Dossier Mitrokhin: la lista delle spie italiane

Il transfuga sovietico Vasilij Nikitič Mitrokhin portò in occidente migliaia di documenti segreti, anche la lista delle spie italiane del KGB.

Vasilij Mitrokhin: Dossier Mitrokhin: la liste delle spie italiane per l'URSS

Vasilij Mitrokhin

La storia di Vasilij Nikitič Mitrokhin sembra uscita dalle pagine di un romanzo di Frederick Forsyth.  Una vicenda simile alle molte avvenute durante la guerra fredda.

Come nella migliore delle spy story, i fatti e gli eventi hanno, all’inizio, dei contorni sbiaditi e poco chiari. Tuttavia pian piano la trama si snoda, le nebbie si diradano e si arriva all’epilogo. Il risultato è: il dossier Mitrokhin – la lista delle spie italiane a favore dell’URSS.

Vasilij Mitrokhin dal 1948 fino al pensionamento, avvenuto nel 1984, lavorò nel KGB.

Era un archivista e il suo ruolo lo porta ad avere l’accesso a tutti i documenti top secret prodotti dai servizi segreti sovietici, compresa la lista delle spie italiane.

È un fedele servitore del suo stato ma anche un fine intellettuale e un pensatore. Dopo la primavera di Praga, avviene in lui un travaglio ideologico interiore. Un’odissea intellettuale come la definisce lui stesso.

Inizia a nutrire dei dubbi sia sull’opportunità delle repressioni del “socialismo dal volto umano” che sul sistema sovietico.

Nei primi anni ‘70, Mitrokhin matura l’idea di redigere un archivio sulle operazioni del Kgb all’estero. Vuole, in qualche modo, imitare la “stampa” clandestina (il “samizdat”) e i pochi coraggiosi “dissidenti” suoi connazionali.

Dal 1972 fino al suo pensionamento, avvenuto nel 1984, trascrive a mano migliaia di documenti top secret del KGB, per poi dattilografarli e riordinarli nel segreto della sua dacia.

Da pensionato, Mitrokhin assiste nel 1989 all’abbattimento del muro di Berlino e alla riunificazione della Germania. L’impero sovietico cade e nel 1990 il KGB viene, almeno formalmente, sciolto. E’ il momento per Mitrokhin di rendere pubblico il suo archivio.

Nel 1992, dopo alterne vicende, contatta gli Inglesi che lo aiutano ad uscire dalla Russia. Fugge con la sua famiglia e sei casse piene dei documenti che ha trascritto.

Per i servizi segreti inglesi Mitrokhin prende il nome in codice di Impedian. Il suo archivio documenta le attività segrete del KGB per un arco di tempo che va dal 1917 al 1984.

E’ la nascita del cosiddetto archivio Impedian, meglio conosciuto come dossier Mitrokhin contenente la lista delle spie italiane per l’unione sovietica.

Il Secret Intelligence Service britannico (SIS), dalla fonte Impedian, produce 3500 rapporti che vengono trasmessi a 36 nazioni vittime delle azioni sovietiche: una vera e propria bomba.

Il dossier Mitrokhin: la lista delle spie italiane

L’arrivo del dossier Impedian al SISMI (Servizio informazioni e sicurezza militare) avviene a Roma nel marzo del 1995. Alle schede prodotte dal Impedian viene subito dato il nome di dossier Mitrokhin. Gli analisti si rendono subito conto che si tratta di materiale esplosivo, in grado di destabilizzare le istituzioni, la politica e l’economia italiana.

Prudentemente, vengono fatte delle verifiche per testare l’autenticità delle schede di Impedian. Affiorano informazioni sull’esistenza in Italia di basi radio e depositi di armi da attivare in caso di colpo di stato da parte della destra. Viene tutto ritrovato e l’attendibilità dell’archivio Mitrokhin prende corpo.

Viene istituita una commissione parlamentare di inchiesta presieduta dall’allora deputato e giornalista Paolo Guzzanti.

Dossier Mitrokhin: la liste delle spie italiane per l'URSS

Paolo Guzzanti: commissione parlamentare d’inchiesta sul Dossier Mitrokhin

Emergono i nomi di collaboratori, funzionari dello stato, diplomatici, politici, giornalisti e militari. E’ il Dossier Mitrokhin: la lista delle spie italiane a favore dell’URSS, un documento corposo con nomi, ruoli e fatti.

I documenti di Impedian vengono resi pubblici, così come gli atti conclusivi della commissione. parlamentare d’inchiesta. I vertici e le istituzioni dello stato italiano tremano, si rischia una profonda crisi istituzionale e politica.

Si corre ai ripari. I media, da accusatori cambiano rotta fino a derubricare i protagonisti e la vicenda ad una spy story da cinema o ad un romanzo di Frederick Forsyth.

Lo storico inglese Christopher Andrew curò, insieme allo stesso Vasilij Mitrokhin, la pubblicazione dell’archivio del transfuga russo, con l’uscita di tre volumi:

  • Vasili Mitrokhin e Christopher Andrew, The Sword and the Shield: The Mitrokhin Archive and the Secret History of the KGB;
  • Christopher Andrew e Vasili Mitrokhin, The Mitrokhin Archive: The KGB in Europe and the West, Gardners Books (2000);
  • Vasili Mitrokhin e Christopher Andrew, The World Was Going Our Way: The KGB and the Battle for the Third World;

Approfondimenti:
Vasili Mitrokhin e Christopher Andrew – Archivio Mitrokhin: Le attività segrete del KGB in occidente


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