@treminuti > Storia > I serial killer famosi della storia > Cayetano Santos Godino, il piccolo orecchiuto: il serial killer più crudele dell’Argentina

Cayetano Santos Godino, il piccolo orecchiuto: il serial killer più crudele dell’Argentina

Chiamato il piccolo orecchiuto per le sue prominenti orecchie Cayetano Santos Godino è stato un crudele serial killer argentino passato alla storia non solo per i suoi crimini ma per la giovane età in cui li commise.

Cayetano Santos Godino, il piccolo orecchiuto: il serial killer più crudele dell’Argentina

Perfino in Sud America, dove spesso le condizioni sociali hanno portato a inaridire l’animo umano, Cayetano Santos Godino: il serial killer più crudele dell’Argentina, viene ancora ricordato con repulsione. Vissuto a Buenos Aires nei primi del novecento il piccolo criminale ancora oggi suscita ripugnanza e disgusto per i crimini che ha commesso.

Fu soprannominato il piccolo orecchiuto a causa delle prominenti orecchie che sporgevano dal suo volto affilato. Commise le sue atrocità a partire dai sette anni fino ai sedici. Per questo motivo è considerato tra i serial killer più giovani della storia appartenuti a questa aberrante categoria di persone.

Non sono molte le uccisioni attribuite a Cayetano. Le condizioni in cui si sono verificate, siamo all’inizio del secolo scorso, non hanno consentito delle indagini approfondite e un censimento criminale puntuale e preciso. Ciò che ha destato scalpore è l’estrema crudeltà con la quale Cayetano Santos Godino, lo spietato serial killer Argentino, agì. Privo di qualsiasi emozione uccise e commise altri crimini violenti con una stupefacente disinvoltura

Le sue gesta non lasciano dubbi sulla sua insanità mentale nonostante, visti i tempi in cui ha agito, non sia stato sottoposto a una accurata perizia psichiatrica. Il piccolo orecchiuto argentino di origine italiana rientra nella lista dei serial killer più famosi della storia per l’efferatezza dei suoi delitti e crimini. Fatti commessi con il solo obiettivo di far provare dolore alle sue vittime e, al tempo stesso, di provare piacere nel perpetrarli.

Cayetano Santos Godino, il piccolo orecchiuto: l’infanzia

Cayetano Santos Godino nacque nel 1896 a Buenos Aires da genitori italiani che avevano altri sette figli. Il padre era un alcolizzato, malato di sifilide e picchiava ripetutamente i figli. Sin dall’infanzia Godino uccideva piccoli animali: gatti ed uccellini, dimostrando un comportamento violento. Aveva anche una predisposizione alla piromania.

Per questi comportamenti venne ripetutamente punito a scuola al punto che fu costretto a cambiare diversi istituti. Ben presto, la sua insofferenza per lo studio e il suo carattere violento lo portò a lasciare la scuola per passare le giornate a vagabondare. Fu colto spesso a masturbarsi sommerso in torbide fantasie.

Cayetano Santos Godino, il serial killer argentino: i primi crimini

Il 28 settembre 1904, a soli sette anni, Cayetano portò con l’inganno Miguel de Paoli, di quasi due anni, in una casa abbandonata, dove lo picchiò a sangue, per poi gettarlo sopra un mucchio di arbusti spinosi. L’anno seguente, Ana Neri, di appena 18 mesi venne portata da Cayetano in un luogo isolato e venne colpita più volte alla testa con una pietra.

Il primo omicidio e gli altri delitti

Nel 1906, adescò una bimba di circa due anni e la portò in un terreno abbandonato, dove cercò di strangolarla, ma poi ci ripensò e decise di seppellirla viva in una fossa. Denunciata la scomparsa non fu mai ritrovata. Si seppe della sua sorte soltanto alla confessione di Cayetano.

Il 9 settembre del 1908 portò Severino Gonzalez Calò, di due anni, in un magazzino situato di fronte alla Scuola del Sacro Cuore, dove immerse il piccolo in un abbeveratoio per cavalli e lo coprì con una tavola per farlo annegare.

Il 15 settembre, in via Colombres 632, con una sigaretta accesa bruciò le palpebre a Julio Botte, di 22 mesi. Fu scoperto dalla madre della vittima, ma riuscì a fuggire. Il 17 gennaio 1912, entrò in via di Corrientes e diede sfogo alla sua nuova passione: incendiare.

