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Codex Gigas o la bibbia del diavolo

Codex Gigas o la bibbia del diavolo

Il libro più famoso al mondo è, senza alcun dubbio, la Bibbia. In essa viene riportata la parola di Dio e dei profeti, molti presagi, la storia del popolo ebraico con i suoi vari profeti e i messaggi divini.  In antitesi a questo libro esiste un’altra bibbia, stavolta scritta sotto l’ispirazione del demonio. Per tale motivo è chiamata la bibbia del diavolo oppure, con il nome scientifico filologico di Codex Gigas.

Proprio di un codice si tratta ovvero di un manoscritto medioevale ma che ha una caratteristica che lo rende unico al mondo. Si tratta del libro medioevale più grande del mondo, da qui il nome di Codex Gigas (codice gigante).

Vuole poi la leggenda che sia stato scritto sotto dettatura del demonio. Per tale motivo  il Codex Gigas è anche chiamato bibbia del diavolo. Del resto, al suo interno è presente una grande illustrazione del demonio. La leggenda riferisce che l’autore, per scriverlo, abbia richiesto l’aiuto del demonio.

Sta di fatto che presenta delle caratteristiche uniche nel suo genere che lo collocano come un capolavoro storico unico nel suo genere. Non è chiara l’origine del Codex Gigas o la bibbia del diavolo. La tesi più  accreditata è che sia stato creato nel monastero benedettino di Podlažice in Boemia (ora nella Repubblica Ceca) nel primo trentennio del XIII secolo.

Codex Gigas o la bibbia del diavolo: le dimensioni

Per i bibliotecari e i bibliofili, la caratteristica principale del Codex Gigas sono le dimensioni, inusuali per un manoscritto. Misura infatti   92 centimetri di lunghezza, 50 di larghezza e 22 di spessore, il suo peso è di 75 kg. Valori che rendono la bibbia del diavolo il manoscritto più voluminoso del medioevo. Inizialmente conteneva 320 pagine di pergamena di tipo vellum.

La copertina è in legno ricoperta di pelle con alcuni ornamenti in metallo. Otto pagine del codice sono state rimosse mentre alcune appaiono stranamente annerite. Tutto ciò provocando controversie riguardo all’origine dell’opera e amplifica le leggende sulla stessa.

codex gigas o bibbia del diavolo

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Codex Gigas o la bibbia del diavolo tra leggenda e realtà storica

Il manoscritto è attribuito ad un monaco benedettino, tale Herman il Recluso il quale fu condannato a morte per i suoi peccati.  Murato vivo gli fu data un’unica via di salvezza. Scrivere l’intero sapere umano in una sola notte. A quel punto il monaco avrebbe scritto il libro facendo un patto col diavolo: se l’avesse aiutato a completare l’opera avrebbe venduto la propria anima a Lucifero. In cambio, naturalmente, avrebbe avuto salva la vita su questa terra.

Satana accettò di aiutare il monaco e venne scritta la bibbia del diavolo. In cambio, per il monaco gloria terrena ma dannazione eterna. Da queste circostanze il manoscritto prende il nome di bibbia del diavolo. Il reale motivo per il quale al Codex Gigas è attribuito il nome di bibbia del diavolo è la rappresentazione presente a pagina 577. Si tratta di un’intera pagina contenente l’immagine di un demonio.

Codex Gigas o la bibbia del diavolo: i contenuti del manoscritto

Per le sue caratteristiche che la rendono unica al mondo, la bibbia del diavolo è stata ampiamente studiata da vari filologi e esperti in materia. Contiene la trascrizione della bibbia tradizionale in lingua vulgata eccezion fatta per Atti degli Apostoli e dell’Apocalisse di Giovanni, stilati in vetus latina.

Inoltre,  il Codex Gigas include due lavori di natura storica di Giuseppe Flavio, una storia della Boemia, un calendario con l’elenco dei santi e la lista dei monaci di un monastero benedettino. A questo si aggiungono varie formule magiche, un calendario necrologico, scongiuri, esorcismi  e vari altri documenti.

Nell’aspetto, secondo gli esperti, il codice appare scritto da una sola mano, cosa strana viste le dimensioni che lasciano pensare al lavoro di molti anni.  Alla fine dell’opera una firma: Hermanus monachus inclusus. Naturalmente, non si ha la certezza dell’autore.  Dopo varie vicissitudini il prezioso manoscritto è ora conservato nella Biblioteca Nazionale Svedese a Stoccolma.

Per gli appassionati, l’opera completamente digitalizzata può essere consultata pagina per pagina qui.