Cos’è la donazione di Costantino: storia e contenuto

La storia della donazione di Costantino, il documento dal cui contenuto nasce il potere temporale della Chiesa. Un falso medioevale più riuscito della storia

Donazione di costantino

Trascrizione in latino della cosiddetta “Donazione di Costantino” del XVI secolo – Roma, Archivi Vaticani.

 

Donazione di Costantino in latino Costitutum Constantini, il più noto e più importante falso del Medioevo. Il documento è un editto dell’imperatore romano Costantino il Grande nel quale conferisce un vasto territorio e il potere spirituale e temporale a Papa Silvestro I, che regnò dal 314 al 335, e ai suoi successori. Ecco, in sintesi, storia e contenuto della donazione di Costantino.

Basata su leggende che risalgono al V secolo, non si conosce l’autore della Donazione Costantiniana anche se si suppone provenga dagli ambienti della curia papale. Per certo, risale all’ ottavo secolo D.C.. Sebbene abbia avuto un impatto limitato al momento della sua compilazione, ha avuto una grande influenza sugli affari politici e religiosi nell’Europa medievale fino a quando è stata chiaramente dimostrata essere un falso.

Fu l’umanista Lorenzo Valla nel XV secolo a smentire l’autenticità del documento. Nonostante ciò, gli effetti del Constitutum Constantini continuarono a perdurare ancora per molto, avendo ricadute fino ai giorni nostri. Per tale motivo, alla domanda cos’è la donazione di Costantino gli studiosi e i ricercatori, per definizione, la considerano il falso storico più importante e riuscito del periodo medioevale.

Cos’è la donazione di Costantino

Le origini della donazione di Costantino sono legate alla trasformazione politica che ha avuto luogo nella penisola italiana a metà dell’ottavo secolo, anche se la data esatta della sua composizione rimane incerta (le stime vanno dal 750 all’800). Il documento è stato associato alle incoronazioni di Pipino nel 754 e Carlo Magno nell’800, nonché agli sforzi papali per ottenere l’indipendenza dall’impero bizantino o per minare le rivendicazioni territoriali bizantine in Italia.

Il punto di vista comune è che la donazione fu scritta nel 750 o 760 da un chierico del Laterano a Roma, forse con la conoscenza di Papa Stefano II (o III, 752-757) se la data precedente è corretta.

La donazione di Costantino: il contenuto

Il contenuto della Donazione era basato sulla Legenda di San Silvestro, un resoconto del V secolo del rapporto tra Papa Silvestro I e l’imperatore Costantino. Il documento vero e proprio è suddiviso in due parti di cui la seconda è la vera e propria donazione. Si presenta sotto forma di editto e pertanto possiede un valore di legittima ordinanza promossa da un’autorità imperiale, quale era Costantino il Grande.

Prima parte

Comincia con la storia della conversione di Costantino al cristianesimo dopo che il Pontefice lo guarì miracolosamente dalla lebbra. Per gratitudine Costantino quindi si converte e viene battezzato dallo stesso Silvestro I. Poi l’imperatore dichiara l’importanza di Roma per la Chiesa perché è la città degli apostoli Pietro e Paolo.

Donazione di costantino: storia e contenuto

Battesimo di Costantino da parte di Papa Silvestro – opera del Vignali conservata a palazzo Pitti

Seconda parte

La seconda sezione del falso costantiniano contiene la vera donazione. Costantino, preparandosi a partire per la sua nuova capitale di Costantinopoli, conferisce la supremazia del Papa sulle sedi di Antiochia, Alessandria, Costantinopoli, Gerusalemme e tutte le chiese del mondo.  Successivamente concede i diritti amministrativi a Silvestro e ai suoi successori sulle proprietà concesse alle chiese in tutto l’impero.

Ancora più importante, Costantino conferisce al Papa il controllo del palazzo imperiale a Roma e in tutte le regioni dell’Impero occidentale; questo in effetti trasmette l’idea che il Papa abbia il diritto di nominare governanti laici in Occidente.

La donazione di Costantino nella storia

Il primo manoscritto esistente della Donazione, del IX secolo, fu inserito nella raccolta nota come False Decretals. Nonostante l’evidente valore del documento per il papato, nessuna menzione è stata fatta nel IX o X secolo, anche durante le polemiche con Costantinopoli su questioni di primato.

Leone IX (1049-54) fu il primo Papa a citarlo come un’autorità in un atto ufficiale, e i successivi papi lo usarono nelle loro lotte con gli imperatori del Sacro Romano e altri leader secolari.

Vari ecclesiastici lo includevano nei loro codici di diritto canonico, incluso uno degli studenti di Graziano, e anche gli oppositori di Roma raramente ne contestavano l’autenticità.  I dubbi sul documento, tuttavia, furono espressi circa l’anno 1000 da Ottone III e dai suoi sostenitori.

Nel 1440 Lorenzo Valla dimostrò scientificamente, sulla base di un’analisi storica e filologiche che la donazione di Costantino era un falso. Attualmente è conservata in copia nei Decretali dello Pseudo-Isidoro (IX secolo) e, per interpolazione filologica, nel Decretum Gratiani del giurista Graziano (XII secolo).

Il potere temporale papale dello Stato Città Vaticano, seppur in quei pochi ettari di territorio che conserva, è il retaggio della Donazione di Costantino.


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