Giorgio Orsolano, la iena di San Giorgio

Giorgio Orsolano, la iena di san giorgio

La storia di Giorgio Orsolano, la iena di San Giorgio è alquanto raccapricciante. E’ stato un serial killer particolarmente perverso che per fortuna è stato scoperto in tempi stretti, se non fosse stato così il numero delle sue vittime poteva essere maggiore.

Si ipotizza che abbia confezionato, con la carne delle tre bambine che uccise, delle salsicce per la sua macelleria. Era quello il suo mestiere, il macellaio. Lo era di mestiere e di fatto se ha compiuto i crimini che le sono stati imputati. Considerati i tempi in cui sono avvenuti, la prima metà del 1800, non fu possibile all’epoca stabilire se abbia compiuto un gesto così aberrante. La cosa sicura è l’imputazione di omicidio che lo porto alla pena capitale.

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Giorgio Orsolano, la iena di San Giorgio

Nato nel 1803 a San Giorgio Canavese (comune che attualmente conta meno di 3.000 abitanti), già da ragazzino mostrava i primi sintomi dei suoi squilibri psichici tanto da essere spedito sotto la guida di un prete.

La rigidità dell’ambiente religioso tuttavia servì a ben poco e Giorgio Orsolano, la iena di San Giorgio, venne presto riconsegnato alla sua famiglia. Nel suo paese trovò un lavoro che però frequentava di rado, preferendo a quest’ultimo le locande in cui beveva, trascorrendo così le sue giornate.

Nel 1823 Orsolano commise i primi reati: il furto di oggetti vari dalle chiese della zona, il sequestro e il tentato stupro di una sedicenne. Individuato l’autore dei crimini, le autorità condannarono il 20enne a 8 anni di reclusione.

Calco della testa di Giorgio Ortolano

Calco della testa di Giorgio Ortolano

L’esperienza del carcere sembrava aver sortito il suo effetto. Una volta libero, l’uomo conobbe una donna, ebbe una figlia e la sposò, inoltre aprì una bottega in cui produceva e rivendeva salsicce. Ma presto il piccolo centro in provincia di Torino si trovò nuovamente di fronte ai crimini di Giorgio, questa volta ancor più efferati.

Nei primi mesi del 1833 violentò e uccise una bambina di 9 anni; stessa sorte toccata a una bambina di 10 anni caduta tra le mani dell’assassino. Le indagini delle autorità non furono molto approfondite: i corpi non vennero mai ritrovati e dunque la responsabilità fu attributa ai lupi che in quel periodo infestavano l’area di San Giorgio.

La svolta arrivò nel 1835, quando Orsolano – poi rinominato la iena di San Giorgio – riuscì a portare una ragazzina di 14 anni nella sua abitazione, dove la violentò, la uccise e mutilò il cadavere mai ritrovato. L’adescamento avvenne in piazza e diversi testimoni ricordarono i tratti dell’uomo che portò via la vittima.

Giorgio Orsolano, la iena di san giorgio

Giorgio Orsolano venne condannato alla pena di morte e impiccato il 17 marzo 1835.

Nonostante la versione più comune della storia vuole che le vittime siano state gettate nel fiume, la totale mancanza di tracce durante le indagini dell’epoca apre la strada ad un’altra ipotesi decisamente più raccapricciante: i corpi delle piccole sarebbero stati utilizzati dal killer per produrre le salsicce che vendeva nel suo negozio.

Fonte di ispirazione: lanonaporta.net

 


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