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Enriqueta Martí: la serial killer di bambini spagnola detta la vampira di Barcellona

Con i resti dei bambini che uccideva, Enriqueta Martí – la serial killer spagnola – preparava degli elisir miracolosi che vendeva ai suoi clienti.

Enriqueta Martí: la serial killer di bambini spagnola detta la vampira di Barcellona
Enriqueta Martí: la serial killer di bambini spagnola detta la vampira di Barcellona

Di sicuro era una persona disturbata Enriqueta Martì: la serial killer di bambini spagnola soprannominata la vampira di Barcellona. Naturalmente, ciò non giustifica il male che fece, soprattutto perché i suoi crimini erano rivolti contro bambini. Li adescava, rapiva e poi li faceva prostituire. In seguito li uccideva e con i loro resti confezionava pozioni medicinali.

Bambini o bambine che cadevano tra le sue mani avevano il destino segnato dalla paura e dalla sofferenza, fino alla morte. Non si hanno notizie certe circa il numero di bimbi uccisi da Enriqueta Martì. La serial killer spagnola commise i suoi crimini agli inizi del 1900, in un periodo socialmente difficile per la Spagna. Per questo, forse, le indagini andarono a rilento e la “vampira di Barcellona” ebbe modo di agire per più tempo.

Da alcuna stime fatte dagli storici, riprese dai pochi media dell’epoca, risulterebbero 40 i piccoli uccisi da Enriqueta. Altre fonti citano 11 vittime. Il tempo ha cancellato purtroppo le tracce di questa vicenda, rimane una certezza: Enriqueta Martì, la serial killer di bambini spagnola, è tra i serial killer più famosi della storia.

Enriqueta Martì: la vampira di Barcellona

Enriqueta Martì i Ripolles nasce nel 1868 a Sant Feliu de Llobregat un piccolo paese ad una decina di chilometri da Barcellona. Il nucleo familiare da cui proviene, inutile dirlo, è poverissimo: il padre soffre di alcolismo cronico e la madre fa quello che può per mandare avanti la famiglia lavorando come donna delle pulizie.

Proprio come donna delle pulizie che Enriqueta comincia a lavorare quando si trasferisce nella capitale della Catalogna. Per un breve periodo, da giovane si guadagna da vivere come bambinaia. All’apparenza sembra anche che sia brava e che si faccia amare dai bambini che le vengono affidati. Ma non dura a lungo; ben presto la donna ritiene di poter guadagnare di più come prostituta.

Enriqueta Martí: la serial killer di bambini spagnola detta la vampira di Barcellona
Alcune delle possibili vittime della vampira di Barcellona

Enriqueta Martì: il matrimonio e i suoi elisir

All’età di 20 anni si sposa con un pittore: Joan Pujalò, le sue opere non riscontrano nessun successo, quindi Enriqueta non rinuncia a lavorare presso i bordelli e nemmeno a frequentare altri uomini, aggiungendo anche una nuova “professione”: la guaritrice. Fabbrica e vende con profitto pozioni miracolose in grado di guarire ogni male, senza mai rivelare come produce questi suoi “Elisir”

Il 10 febbraio 1912, scompare una bambina di 5 anni: Teresita Guitart Congost. La sparizione si aggiunge a quelle di altri bambini non più ritrovati avvenute negli ultimi tempi a Barcellona. L’opinione pubblica spagnola insorge accusando d’ignavia le istituzioni.

Il 17 febbraio dello stesso anno una donna, Claudia Elías, vede una bambina sconosciuta affacciata ad una finestra di una casa situata di fronte alla sua al 29 di Calle Poniente. Elías pensa che si tratti della bimba scomparsa e comunica i suoi sospetti al marito che informa la polizia sulla strana donna che abita in quella casa con una bambina mai vista prima nel quartiere. L’abitazione in questione è quella di Enriqueta Martì, la serial killer di bambini spagnola.

Enriqueta Martì, la serial killer spagnola: l’arresto e la condanna

Enriqueta è conosciuta dalla polizia come facoltosa possidente di vari immobili e vengono quindi mandati per una perquisizione l’agente Ribot con due poliziotti. Gli agenti trovano nella casa due bambine e alla domanda circa la loro identità Enriqueta mente affermando che una è sua figlia Angelita e l’altra, con la testa rasata, è una bambina da lei trovata abbandonata per strada alla quale ha dato rifugio.

Interrogata dagli agenti la bambina dice che in quella casa le hanno detto di chiamarsi Felicidad; in realtà è Teresita, la bimba scomparsa che viene restituita alla famiglia. Dai successivi interrogatori e perquisizioni della casa di Enriqueta emerge alla fine tutta la verità. Le due bambine raccontano che assieme a loro c’era anche un bambino, Pepito, che era stato rinchiuso in una stanza dove loro assolutamente non potevano entrare.

Enriqueta Martí: la serial killer di bambini spagnola detta la vampira di Barcellona
Teresita Guitart Congost: la bambina salvata dalla vampira di Barcellona e restituita alla famiglia

Ma le due bambine, approfittando dell’assenza della donna, erano invece andate a trovare il loro compagno in castigo, nella stanza vuota c’era solo tanto sangue e un nauseabondo odore. Quando Enriqueta era tornata si era accorta che le due bambine le avevano disobbedito e per impaurirle quella sera le aveva costrette a mangiare un brodo dove galleggiavo due piccoli piedi lessi.

I sopralluoghi della polizia

Quando la polizia compie ulteriori sopralluoghi nella casa di Calle de Ponente trova una quantità di prove che confermano il terribile racconto delle bambine:

…ossa di bambini e ciocche di capelli meticolosamente conservati, contenitori colmi di sangue coagulato e di grasso.

Fonte: wikipedia

Gli agenti accedono a una camera degli orrori, in cui i bambini venivano uccisi e macellati per poi essere utilizzati come materiale per creare creme e pozioni.  All’interno della casa di Enriqueta trovano pezzi di cadavere conservati in contenitori per essere lavorati in seguito. Ossa, sangue coagulato, grasso e parti conservate intere suscitano l’orrore dei poliziotti. Vengono condotte ricerche in tutta la casa per cercare i miseri resti delle vittime dell’omicida seriale.

Enriqueta Martí: la serial killer di bambini spagnola detta la vampira di Barcellona
Le ricerche della polizia nei pressi della casa di Enriqueta alla ricerca di resti umani

Sono questi gli ingredienti con i quali Enriqueta, la vampira di Barcellona, confeziona le pozioni che vende a facoltosi clienti i cui nomi, annotati diligentemente dalla donna in un registro, portano alla scoperta di personaggi influenti che comprano le pozioni e anche le prestazioni sessuali fornite dai bambini.

La condanna e la morte di Enriqueta Martì

Del resto Enriqueta Martì, la serial killer spagnola, era stata già precedentemente denunciata per sfruttamento della prostituzione minorile ma nessuna indagine era stata avviata poiché era rimasto coinvolto nel caso un importante personaggio pubblico.

Processata, Enriqueta è condannata a morte ma, prima che la condanna venga eseguita, viene ritrovata morta nella sua cella uccisa da un’altra carcerata.