@treminuti > Storia > I serial killer famosi della storia > Gilles de Montmorency, il serial killer occultista del XV secolo

Gilles de Montmorency, il serial killer occultista del XV secolo

Gilles de Montmorency, il serial killer occultista del XV secolo

 

Molti attribuiscono a Jack lo squartatore il primato di essere stato il primo serial killer della storia. In realtà, prima di lui ce ne sono stati altri, tra i quali Gilles de Montmorency, il serial killer occultista. Un nobile cavaliere decaduto, vissuto nel XV° secolo, che pensò di riprendersi le sue fortune attraverso la magia e l’esoterismo.

Eseguendo riti magici Gilles de Montmorency, il serial killer stregone, uccise circa 140 bambini in modo atroce. Attraverso rituali di occultimso assassinava le sue vittime tra atroci sofferenze. Invocava il diavolo e torturava sadicamente fino alla morte. Il centinaio di omicidi che commise furono tutti a danni di bambini. Per il numero di morti che procurò Gilles de Montmorency è annoverato tra i serial killer più famosi della storia.

Per i suoi meriti in battaglia nella guerra dei cent’anni venne nominato maresciallo di Francia, una carriera tutta in salita per Il cavalier Gilles, fino al decadimento a bestiale serial killer. Sebbene di nobile lignaggio non gli fu risparmiata la pena capitale. Processato con i modi propri dell’inquisizione, accusato di essere un omicida seriale, fu condannato e giustiziato per i suoi crimini.

Potrebbe interessarti: Il lupo mannaro nella storia del 500

Gilles de Montmorency, il serial killer occultista del XV secolo

Gilles de Montmorency, o Barone de Rais, viveva nella Francia del XV° secolo tra le ricchezze e gli agi che solo l’appartenenza ad un ceto elevato era in grado assicurare. Figlio dei Montmorencey-Laval, una delle famiglie più influenti del regno, in seguito alla morte di entrambi i genitori venne affidato alle cure del nonno assetato di potere.

Il vecchio non perse tempo ad introdurre il futuro Barone de Rais alla carriera militare, che condusse in modo brillante fino a guidare un contingente durante la Guerra dei Cent’anni. Il suo amato tutore seguì inoltre la sua vita “sentimentale” combinando l’unione con Catherine de Thouars, una ricca ereditiera che sposò nel 1420, all’età di appena 15 anni.

Nonostante fossero passati oltre dieci anni da quell’evento, il nonno continuava ad essere, di fatto, il suo tutore, gestendo l’immenso patrimonio di famiglia e lasciando ben poco spazio al nipote nelle decisioni che riguardavano le finanze. E faceva bene, perché la natura di Montmorency si sarebbe presto rivelata imprudente oltre ogni limite.

Non a caso commise sadicamente circa 140 omicidi ai danni di bambini. Un vero record e quando fu coniato il termine di serial killer gli storici e i criminologi non esitarono ad attribuirglielo.

Gilles de Montmorency, il serial killer occultista: gli inizi della sua decadenza

Alla morte del vecchio nonno finalmente Gilles de Montmorency, il serial killer occultista, entrò in possesso delle ricchezze di famiglia: un ingente patrimonio grazie al quale avrebbe potuto trascorrere il resto della vita a non far nulla. L’inerzia però non rientrava nel modo di essere del Barone de Rais, il quale cominciò a sperperare gli averi senza controllo alcuno, girando per il territorio francese con un gruppo di centinaia di persone al seguito alle quali offriva vitto, alloggio e ogni tipo di intrattenimento.

Il Barone riuscì nel giro di pochi mesi a ripulire tutto, tanto da vedersi costretto a vendere gli immobili e chiedere prestiti tra le sue importanti conoscenze.

Toccato il fondo, Montmorency decise di rialzarsi assumendo Francesco Prelati, un monaco toscano con una sfrenata passione per l’occultismo e la stregoneria. De Rais era convinto che questi fosse l’unica persona in grado di riportare nella sua vita lo splendore di un tempo e, totalmente soggiogato, cominciò ad esaudire le richieste del monaco senza batter ciglio.

Gilles de Montmorency, il serial killer occulitista: i suoi omicidi

Le suddette richieste consistevano perlopiù in sacrifici al demonio, al quale il Barone doveva offrire cadaveri di bambini e ragazzini. In qualsiasi posto Gilles de Rais passasse, mieteva delle vittime e a causa di ciò, si elevarono sempre più storie riguardo un rapitore di bambini e delle donne-streghe che lo aiutavano.

Nei maldestri tentativi di recuperare l’influenza diplomatica di un tempo entrò in armi dentro una Chiesa durante una funzione religiosa. Voleva riconquistare quel luogo che un tempo apparteneva alla sua famiglia. Così facendo infranse le leggi della Chiesa e inizio un’inchiesta nei suoi confronti dove vennero fuori le sue nefandezze e le sue tendenze sadiche e omicide.

Gilles de Montmorency: il processo e la condanna

Gilles de Montmorency venne processato con vari capi di imputazione: dall’invocazione demoniaca all’omicidio, dall’apostasia alla sodomia. Insieme a lui, sul banco degli imputati anche i suoi complici. Si contarono in oltre 140 le vittime della bestiale ferocia del nobile caduto in disgrazia, tutti bambini.

Dopo lunghi processi ed estenuanti interrogatori, il Barone confessò infine gli innumerevoli delitti da lui compiuti nel tentativo di scalare la piramide sociale. Condannato ad impiccagione e poi al rogo, prima della morte gli venne concessa l’assoluzione dei peccati.

Fonte di ispirazione: lanonaporta.net