I siti per adulti devono essere controllati anche attraverso la rete domestica;
  3. Assicurarsi che i bambini e i ragazzi abbiano una rete di amici su cui fare affidamento e forti legami sociali. Questo aspetto può e deve essere ottenuto spingendo i giovani verso attività socializzanti, prima tra tutte il gioco tra “pari”, lo sport o qualsiasi tipo di attività di gruppo. Tale mossa è tra le più efficaci per prevenire il cyberbullismo in quanto darà al bambino l’impressione di essere una persona normale rispetto la percezione discriminante che acquisisce se rimane vittima di bullismo. In pratica, sviluppa autostima e si sente uguale a tutti gli altri. Ciò crea vantaggio anche per la propria salute fisica e psichica. Essere parte ed avere una rete di amici aumenta la prevenzione sia al bullismo che al cyberbullismo. Inoltre, in questa maniera, attraverso il passaparola sulle dinamiche che accadono tra giovani, si viene a sapere per tempo di eventuali fenomeni devianti così da dar modo agli adulti di intervenire con intervalli stretti. L’efficacia di questi aspetti è ampiamente dimostrata da moltissimi studi e ricerche sul fenomeno;
  4. Le mura scolastiche sono il principale terreno di proliferazione del bullismo. Assicurarsi, attraverso le istituzioni scolastiche, circa l’esistenza di un piano di prevenzione e contrasto al fenomeno del bullismo e del cyberbullismo. In caso di risposta negativa richiedere spiegazioni in merito e pretenderlo. Ciò giova non solo ai propri figli ma all’intera comunità accademica. E’ dimostrato che in un ambiente sano e sereno il rendimento scolastico è migliore.

Guida completa al cyberbullismo per genitori e tutori: riassunto

Guida completa al cyberbullismo per genitori e tutori

Se si viene a conoscenza che il proprio figlio è vittima di bullismo e/o cyberbullismo prendere immediatamente i seguenti provvedimenti:

  1. Parlare con il ragazzo dandogli molta attenzione assicurandolo, al tempo stesso, che non ha commesso alcun errore o compiuto qualche cosa di sbagliato per meritare ciò che sta subendo;
  2. L’ascolto e lo sfogo della vittima da parte dei propri genitori è fondamentale. Così facendo si permette alla persona che sta subendo cyberbullismo di esternare le proprie emozioni e, al tempo stesso, si riescono a capire le dinamiche di quanto sta accadendo. In questa maniera si acquisiscono anche gli elementi per ricostruire al meglio il quadro della situazione. E’ importante avere e ricercare più dettagli possibili per predisporre i successivi interventi risolutivi. Studi e ricerche in materia hanno dimostrato che essere ascoltati attivamente è la cosa che più aiuta chi sta vivendo una condizione di sudditanza da bullismo o cyberbullismo;
  3. Raccogliere, da diverse fonti, più informazioni possibili su quanto sta accadendo per farsi un’idea precisa sul caso in questione, per poi parlare con insegnanti e genitori. Evitare di agire in modo avventato e senza avere in mano l’esatta dimensione delle circostanze che si vanno ad affrontare. Il reale ed equo esame degli episodi e del contesto nel quale si verificano sono la base per trovare le migliori soluzioni per risolvere quanto sta accadendo;
  4. Una volta che ci si è attivati, sia per mezzo degli organi scolastici che con i genitori del cyber bullo, si dovrà avere la pazienza di aspettare i giusti tempi per dar modo loro di risolvere il problema. La soluzione non è sempre semplice e potrebbe volerci del tempo, anche alcune settimane. Nel frattempo monitorare costantemente i progressi o l’eventuale inerzia riguardo i tentativi di comporre la questione. Nel caso si intuisse che gli insegnanti e i genitori del bullo non siano d’aiuto spostare il bambino in una scuola diversa. Sembrerà una sconfitta ma potrebbe essere l’unica opzione prima che le vessazioni sulle giovani vittime producano seri danni. L’eventuale cambio d’Istituto va operato con un approccio amichevole verso il giovane, facendogli capire che tale provvedimento è stato assunto dal desiderio di risolvere il problema. Ci sono poche cose tossiche come il bullismo per la salute e il benessere di un bambino o un adolescente.

La soluzione al cyberbullismo

In un mondo in cui la tecnologia digitale sta diventando sempre più diffusa, i genitori e i tutori hanno una enorme responsabilità nel prestare attenzione ai pericoli a cui i loro giovani figli vanno incontro. Ciò significa che nel crescerli devono essere protettivi e sensibili, evitandogli il disagio di vederli all’interno di una dinamica vessatoria di cyberbullismo. Le armi per evitare che ciò accada ci sono, come limitare e controllare l’accesso ai dispositivi e mettere rigorosi controlli su tutte le tecnologie che i propri figli utilizzano. Tutto questo va fatto valutando sia l’età che la personalità del bambino o dello studente.

L’accesso dei giovani alla tecnologia può e deve essere limitato da orari prestabiliti. Deve poi esserci un costante monitoraggio di ciò che viene visualizzato, dei luoghi digitali che i propri figli frequentano e, soprattutto, con chi interagiscono. Non è assolutamente opportuno estraniarsi e lasciare che bambini e studenti vivano la loro vita in un mondo cibernetico solo perché la tecnologia sta diventando onnipresente.

Tuttavia, l’approccio migliore rimane la collaborazione faccia a faccia tra genitori e figli, siano essi le vittime di cyberbullismo che i persecutori. Di fondamentale importanza è la scuola, principale terreno di coltura di questo deprecabile fenomeno ma che può e deve essere il luogo di mediazione per risolverlo.

Di rilievo sono anche i forti legami sociali i quali, in qualsiasi comunità, stanno alla base della composizione mentale ed emotiva degli individui in un momento storico in cui la tecnologia tende a slegare e banalizzare l’aspetto umano delle relazioni.


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