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Anatol Moskvin, il collezionista di bambole umane

L’accademico russo riesumava i corpi di bambine, le mummificava per poi trasformarle in bambole.

Anatol Moskvin, il collezionista di bambole umane

Non può essere considerato un vero e proprio serial killer Anatol Moskvin, il collezionista di bambole umane. Per quanto è dato conoscere non ha materialmente ucciso nessuno dei suoi feticci. Dopo aver dissepolto delle bambine le mummificava, le vestiva e le curava cercando di dargli un’identità che con la morte avevano perso. Successivamente le conservava come feticci.

Un caso unico di aberrazione umana verso altri “esseri”.  Anatol Moskvin, pur non avendo mai commesso direttamente degli omicidi non può rientrare tra i serial killer più famosi della storia. In ogni caso la sua vicenda merita un posto tra questa categoria.

Di fatto, nessuno può sapere l’evoluzione della sua mania. Molti studiosi del suo caso, pur trovandosi di fronte a un comportamento unico nel suo genere, hanno trovato difficoltà a catalogare Anatol Moskvin, il collezionista di bambole umane.

Anatol Moskvin, l’amatore di bambole umane

Il caso di Anatol Moskvin è poco noto poiché le autorità sovietiche sono sempre state abbottonate rispetto casi così eclatanti, specialmente nei tempi del regime. Il caso del collezionista di bambole ha dei lati oscuri. Probabilmente i suoi reati, o comunque i suoi insani interessi necrofili,  iniziarono a cavallo del regime per emergere in tutta la sua bizzarria dopo la caduta del sistema totalitario sovietico.

L’istruzione di Anatol Moskvin

Moskvin è un accademico laureato presso la facoltà di Filologia dell’Università Mosca. Una persona colta il cui status gli ha permesso di agire indisturbato coltivando la sua strana mania. Conoscitore di 13 lingue, scrisse diversi libri e articoli sui giornali. Una persona di ampia cultura, insospettabile. Nel 2005 riceve l’incarico di censire 752 cimiteri della regione regione di Nizhny e Novgorod.

Le profanazioni e l’arresto

In seguito a quell’incarico, probabilmente, emerge la sua mania necrofila. Svolgendo l’ìncarico, in pratica, disseppellisce almeno 26 corpi di giovani bimbe per poi mummificarle e conservarle. Tali feticci vengono curati, in vari modi; vestiti, truccati e mantenuti in buono stato per poi essere conservati.

In ogni caso, le violazioni nei cimiteri non passano inosservate. Anatol Moskvin, che peraltro lascia molte tracce del suo operato, viene immediatamente scoperto e arrestato.

Anatol Moskvin, il collezionista di bambole umane

Le profanazioni e l’arresto

In seguito a quell’incarico, probabilmente, emerge la sua mania necrofila. Svolgendo l’ìncarico, in pratica, disseppellisce almeno 26 corpi di giovani bimbe per poi mummificarle e conservarle. Tali feticci vengono curati, in vari modi; vestiti, truccati e mantenuti in buono stato per poi essere conservati.

In ogni caso, le violazioni nei cimiteri non passano inosservate. Anatol Moskvin, che peraltro lascia molte tracce del suo operato, viene immediatamente scoperto e arrestato. Nella sua casa vengono trovate le 26 bambole di giovani mummificate anche se si calcola che le tombe da lui profanate siano più di 150.

Fonte wikipedia:

Dopo aver esumato i cadaveri dalle loro tombe, Moskvin ricercò teorie e tecniche di mummificazione dai libri nel tentativo di preservare i corpi. Ha asciugato i cadaveri usando una combinazione di sale e bicarbonato di sodio e poi ha nascosto i corpi in luoghi sicuri e asciutti dentro e intorno ai cimiteri
Una volta che i corpi furono asciugati, portò i corpi a casa sua dove usò vari metodi per fabbricare “bambole” dei cadaveri.

Incapace di impedire ai corpi di appassire e contrarsi mentre si asciugavano, avvolgeva gli arti in strisce di stoffa per fornire pienezza, o riempiva i corpi di stracci e imbottiture, aggiungendo talvolta maschere di cera decorate con smalto sulle loro facce prima di vestirsi li indossano vestiti e parrucche per bambini dai colori vivaci.

Questi dettagli hanno reso i corpi sembra essere grandi bambole fatte in casa, che ha impedito la loro scoperta dai suoi genitori. Non era chiaro se ogni bambola contenesse una serie completa di resti umani. Moskvin sostenne che fece le bambole nel corso di dieci anni. I suoi genitori, che erano assenti per gran parte dell’anno, non erano a conoscenza delle sue attività

 

Le Anatol Moskvin, il collezionista di bambole umane: la condanna

Moskovin fu inizialmente accusato di profanazione di tombe e condannato a cinque anni di prigione. Successivamente a una valutazione psichiatrica gli venne diagnosticato uno stato di schizofrenia paranoide e gli venne comminata la pena di sottoporsi coattivamente a cure psichiatriche fino al momento in cui il suo stato di salute sarebbe stato ritenuto idoneo per essere sottoposto a un processo.

Tale disposizione prevedeva la permanenza di anatol Moskvin in una clinica psichiatrica per essere sottoposto a valutazioni periodiche. Allo stato attuale, nel 2019, non è stato ancora ritenuto idoneo a subire un giudizio penale.