@treminuti > Costume e società > Bullismo e cyberbullismo > Bullismo a scuola: il MIUR deve risarcire i danni

Bullismo a scuola: il MIUR deve risarcire i danni

Una pronuncia della Corte di cassazione sancisce la responsabilità del MIUR nel caso di fatti di bullismo che avvengono all’interno delle aule scolastiche

Bullismo a scuola: il MIUR deve risarcire i danni

 

Un importante ordinanza della Corte Suprema di Cassazione definisce un fondamentale principio. Per i casi di bullismo a scuola il MIUR deve risarcire i danni, per cui è responsabile in solido delle lesioni sia fisiche che psicologiche procurate da atti di bullismo che avvengono all’interno delle istituzioni scolastiche. A sancire questo sacro concetto è l’ordinanza 27571/2017 del 25 ottobre 2017 emessa dalla corte di cassazione.

La pronuncia dei massimi giudici, passata in sordina sui media, avalla un importante principio: denunciare per difendersi e richiedere giustizia per condotte disdicevoli, penalmente e civilmente  rilevanti, come il bullismo.

 

 

Pretendere di essere risarciti non solo da chi cagiona i danni ma anche da chi non impedisce che avvengano.  In questo caso la scuola, nella veste del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (MIUR).

La scuola intesa come corpo docente con funzioni educative  è corresponsabile, al pari del bullo, per le lesioni che subiscono gli alunni vittime di atti persecutori di natura fisica e psicologica. Questa è la sintesi dell’ordinanza sopra indicata, che sancisce la responsabilità del MIUR per quanto accade nelle aule scolastiche.

E’ doveroso ricordare una recente sentenza del TAR del Piemonte nella quale uno studente è stato bocciato poiché, con i suoi atti di bullismo, turbava il regolare andamento delle attività scolastiche. Il voto di condotta ha stabilito che il bullo doveva ripetere l’anno.

Bullismo a scuola: il MIUR deve risarcire i danni

In questo caso i ruoli sono stati inversi, il MIUR è stata la parte resistente per dei fatti di bullismo che hanno cagionato danni fisici a un alunno. La vittima ha intentato una causa risarcitoria sia contro il MIUR che verso i genitori del bullo. Le basi giuridiche sulle quali si è basato il ricorso sono che la scuola ha il dovere di impedire che si creino condizioni tali da permettere atti persecutori all’interno delle sue mura.

 

Bullismo a scuola: il MIUR deve risarcire i danni

I fatti parlano, durante l’orario scolastico il bullo di turno ha inferto un colpo al basso ventre ad un suo compagno. Il risultato è che il giovane ha riportato una grave lesione al testicolo per la quale ha subito un intervento chirurgico.

Il danneggiato ha citato sia i genitori del bullo che il MIUR per essere risarcito in solido per i danni subiti. L’amministrazione della Pubblica Istruzione ha resistito fino alla cassazione dove è stata condannata a risarcire la vittima di bullismo per le lesioni riportate.

Le motivazioni addotte nell’ordinanza dai giudici della cassazione hanno stabilito il nesso causa effetto tra le lesioni ed il colpo inferto, correlazione vergognosamente messa in discussione dal MIUR.

La scuola deve creare le condizioni per evitare il bullismo

Altro punto è stato la dinamica della vicenda. Secondo il ministero il fatto è avvenuto “da brevissima distanza, improvvisamente e di sorpresa”, quindi era “per definizione un accadimento repentino ed imprevedibile”, non evitabile in alcun modo con adeguate misure di vigilanza.

Sul merito la suprema corte ha deliberato che l’istituto scolastico dove è avvenuto l’episodio, ai sensi e per gli effetti dell’art. 2048 del c.c., non ha adottato in via preventiva “tutte le misure disciplinari o organizzative idonee ad evitare il sorgere di una situazione di pericolo favorevole al determinarsi di detta serie causale”.

La conclusione è che il MIUR è stato condannato alle spese di giudizio ed al risarcimento per i danni subiti dalla vittima di bullismo. Un esborso che seppur modesto ha posto le basi di un sacrosanto principio: la responsabilità del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca verso le coloro che subiscono atti persecutori all’interno delle istituzioni scolastiche.

In sostanza non solo chi compie gli atti di bullismo è perseguibile ma anche l’amministrazione scolastica, che ha il dovere di adottare tutte le misure idonee affinché gli istituti dove si dovrebbe studiare non siano un terreno di battaglia.

Potrebbe interessarti: Il bullismo in Italia: i dati istat sul fenomeno

© tutti i diritti riservati è vietata la riproduzione