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Bullismo nel mondo in Europa e in Italia nel 2018

Per avere l’esatta dimensione del fenomeno bullismo nel mondo, in europa e in italia ci viene incontro Google con le sue tendenze di ricerca

Il bullismo nel mondo, in Europa e in Italia
Il bullismo nel mondo, in Europa e in Italia

Il bullismo è di sicuro un comportamento sociale dilagante; giornalmente si registrano episodi di bullismo nel mondo in Europa e in Italia.

Per analizzarne la diffusione è bene dare una definizione al termine bullismo. Ci corre in aiuto l’interpretazione di wikipedia: “Il bullismo è una forma di comportamento sociale di tipo violento e intenzionale, di natura sia fisica che psicologica, oppressivo e vessatorio, ripetuto nel corso del tempo e attuato nei confronti di persone considerate dal soggetto che perpetra l’atto in questione come bersagli facili e/o incapaci di difendersi”.  Definizione chiara ed esaustiva, di sicuro nel leggerla molti si riconosceranno sia come bulli che come vittime.

Il fenomeno è geograficamente e socialmente trasversale; nel mondo della moda, la modella Khoudia Diop è stata vittima  del bullismo a causa della sua pelle troppo scura. Inoltre, ci sono differenti sfaccettature da considerare nel bullismo che, ad esempio, può essere diretto e indiretto. Un argomento vasto e, talvolta, difficile da esplorare.

Per il dato sulla diffusione del fenomeno bullismo nel mondo, in Europa e in Italia ci viene incontro un servizio di Google. Il famoso motore di ricerca ha sviluppato una piattaforma, denominata ‘Google trends’, che permette di visionare le statistiche di ricerca su uno specifico argomento.

I risultati possono essere disaggregati per area geografica e anche per arco temporale, in modo da dare una dimensione puntuale sia del bullismo in europa che nel mondo. All’interno dell’europa si ricavano i dati riguardanti l’Italia. I dati sono ricavati alla data del 28 dicembre 2018 e si riferiscono agli ultimi dodici mesi, rappresentano quindi la fotografia dell’argomento bullismo nell’intero anno 2018.

Il bullismo nel mondo e in europa

Su l’argomento bullismo nel mondo, alla data dell’28 dicembre 2018 (dati riferiti agli ultimi dodici mesi),  i primi in classifica sono: le Filippine, il Giappone, Australia, Nuova Zelanda e l’Irlanda.

Bullismo nel mondo, in europa e in italia
bullismo nel mondo, alla data dell’28 dicembre 2018 (dati riferiti agli ultimi dodici mesi)

L’Italia figura al 18esimo posto. C’è da dire che il Giappone ha una percentuale di ricerca sempre molto alta. Sulla linea del tempo, i maggiori picchi si registrano nei momenti in cui avvengono episodi di bullismo particolarmente cruenti, che balzano agli ‘onori delle cronache’. Salta agli occhi che, per quanto riguarda il bullismo in europa, c’è la sola Irlanda fra i primi cinque posti.

Nella top ten del bullismo in Europa, dopo il quinto posto dell’Irlanda viene il Regno Unito (6° posto),  l’Italia in diciottesima posizione, il Portogallo ventunesimo mentre la Finlandia si colloca come ventinovesima . Sembrerebbe che in Europa il fenomeno sia macchia di leopardo, ad eccezione delle isole Inglesi e Irlandesi.

Il bullismo in Italia

Nonostante i dati, i media nazionali danno una percezione del  bullismo in italia come un fenomeno acceso e rilevante. In realtà, secondo le statistiche di Google, ci sono nazioni in cui  l’argomento bullismo è più ricercato, ad indicare un maggior coinvolgimento.

Come argomento, sul bullismo in Italia emerge un elemento significativo. Le regioni con più hit di ricerca sono: Calabria, Campania, Puglia, Basilicata e Sicilia (volumi al 28 dicembre 2018 dati riferiti agli ultimi dodici mesi).

Bullismo nel mondo, in Europa e in Italia
Bullismo in Italia alla data del 28 dicembre 2018 (dati riferiti agli ultimi dodici mesi)

Al sesto e settimo posto, rispettivamente Abruzzo e Molise. Seguono altre regioni del centro nord fino a trovare il Veneto, prima regione tipicamente del nord, in dodicesima posizione. Praticamente, il fenomeno bullismo è maggiormente marcato in tutto il sud della penisola. Il dato denota sicuramente una matrice culturale. Ciò deve far riflettere coloro che, nelle istituzioni, quali esse che siano, hanno la responsabilità di studiare gli strumenti adatti per porre rimedio al fenomeno.