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Differenza tra data di scadenza e Termine Minino di Conservazione (TMC)

Alimenti: data di scadenza e Termine Minino di Conservazione (TMC), la differenza
Alimenti: data di scadenza e Termine Minino di Conservazione (TMC), la differenza

Mentre si è tra i banchi del supermercato può capitare di rimanere confusi nell’osservare le etichette degli alimenti che intendiamo comprare. I dubbi possono insorgere sulla conservabilità, e quindi sul corretto termine oltre il quale consumare gli alimenti che intendiamo acquistare. Consumare cibo scaduto può mettere a rischio anche la salute del consumatore. Va da sé che è importante avere contezza sulle diciture data di scadenza oppure da conservare preferibilmente entri il, espressioni che possono suscitare dei dubbi. Incertezze più che legittime visto che tra le due diciture sussiste una differenza anche sostanziale.

Poiché ogni consumatore ha il diritto di informarsi sulle proprietà dei cibi che compra deve avere gli elementi sui quali regolarsi.  Comprendere la differenza tra data di scadenza e termine minimo di conservazione, in qualsivoglia modo venga indicata, permettere a chi acquista di fare una spesa consapevole. Per prima cosa, è importante che il consumatore sia cosciente che una tra queste due indicazioni deve essere riportata per legge sugli alimenti che acquista.

Ci sono delle eccezioni naturalmente oltre le quali le confezioni di cibo che non reca i termini di conservazione e di utilizzo viola dei regolamenti comunitari molto severi in materia.  Al dunque, data di scadenza o termine minimo di conservazione devono essere sempre stampigliati sul cibo che acquistiamo. La differenza tra le due diciture è poi un discorso da approfondire.

Differenza tra data di scadenza e termine minimo di conservazione dei cibi

Come accennato, la differenza tra data di scadenza e termine minimo di conservazione è sostanziale. In particolare, l’unione europea ha emanato una serie di norme e regolamenti che disciplinano il settore alimentare per aumentarne la trasparenza, e quindi la sicurezza. Norme e regole a vantaggio dell’utente finale: il consumatore. Il provvedimento principale sulla conservazione degli alimenti è il Regolamento (UE) N. 1169/2011 del Parlamento Europeo e del Consiglio. Il testo è piuttosto articolato, tratta varie questioni sulla correttezza alimentare.

Entrando nei particolari dell’etichettatura dei cibi, rispetto le date di conservazione una prima indicazione è importante. Gli alimenti esposti al pubblico devono recare una chiara stampigliatura la quale, tra le altre cose, deve indicare la scadenza o il termine minimo di conservazione. Inoltre, anche il modo di mantenimento del cibo stesso, affinché non deteriori entro le date indicate.

Alimenti: data di scadenza e Termine Minino di Conservazione (TMC), la differenza

In ogni caso, per capire al meglio la differenza tra data di scadenza e termine minimo di conservazione (TMC), la miglior cosa e definire con precisione le specificità delle due definizioni.

La data di scadenza

La data di scadenza indica il termine oltre il quale l’alimento non deve essere consumato. Il motivo è che dopo tale periodo il cibo si deteriora e può nuocere alla salute di chi lo consuma. La formula da utilizzare per indicare la scadenza può essere diversa ma inequivocabile. Ad esempio “scade il” oppure “data di scadenza”.
Tali diciture devono essere seguite da una data oltre la quale l’alimento non va consumato. La data deve contenere giorno mese e anno oppure il giorno e mese, nel qual caso per l’anno vale quello in corso.

Vanno indicate anche le norme di conservazione le quali, se non rispettate, possono invalidare la data di scadenza facendo scadere il cibo prima del termine indicato. Successivamente alla data di scadenza l’alimento è considerato a rischio ai sensi dell’articolo 14, paragrafi da 2 a 5, del Regolamento (CE) 178/2002. In termini schietti, oltre tale data il cibo non è più idoneo al consumo poiché tendenzialmente tende a proliferare dei batteri nocivi all’organismo.

Il Termine Minimo di Conservazione (TMC)

Il termine minimo di conservazione (TMC) differisce dalla data di scadenza perché estende la tolleranza di consumabilità del cibo. In parole povere, tendenzialmente, se si supera, entro certi limiti, la data del TMC non si incorrono in rischi per la salute. Semplicemente, il cibo perde le sue proprietà organolettiche e nutritive. Difficilmente la salute viene compromessa, a meno che non concorrano una serie di circostanze rispetto la conservazione del cibo che lo rendano tossico.

La norma comunitaria stabilisce che sia la data di scadenza che il termine minimo di conservazione devono essere chiaramente specificati in ogni singola confezione di cibo immessa in commercio. Così vale per le indicazioni di conservazione degli alimenti. Naturalmente scadenza, TMC e conservazione vanno di pari passo. Il consumatore deve osservare il modo di mantenimento indicato per essere tranquillo che la scadenza sia corretta.

Sono emendati dalla data di scadenza e dal TMC quei cibi facilmente deperibili come gli alimenti freschi e non preconfezionati.