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La bocciatura per il bullismo è legittima – lo stabilisce il tar del piemonte

bocciatura per il bullo è leggittima

Un importante precedente è stato stabilito dalla giustizia amministrativa. La bocciatura per il bullismo. La sentenza ha confermato i provvedimenti presi dalla scuola che aveva sospeso il ragazzo per comportamenti vandalici nei confronti dei professori. Successivamente era stato bocciato per cinque in condotta.

E’ un provvedimento importante perché deterrente per il bullo, che considera stare a scuola come essere sugli spalti di un campo di calcio. Vandalismo e violenza devono restare fuori dalle aule che non sono più terreno del bullo di turno. E se l’articolo 34 della costituzione italiana afferma che “la scuola è aperta a tutti” questa sentenza decreta che la scuola è chiusa per il bullo, che viene punito con la bocciatura.

A sostegno di questo principio è intervenuta un’ordinanza della Corte Suprema di Cassazione la quale sancisce anche la responsabilità del MIUR per fatti persecutori che avvengono tra le mura scolastiche.

In questo si deve rendere merito agli organi di una scuola superiore della Valle di Susa, i quali hanno bocciato uno studente di seconda.

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Dopo il consiglio di classe, nel quale hanno assegnato all’unanimità 5 in condotta, il bullo è stato bocciato. Il provvedimento e stato preso anche se, per i voti in altre materie, il giovane poteva passare. I genitori del ragazzo hanno fatto ricorso, il tar del Piemonte, con provvedimento 4415/17 del 18 settembre 2016, ha confermato la bocciatura del bullo.

Bocciatura per bullismo è legittima: la vicenda

La vicenda è esemplare, soprattutto per il messaggio che lancia contro la violenza a scuola: il bullo è bocciato e ripete l’anno.

Nei documenti del consiglio dell’istituto scolastico si faceva presente che lo studente aveva avuto comportamenti «che presentano un crescendo di gravità: dall’aggressione verbale ad atti di vandalismo fino ad arrivare a sputare addosso a un insegnante». Aveva inoltre creato nei compagni «un clima di tensione e, in alcuni casi, di paura». Tutti segnali tipici del bullo a scuola.

In seguito, nel dicembre del 2016 veniva sospeso perché sospettato di avere danneggiato l’auto del preside dell’istituto. Su questo avvenimento ci sono indagini della magistratura e il TAR del Piemonte, quale organo amministrativo, non ha competenza. Poi la bocciatura per bullismo giustificata dal cinque in condotta e confermata dal tribunale amministrativo piemontese. Si spera che la storia sia di monito per chi intende fare il bullo a scuola, e che la giusta bocciatura sia considerata uno strumento per combattere la violenza nelle aule.