Il bullismo in Italia: i dati istat sul fenomeno

La fotografia dei vari aspetti del bullismo in Italia secondo un rapporto dell’ISTAT

bullismo in italia: i dati istat

Bullismo in Italia: i dati dell’ISTAT

Gli atti di bullismo in Italia, come per ogni altra parte del mondo, sono all’ordine del giorno.

Fra i comportamenti più riprovevoli, c’è anche quello dell’utilizzo dei social-media e di mezzi tecnologici per diffondere atti vessatori nei confronti della vittima di turno. Da qui l’estensione del problema a cyber-bullismo.

C’è da dire che anche attraverso internet si combatte il bullismo. Gruppi di discussione, pagine di opinioni e associazioni ‘contro’ sono presenti e vivi nella rete. Grazie a loro, vengono diffusi messaggi di sdegno, di solidarietà e di comprensione ogni volta che il bullismo in Italia fa registrare episodi particolarmente cruenti e spregevoli.

Naturalmente, non è un fenomeno esclusivamente italiano; può essere interessante il post: Bullismo nel mondo in Europa e in Italia.

Secondo l’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica), per “bullismo si indica generalmente il fenomeno delle prepotenze perpetrate da bambini e ragazzi nei confronti dei loro coetanei. Si basa su tre principi: intenzionalità, persistenza nel tempo, asimmetria nella relazione”. Sulla base di questa definizione, l’ente ha prodotto un utile rapporto:  “Il bullismo in Italia: comportamenti offensivi e violenti tra i giovanissimi”.

E’ un documento molto dettagliato, pubblicato alla fine del 2015 e rappresentativo del bullismo in Italia nel 2014.

Il bullismo in Italia: i dati dell’ISTAT

I ragazzi della fascia di età che va dagli 11 ai 13 anni  (22,5%) sono più colpiti rispetto ai giovani fra i 14 e i 17 anni (17,9%). Più femmine (20,9%) rispetto ai maschi (18,8%) hanno subito comportamenti offensivi, violenti o comunque non rispettosi. I liceali (19,4%) sono i più interessati rispetto agli studenti di istituti professionali (18,1%)  o degli istituti tecnici (16%).

Tra coloro che navigano in rete, il 5,9% denuncia di avere subito ripetutamente atti di cyber-bullismo. Su questo fronte, il 7,1% delle ragazze, rispetto  al 4,6% dei ragazzi, ha segnalato azioni cattive tramite sms, e-mail o i social network.

L’ISTAT registra che il bullismo in italia è maggiormente presente al nord anche se diffuso su tutto il territorio nazionale, con percentuali di differenza risibili.

Un altro aspetto affrontato è la scelta delle strategie per difendersi. Il denominatore comune è confidarsi, e quindi sfogarsi, con altri.

Il 69,9% delle femmine e il 60,4% dei maschi trova utile rivolgersi ai propri genitori, mentre il 41% (44,8% delle femmine e 37,4% dei maschi) ritiene opportuno attivarsi con gli insegnanti. C’è anche chi pensa sia meglio parlare con fratelli, sorelle o amici.

L’importanza di queste analisi consiste nello stimolare l’interesse collettivo su una tematica sempre in crescita nei numeri e nella ‘qualità’ degli atti.

Lettura suggerita: Ada Fonzi – Il bullismo in Italia. Il fenomeno delle prepotenze a scuola dal Piemonte alla Sicilia