Differenza tra bullismo diretto e indiretto

differenza tra bullismo diretto e indiretto

C’è una differenza sostanziale tra bullismo diretto e bullismo indiretto che comunque non riduce i danni, sia fisici che psicologici, provocati da questo deprecabile e ormai diffuso fenomeno. Nel bullismo, dunque, la condotta vessatoria messa in atto da un carnefice verso una vittima può avere delle sfaccettature molto sottili.

Tali differenze, risiedono nei modi in cui i comportamenti persecutori vengono veicolati dal bullo verso chi subisce. Da qui emerge la differenza tra bullismo diretto e indiretto. In ogni caso i protagonisti sono due: i bulli che commettono gli atti violenti e coloro che soggiacciono a tali atti.

Prima di entrare nel dettaglio sulle  diversità tra bullismo diretto e indiretto una definizione più generale di questa manifestazione è doverosa. Secondo wikipedia, “il bullismo è una forma di comportamento sociale di tipo violento e intenzionale, di natura sia fisica che psicologica” soprattutto, “ripetuto nel corso del tempo” da parte di uno o più soggetti verso altri.

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Differenza tra bullismo diretto e indiretto

Le due componenti evidenziate nella definizione sono la condotta violenta e la reiterazione nel tempo della stessa. Naturalmente, il tutto è riferito ai protagonisti; il bullo e la persona che subisce. Carnefice e vittima. Nel modo in cui vengono compiuti queste atti risiede la differenza tra bullismo diretto e indiretto. La definizione tra queste due manifestazioni della stessa medaglia è la seguente.

Cos’è il bullismo diretto

Nel bullismo diretto i comportamenti vessatori, siano essi di natura fisica che psicologica, vengo attuati in modo rettilineo dal bullo verso la vittima. Senza l’ausilio di interposte persone. Non ci sono intermediari tra gli attori che sono solo il carnefice e il bersaglio.

Cos’è il bullismo indiretto

Nel bullismo indiretto le condotte prepotenti mirano ad isolare la vittima da un contesto sociale, sia attraverso la violenza fisica che psicologica. Il bullo, in questa fattispecie, coinvolge altre persone che a loro volta attuano dei comportamenti persecutori verso la vittima. Il risultato che si vuole ottenere è di isolare dall’ambiente collettivo la persona bersaglio. Naturalmente, per farlo il bullo coinvolge altri soggetti i quali prendono di mira a loro volta la vittima.

Nella realtà dei fatti queste due forme di comportamento, bullismo diretto e indiretto, si fondono. La ragione risiede nel psicologia del bullo il quale, in generale, prova piacere e conforto nel manifestare la sua autorità verso la persona perseguitata. Per farlo, necessita di una platea che manipola fino al punto di creare una sorta di associazione contro la vittima di turno.

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