Germania richiama fichi secchi italiani contaminati da micotossine

Le autorità della Germania hanno ritirato dal proprio mercato fichi secchi italiani contaminati con micotossine. Nel comunicato di richiamo diffuso dal dicastero della salute tedesco, datato 1-12-2017,  non vengono dichiarate le specifiche dell’agente tossico rilevato. Si parla genericamente di micotossine.

Germania richiama fichi secchi italiani contaminati da micotossineL’agenzia per la sicurezza alimentare europea (RASFF), il 28 novembre scorso ha diffuso un’allerta alimentare riguardante fichi secchi contenenti micotossine, nello specifico aflatossina B1 e ocratossina A. Nel comunicato, viene indicata l’Italia come paese di origine del prodotto mentre la Germania quale paese importatore. Peraltro, proprio le autorità tedesche, in quell’occasione, hanno segnalato al RAFSS la vicenda.

Sembrerebbero due episodi collegati anche se non c’è nulla di ufficiale. Tuttavia, nel loro richiamo i tedeschi hanno indicato con precisione il tipo di prodotto ritirato dal mercato. Si tratta di fichi secchi italiani contaminati da micotossine venduti con il marchio le antiche bontà di calabria, in confezioni da 250 gr. L’ azienda di produzione, il cui nome è omonimo del marchio, ha sede in Via Della Pace 38, 87060 S. Cosmo Albanese (Cosenza).

Dal mercato tedesco sono stati ritirati tutti i lotti del prodotto incriminato, con tutte le scadenze indicate. Un’azione massiccia a giusta tutela dei consumatori. L’azienda di distribuzione tedesca dei fichi secchi con micotossine, la real di Mönchengladbach, sul proprio sito ha dichiarato: “Il prodotto in esame è già stato ritirato dalla vendita. I clienti che hanno acquistato l’articolo possono restituirlo e verranno rimborsati”. Ha poi istituito un numero verde al quale i consumatori possono rivolgersi per ogni informazione.

Germania ritira dal mercato fichi secchi italiani contaminati da micotossine: i rischi per la salute

Le micotossine sono sostanze chimiche, nocive alla salute, tipicamente prodotte dai funghi. In generale, possono colonizzare le coltivazioni insinuandosi nei prodotti alimentari poi venduti sul mercato. Se ingerite, a secondo della specificità della micotossina, nel migliore dei casi possono irritare l’intestino provocando forti episodi diarroici, disturbi gastrici, vomito e risentimenti epatici. I fichi secchi contaminati con micotossina non vanno consumati e restituiti per il rimborso.

Stranamente, le autorità italiane, nello specifico il ministero della salute, sembrano all’oscuro sul caso in questione. Considerato che da parte tedesca è stata puntualmente individuata la ditta italiana da cui proviene l’articolo incriminato, la preoccupazione è che possa trovarsi anche sul mercato italiano. Ad oggi, la ditta Antiche bontà di Calabria continua a vendere anche on line i fichi secchi che produce (link al prodotto venduto online).

Desta perplessità che l’azienda di distribuzione in Germania, nel comunicato di richiamo, abbiano  indicato come la stessa ditta italiana si sia premurata di avvisarla sulla possibile tossicità dei fichi secchi. Si auspica che la ditta Antiche bontà di Calabria abbia, anche per il mercato italiano, la stessa premura nei controlli di qualità e sanità ed eventuali diffusione di difformità che ha avuto per i consumatori tedeschi.

 


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