Il 26 gennaio 1912  Arturo Laurora, di 13 anni, fu ritrovato in una casa  all’inizio di via Pavón con il corpo mezzo nudo, era stato selvaggiamente picchiato, e al collo presentava ancora la corda con la quale era stato strangolato. Cayetano, in seguito, confessò di essere stato l’artefice di questo crimine.

Cayetano Santos Godino, il piccolo orecchiuto: il serial killer più crudele dell’Argentina

L’ultimo delitto dell’orecchiuto

L’ultimo crimine di Cayetano Santos Godino, il serial killer più crudele dell’Argentina  fu nei confronti di Gerardo Giordano di soli tre anni. Adescò con delle caramelle il piccolo Gerardo  e le dosò, consegnandone solo una piccola parte, promettendo il resto solo se Gerardo lo avesse seguito in un luogo remoto chiamato Moreno Quinto.

Una volta giunti all’ingresso di una fornace di mattoni il bambino iniziò a piangere e si rifiutò di entrare. Cayetano non perse tempo: l’afferrò violentemente per le braccia e lo trascinò all’interno. Lo colpì con forza al volto e quando fu esanime a terra mise il ginocchio destro sul petto del povero Gerardo.

ll killer, ormai, conosceva alla perfezione il meccanismo: con difficoltà, ma allo stesso tempo con calma, si tolse la cintura e incominciò ad arrotolarla al collo del piccolo, quindi procedette a strangolarlo dopo ben 13 giri di cinta.

Gerardo cercò di alzarsi, così Cayetano decise di legargli mani e piedi tagliando la cinghia con un fiammifero acceso. Anche in questo caso continuò a soffocarlo con quel capestro improvvisato, ma il piccolino seguitò a rifiutarsi di morire. Allora, un’idea perversa attraversò improvvisamente la mente dell’assassino: perché non forargli la testa con un chiodo?

Unendo l’azione all’idea, il “piccolo orecchiuto”, si diede il compito di trovare l’attrezzo desiderato, e la sua ricerca lo portò all’esterno del locale, dove incontrò il padre di Gerardo che gli chiese di suo figlio. Cayetano gli rispose di non averlo mai visto e gli suggerì, addirittura, di andare al commissariato per chiedere aiuto.

Nel frattempo Orejudo trovò un vecchio chiodo da 7 cm. Ritornato dalla sua vittima, con in mano una pietra come sorta di martello, in men che non si dica affondò nella tempia del piccolo il chiodo arrugginito.

Quella notte, durante la veglia al cadavere di Gerardo, Cayetano fece atto di presenza. Dopo aver visto per un attimo il corpo senza vita del piccolo, lasciò in lacrime l’abitazione. Come confesserà, in seguito, alle autorità egli voleva vedere se la testa aveva ancora il chiodo conficcato. In poco tempo il killer si tradì e venne arrestato.

Cayetano Santos Godino, il piccolo orecchiuto: il serial killer più crudele dell’Argentina

Vittime e crimini Cayetano Santos Godino, il serial killer argentino (fonte wikipedia)

  • Miguel de Paoli: Assassinato a 21 mesi nel 1904. Fu colpito e seppellito in una buca.
  • Reyna Bonita Vainicoff: Assassinata. Diede fuoco al suo vestito e morì per le ustioni.
  • Arturo Laurona: Assassinato. Picchiato a lungo e strangolato.
  • Gesualdo Giordano: Assassinato. Fu colpito con una pietra, strangolato e gli fu piantato un chiodo in testa.
  • Ana Neri: Tentato omicidio. Colpita in testa con una pietra.
  • Severino González Caló: Tentato omicidio. Ha provato ad affogarlo.
  • Julio Botte: Lesioni. Ferito ad una palpebra con una sigaretta.
  • Roberto Russo: Tentato omicidio. Provò a strangolarlo.
  • Carmen Ghittoni: Tentato omicidio. Fu colpita alcune volte con una pietra.
  • Catalina Neolener: Tentato omicidio. Fu colpita con una pietra finché le sue grida non allertarono un vicino.

La condanna e la morte di Cayetano Santos Godino

Dopo il suo arresto, confessò quattro omicidi e numerosi tentati omicidi. Fu dichiarato inizialmente insano di mente e rinchiuso nell’Ospizio della Misericordia. Nel 1923 fu trasferito al penitenziario penale di Ushuaia, carcere denominato “Fin del Mundo”. Morì nel 1944 e quando venne rimosso dal cimitero circostante al carcere le ossa di Cayetano erano sparite.