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Come funziona un richiamo alimentare

Il funzionamento di un richiamo alimentare è disciplinato da un protocollo di regole, definite per legge, da eseguire per tutelare la salute dei consumatori

come funziona un richiamo alimentare

Può capitare che le aziende alimentari, sia volontariamente che su indicazioni delle autorità sanitarie, a causa di inconvenienti che potrebbero arrecare danni alla salute dei loro clienti ritirino dal commercio i prodotti che possono essere nocivi, tossici o contaminati. Ecco in sintesi come funziona un richiamo alimentare. Si tratta di togliere dagli scaffali degli esercenti quei prodotti, sia alimentari che strumentali, che potrebbero essere dannosi o incidere sulla salute pubblica. Definizione semplice da cui si intuisce cos’è un richiamo. Il funzionamento che c’è dietro è comunque complesso e varia rispetto le circostanze che, di volta in volta, vengono a crearsi.

Ritrarre dal commercio un prodotto è un provvedimento importante perché se si arriva al punto di attuarlo può essere accaduto qualcosa di realmente grave. Talvolta, in seguito ad un richiamo alimentare, l’immagine dell’azienda potrebbe uscirne compromessa. Al tempo stesso togliere dalla vendita un alimento, per una ditta, è considerato anche un segno di serietà verso i propri clienti.

A tutto questo si deve aggiungere che un provvedimento di richiamo dal mercato è obbligatorio per legge se c’è in gioco la tutela dei consumatori. Non a caso i NAS (Nucleo Antisofisticazione e Sanità) dei carabinieri intervengono anche con provvedimenti restrittivi nei confronti di coloro che commercializzano prodotti alimentari pericolosi per la salute.

Cos’è quindi un richiamo alimentare? Il modo migliore per capirlo è analizzarne nel dettaglio il funzionamento.

Come funziona un richiamo alimentare

A volte si sente alla radio o si legge sui media: “Vasi di yogurt a marchio X tolti dal mercato …” oppure “la catena di grandi magazzini Y richiama un lotto di scampi congelati. Nel caso si fosse comprato questo prodotto si invitano i consumatori a non mangiarlo e riportarlo presso il punto vendita per il rimborso”. Segue poi una descrizione dell’alimento, con numero di lotto, data di scadenza, a volte anche un’immagine dalla confezione.

Questa è la fase più evidente di come funziona un richiamo alimentare. Alla base c’è comunque un protocollo strutturato e codificato che gli stati EU sono tenuti a osservare

Sembra logico che un’azienda si preoccupi di non vendere ai propri clienti un prodotto pericoloso per la salute, invitandoli a restituirlo se è già stato acquistato. Il richiamo alimentare è anche un obbligo di legge stabilito dal Regolamento (Ce) N. 178/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio. Si capisce quindi che è un dovere e non una cortesia verso i consumatori richiamare un prodotto a rischio.

Pertanto, alla base del funzionamento di un richiamo alimentare c’è una legge che stabilisce i protocolli d’intervento da eseguire in caso di alimenti o prodotti che mettono a rischio la salute pubblica.

come funziona un richiamo alimentare

Qualsiasi azienda della catena alimentare che abbia motivo di credere che un proprio prodotto possa essere dannoso per la salute umana, animale e vegetale deve fare tre cose;

  • prendere immediatamente le misure per eliminare il pericolo; ad esempio bloccando la distribuzione dei prodotti dal mercato o richiamandoli;
  • avvisare immediatamente l’agenzia alimentare o le autorità sanitarie in merito al pericolo e alle misure adottate. Informare i clienti (grossisti e venditori) e, se necessario, i consumatori;
  • avviare le misure interne all’azienda per individuare ed eliminare la fonte di rischio, in modo che l’inconveniente avvenuto non si reiteri.

Come funziona un richiamo alimentare: le varie fasi del protocollo di richiamo

Come funziona un richiamo alimentare? La sicurezza dei consumatori non è un optional; in caso di pericolo per la salute della popolazione si avvia un protocollo di misure per fare in modo di ridurre al minimo i rischi sanitari.

Nel momento in cui viene determinato che qualcosa non va le azioni concrete da adottare dipendono sia dal tipo di prodotto che dalla sua collocazione nella catena alimentare. Se si tratta di materie prime che presentano un pericolo devono essere bloccate, quindi non possono più utilizzarsi. Se provengono dall’esterno dell’azienda deve essere informato il fornitore in modo che possa condurre un’indagine e ritirarle da altri clienti. Quando il rischio riguarda i prodotti trasformati il produttore deve bloccarli e informare le autorità sanitarie se, nel frattempo, il prodotto ha lasciato la sua azienda.

Successivamente, si deve immediatamente ritirare il prodotto dal mercato e informare i clienti che non può più essere venduto. Nel caso in cui gli alimenti pericolosi abbiano già raggiunto i consumatori si richiama il prodotto e si informano gli acquirenti tramite la più massiccia diffusione di comunicati stampa.

Le misure da adottare in caso di rischio per la salute

Ci sono tre possibili misure da porre in essere nel caso sussistano rischi per la salute:

Blocco: lasciare i prodotti dove sono, non li si usa e non li consegna più ai clienti. In termini concreti, ciò significa: non vendere i prodotti a rischio.

Rimozione dal mercato: fermare la vendita dei prodotti in questione dal mercato, ad esempio dai grossisti o dai venditori al dettaglio che sono tenuti a non distribuirli;

Richiamo: chiedere ai consumatori di non mangiare o utilizzare i prodotti e di riportarli al negozio.

In tutti i casi devono essere informate le autorità sanitarie per i successivi provvedimenti di smaltimento dei prodotti critici per la salute dei consumatori. Nel caso di esportazione all’estero di generi alimentari o prodotti pericolosi alla salute si avvia una procedura di tutela comunitaria comunicando il problema al RASFF (Rapid Alert System for Food and Feed) o al Rapex (Rapid Alert System for dangerous non-food products).

Nella circostanza in cui un’allerta salute, attraverso le agenzie europee competenti, provenga dalle autorità di un paese estero si avviano le stesse procedure descritte, basandosi sulle informazioni circostanziate che si apprendono di volta in volta. In taluni casi, per alimenti o prodotti extra europei, si applica a livello comunitario il blocco alle frontiere dei generi segnalati.
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