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Bullismo nel mondo: le statistiche Google sul fenomeno

Per avere l’esatta dimensione del fenomeno bullismo nel mondo,  ci viene incontro Google con le sue tendenze di ricerca

Bullismo nel mondo; le statistiche di Google sul fenomeno
Bullismo nel mondo; le statistiche di Google sul fenomeno

Gli atti di prevaricazione in diversi contesti, soprattutto nella scuola, risultano essere tra i comportamenti sociali più dilaganti. Infatti, giornalmente si registrano episodi di bullismo nel mondo i quali, nei casi più gravi, saltano sulle prime pagine dei giornali e dei social media. Sono molte le domande che vengono poste su questo fenomeno: quando è nato il fenomeno del bullismo, le statistiche, le forme di bullismo, la sua definizione, ecc. ecc..

Un quesito tra tutti riguarda le statistiche sul bullismo nel mondo. Insomma, i numeri di questo fenomeno e la sua diffusione nelle diverse aree geografiche del pianeta. Gli educatori, infatti, nel combattere questi aberranti comportamenti, hanno bisogno dei numeri per verificare l’efficacia delle loro azioni di contrasto.

Per analizzare la diffusione del bullismo nel mondo è bene prima darne una definizione. Ci corre in aiuto l’interpretazione di wikipedia:

“Il bullismo è una forma di comportamento sociale di tipo violento e intenzionale, di natura sia fisica che psicologica, oppressivo e vessatorio, ripetuto nel corso del tempo e attuato nei confronti di persone considerate dal soggetto che perpetra l’atto in questione come bersagli facili e/o incapaci di difendersi”.

Definizione chiara ed esaustiva, di sicuro nel leggerla molti si riconosceranno sia come bulli che come vittime.

Bullismo nel mondo: un fenomeno vario e trasversale

Da studi e ricerche effettuate da diverse organizzazioni emerge un primo dato; il fenomeno del bullismo è geograficamente e socialmente trasversale. Nel mondo della moda la modella Khoudia Diop è stata vittima del bullismo a causa della sua pelle troppo scura.

Inoltre, ci sono differenti sfaccettature da considerare nel bullismo che, ad esempio, può essere di tipo diretto e indiretto. E’ un argomento vasto e, talvolta, difficile da esplorare.

La diffusione del bullismo secondo Google

Per il dato sulla diffusione del fenomeno bullismo nel mondo ci viene incontro un servizio di Google. Il famoso motore di ricerca ha sviluppato una piattaforma, denominata ‘Google trends’, che permette di visionare il campionamento di ricerca su uno specifico argomento. Da ciò è molto semplice trarne le statistiche sul bullismo.

I risultati possono essere disaggregati per area geografica e anche per arco temporale, in modo da dare una cifra del fenomeno riferibile ad ogni angolo del pianeta.  I numeri che seguono sono estrapolati alla data del 8 settembre 2019 e si riferiscono agli ultimi dodici mesi.

Il bullismo nel mondo

Nella ricerca, si presuppone che la cifra, e quindi la classifica, sulla materia esplorata con Google Trend ne indichi il suo interesse in quell’area. Di conseguenza tale zona specifica è maggiormente coinvolta nel problema.

Sull’argomento bullismo nel mondo, alla data dell’8 settembre 2019 (dati riferiti agli ultimi dodici mesi),  i primi in classifica sono: le Filippine, il Giappone, Australia, Nuova Zelanda e il Libano. Salta agli occhi la presenza, tra i primi cinque risultati, di paesi  dell’Asia e dell’Oceania.

Bullismo nel mondo: le statistiche Google sul fenomeno
Bullismo nel mondo, alla data dell’8 settembre 2019 (dati riferiti agli ultimi dodici mesi)

Si nota una costante tra il 50 e il 100, senza picchi rilevanti in discesa. Ciò indica un “persistente” interesse sull’argomento.

Bullismo nel mondo: le statistiche Google sul fenomeno
Bullismo nel mondo, alla data dell’8 settembre 2019 (dati riferiti agli ultimi dodici mesi)

L’Italia figura al 25esimo posto. C’è da dire che il Giappone, da un campionamento effettuato negli ultimi tre anni,  ha una percentuale di ricerca sempre molto alta. Naturalmente, sulla linea del tempo, i maggiori picchi si registrano nei momenti in cui avvengono episodi di bullismo particolarmente cruenti, che balzano agli ‘onori delle cronache’.

Nella top ten del bullismo nel mondo, dopo il sesto posto occupato da Taiwan viene l’Irlanda come primo paese europeo. Rimanendo nel Vecchio Continente la successiva Nazione coinvolta è il Regno Unito (11° posto), poi il Portogallo (25esimo) e subito a seguire l’Italia. Grecia e Finlandia sono ai posti 30 e 31.  Sembrerebbe che in Europa, come per il resto del mondo, il fenomeno sia a macchia di leopardo, ad eccezione delle isole Inglesi e Irlandesi.

La statistica Google sul bullismo nel mondo

Naturalmente,  è un’analisi approssimativa che comunque da un indicazione di massima sull’incidenza, in talune Nazioni, del fenomeno bullismo. Segue la classifica esportata da Google Trend. Per una corretta chiave di lettura si riporta l’indicazione fornita da Google Trend relativa al dato percentuale.

“I numeri  (percentuale) rappresentano l’interesse di ricerca rispetto al punto più alto del grafico in relazione alla regione e al periodo indicati. Il valore 100 indica la maggiore frequenza di ricerca del termine, 50 indica la metà delle ricerche. Un punteggio pari a 0, invece, indica che non sono stati rilevati dati sufficienti per il termine”.

Posto Nazione Percentuale
1 Filippine 100
2 Giappone 65
3 Australia 35
4 Nuova Zelanda 35
5 Libano 29
6 Taiwan 27
7 Irlanda 26
8 Egitto 26
9 Hong Kong 26
10 Emirati Arabi Uniti 25
11 Regno Unito 24
12 Malaysia 24
13 Sudafrica 23
14 Brasile 23
15 Canada 21
16 Stati Uniti 21
17 Ecuador 19
18 Indonesia 19
19 Singapore 17
20 Colombia 17
21 Bolivia 16
22 Arabia Saudita 16
23 Messico 16
24 Portogallo 16
25 Italia 15
26 Repubblica Dominicana 15
27 Perù 14
28 Ucraina 13
29 Cile 12
30 Grecia 12
31 Finlandia 12
32 Venezuela 11
33 Belgio 10
34 Cechia 10
35 Pakistan 10
36 Slovacchia 10
37 Paesi Bassi 10
38 Romania 9
39 Spagna 9
40 Bulgaria 8
41 Argentina 8
42 Israele 8
43 Nigeria 7
44 Svezia 6
45 Thailandia 6
46 Danimarca 5
47 Polonia 5
48 Corea del Sud 5
49 India 4
50 Vietnam 4
51 Svizzera 4
52 Russia 4
53 Germania 2
54 Francia 2
55 Turchia 2

Le nazioni mancanti non hanno ottenuto un numero sufficienti di interrogazioni su Google per rientrare nella classifica stilata.